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venerdì 4 aprile 2014

How i met your mother è FINITO (SPOILER)

Chiunque abbia acceso la televisione negli ultimi anni si è imbattuto almeno una volta nello show televisivo più amato del mondo, "How i met your mother", che racconta la storia di come Ted abbia conosciuto la madre dei suoi figli.

Molti speravano fosse questa.


Il punto di forza di questa serie? L'identità di questa fantomatica MAMMA era un segreto che sarebbe dovuto essere svelato solo alla fine di tutte le stagioni.

Tutti noi, chi più chi meno, ci siamo posti almeno una volta nella vita queste due fondamentali domande: chi sarà mai la "mamma" dello show? E perché sto guardando questa merda invece di Breaking Bad?


Ecco un breve riassunto di quello che è successo nell'ultima stagione di questa serie.
Fatene buon uso e abbiatene cura, perché ovunque ci sia una ragazza in lacrime che si è appena vista rovinare la sua serie preferita da uno spoiler bastardo, c'è anche il mio cuore.

HOW I MET YOUR MOTHER,
FINALE














mercoledì 20 novembre 2013

La mafia uccide solo d'estate, ovvero perché Pif ce lo butta al culo



Il Testimone Pif approda al cinema. Dopo aver passato gli ultimi cinque anni a condurre un programma su MTV che tra le altre cose ha illuminato i più gggiovani su chi sia veramente Fabri Fibra e su cosa significhi essere un transessuale al giorno d'oggi -e la risposta è no, non si tratta della stessa puntata- ora Pif ha deciso di passare al cinema, e quale modo migliore per iniziare se non quello di cimentarsi con un tema come quello della mafia?


Sì, perché Pif è palermitano, e si sa che qualsiasi essere umano da Roma in giù è autorizzato a discutere della mafia e venire preso sul serio a prescindere se quello che dice è roba seria o cazzate qualunquiste.

Il suo film si intitola La mafia uccide solo d'estate, titolo divertente e poetico al tempo stesso che esprime con immediatezza il sapore generale che permea la visione artistica di Pif in merito a tale progetto, o almeno così ha detto il mio barbiere mentre mi tagliava i capelli.

Infatti Repubblica già ci informa che il film è un misto di tragedia e commedia:

"Della mafia si può ridere, anzi, si deve ridere".

Pif e qualunque altro giornalista leccaculo non fanno che ripetere questo concetto per promuovere al meglio il film, e io personalmente sono sicuro che questa sia la strategia giusta: infatti è da una vita che noi italiani non facciamo altro che assistere come spettatori paganti ridendo come sciocchi mentre guardiamo la mafia che fa il cazzo che le pare. E' una formula collaudata, il successo del film è assicurato.

L'illustre critico televisivo Aldo Grasso scrive di Pif: "Il suo è un giornalismo d'inchiesta innovativo che ha molta presa sul pubblico più giovane: quella di Pif si potrebbe definire un'antropologia light."


Dimenticatevi per un istante di Aldo Grasso e di quella viscida patina di indulgenza e buonismo che spande a piene mani nelle sue illustre recensioni di stocazzo e soffermatevi sui punti salienti della frase qui sopra: Pif fa un giornalismo innovativo che piace ai giovani perché è light. La chiave di tutto è proprio la parola light, perché l'unico modo di trattare un argomento in modo fresco e originale e di farlo piacere ai giovani è farlo alla cazzo di cane in modo light. Se no quelli là mica lo capiscono!

Mi sembra cristallino. I giovani di oggi sono un gruppo di idioti disillusi dalla società e inclini al pressapochismo, cultori della mediocrità e lontani dai valori di una volta; per cui ecco il modo giusto per far presa su di loro e insegnargli qualcosa a 'sti figli di buonadonna che non hanno mai combattuto una guerra o visto una bomba in stazione alla tv: farlo light.

Perché i nostri cervelli sono stati traviati in età prescolare dalla frocesca dolcezza di Bim Bum Bam e quindi non siamo stati in grado di sviluppare una mentalità aperta e critica! Dateci tutto quello che potete di light, per favore! Solo così la mia debole mente ancora imbevuta della sigla di Lady Oscar potrà maturare e conoscere il fantastico mondo di argomenti per adulti che voi riconosciuti intellettuali italiani sapete esplorare meglio di me.

I miei occhi sono ancora troppo deboli per aprirsi e rischiare di contemplare la cruda realtà che mi circonda senza che mi venga un embolo fulminate.

Oh luminari italiani, oh dei del tubo catodico, spargete sul mio viso avido di maturo paternalismo il caldo seme della conoscenza che sgorga copioso dai vostri saggi membri di acculturati, vi prego.

Ma non  fatemi troppo male quando lo fate. Voglio che sia tutto light, eh, che se no stanotte c'ho gli incubi.


lunedì 7 gennaio 2013

La banalità dell'Internet


Su Studio Aperto hanno appena raccontato la storia di un giovane ragazzo che veniva preso per il culo dai suoi coetanei su Internet perché sembrava frocio.
Questo ragazzo si è impiccato con una sciarpa.
Poi hanno ricordato la storia di una giovane ragazza che qualche tempo fa mostrò le tette in un video che alcuni caricarono su Internet e per questo ebbe la vita rovinata.
Il servizio è terminato con l'inviata che con voce triste ha affermato, testualmente, che è vero che Internet può uccidere.

Stasera chiudete per bene porte e finestre, non sia mai che Internet entri in casa vostra per tagliarvi la gola nel sonno.



venerdì 20 aprile 2012

Grillo, Marracash, De Filippi, Nonciclopedia



Avete presente quell’idea più che abusata da cinema e tv in cui l’eroe di turno torna indietro nel tempo e in base a cosa fa o a cosa non fa può cambiare lo svolgersi degli eventi e magari regalare all’umanità un futuro migliore?
Ecco, dal momento che il viaggio nel tempo non è ancora disponibile nella lista di applicazioni per l’IPhone suppongo che l’idea di cambiare il futuro in meglio dovrebbe essere accantonata. Giusto?

No.

Grazie alla mia strepitosa capacità di capire se una persona ha il diritto di vivere o morire –abilità che a quanto pare abbiamo solo io e un tizio che certi chiamano “Dio”- posso rivelare senza troppi problemi la lista di esseri umani la cui morte gioverebbe alle generazioni future e cambierebbe il corso della storia.

Ora, chiariamoci: non sto suggerendo un’operazione di stampo terroristico volta a eliminare fisicamente individui di dubbia utilità per il genere umano, ma nel caso venissero accidentalmente uccisi da un coraggioso lettore del blog desideroso di acquistare fama immortale nei secoli dei secoli, beh, chi potrebbe biasimare tutto ciò?

DEATH LIST

Beppe Grillo

Ora che destra e sinistra sono nella merda e giorno dopo giorno procedono verso lo sfacelo completo, chi pensate che prenderà il loro posto alla guida di questa Italia malata?
Chi, tra tutti i buffoni che pretendono di avere la soluzione in tasca, ha l’atteggiamento giusto per pisciare in faccia alla vecchia classe politica e proporre un nuovo modo di governare? 
Chi rappresenta meglio di tutti l’italiano medio, incazzato e voglioso di cambiamenti? 

Esatto, il degno erede di Mussolini, il signor Beppe “Vaffanculo” Grillo.
Grillo, una figura carismatica e dai modi decisi e autoritari che predica la completa eliminazione del vecchio sistema politico. Ah, le coincidenze. Non vedo l’ora che quel ciccione sudato salga al potere e che le cose inizino ad andare meglio per tutti. Subito prima di andare peggio.

Marracash

C’era una volta l’hip hop, c’era una volta il rap, c’era una volta MTV, c’era una volta la musica.
Poi, col tempo, MTV ha iniziato a fare soldi grazie a ragazzini giovani e inesperti con genitori privi di cultura musicale che hanno permesso ai loro figli di ascoltare qualsiasi cosa e hanno regalato loro l’album di Britney a Natale ’99.
Da cosa nasce cosa, e col tempo questi ragazzini musicalmente ritardati hanno consegnato il potere a loschi figuri che hanno rovinato ogni tipo di genere musicale. Anche l’hip hop ha fatto questa brutta fine come tutti gli altri, con la differenza che da qualche anno a questa parte ha raggiunto livelli di popolarità più alti.

Ecco allora che nasce MTV Spit, condotto da Marracash, un programma che vede ragazzi coi pantaloni larghi sfidarsi a colpi di rime del tipo “ciao” e “miao” per conquistare il titolo di Rapper più figo coi pantaloni bassi che va in tv.

L’idea che il rap sia un genere musicale libero e volutamente sfacciato e fondamentalmente contrario alla commercializzazione -che per forza di cose ne danneggia i contenuti ammorbidendoli per adattarli a un pubblico più ampio-, beh, questa idea di come dovrebbe essere il rap è stata definitivamente stuprata, uccisa e sepolta il giorno in cui Marracash ha firmato con una X il contratto che Il Signore Del Male (MTV, per comodità) gli ha messo sotto il naso per convincerlo a lavorare per lui.

Grazie a questo pseudo-rapper migliaia di ragazzini cresceranno con la convinzione che non c’è modo migliore di esprimere il proprio disagio giovanile andando in tv e cantando “politici del cavolo vi sbatto sotto al tavolo”, mentre tutti coloro che hanno una semi-decente infarinatura di musica hip hop sanno benissimo che “mafiosi del cazzo chiusi nel vostro palazzo vi strappo i coglioni brutti culattoni” rende meglio l’idea.

Il problema è che c’è una piccola clausola nella musica italiana di un certo livello per cui se nelle tue canzoni inserisci parole come cazzo e culattone non parteciperai mai a Sanremo e non beccherai mai un soldo, il che, a lungo andare, spinge anche i più abili e promettenti cantautori ad abbandonare i loro sogni e a tornare a fare i commessi alla CraiMentre Marracash sniffa righe di cocaina dal ventre di una snella diciottenne croata e continua a sfornare successoni politicamente corretti.

Maria De Filippi

Quando ero più piccolo e ingenuo c’era questa ragazzina che mi piaceva e che guardava Saranno Famosi di Maria De Filippi.
Io a quel tempo ero così stanco di masturbarmi e il culo di questa ragazzina era così incredibilmente rotondo che decisi di appassionarmi forzatamente al programma, così da avere un bell’argomento di conversazione che aiutasse le mie mani a compiere quel fondamentale passaggio dell’adolescenza che va dal proprio cazzo al sedere in carne e ossa di un esponente di sesso femminile.

Sono passati molti anni, e oggi mi pare che quel programma si chiama Amici, e continua ad avere un successo inaffondabile, e solo ora so spiegarmi il perché: ragazzine dal bel culo ma dall’intelligenza difettosa insistono nel guardarlo sognando una vita migliore fatta di canti e balletti e ragazzi con tatuaggi tribali su bicipiti scolpiti; e giovani ragazzi terrorizzati dall’idea di tornare a farsi qualche sega di tanto in tanto insistono a guardarlo allo scopo di carpire l’oscuro segreto che affascina così tanto le ragazzine e che permetterà loro di trasformarsi in tronisti di provincia e ottenere scopate garantite.

Se tutto ciò ha un suo senso alla spensierata età di tredici anni, quando ognuno di noi è alla ricerca del proprio stile e la De Filippi te ne offre uno semplice e apparentemente vantaggioso su di un piatto d’argento, beh, lo perde drasticamente quando di anni ne sono passati dieci e tu sei ancora una ragazzina con i poster del tizio di Smallville appesi in camera, le unghie finte ricoperte di sudicie farfalline di plastica rosa e un lavoro come assistente parrucchiera nella bottega della cugina di tua madre.

La De Filippi crea da anni generazioni di mostri lampadati convinti che i jeans strappati, cocktail a base di Red Bull e magliette da quaranta euro in su siano l’unico modo per vivere una vita piena e soddisfacente.

Il mondo di Nonciclopedia

I tizi che scrivono su Nonciclopedia e quelli che la trovano divertente sono una categoria di gente che andrebbe soppressa subito.
Solitamente sono i classici tipi che dichiarano di disprezzare la comicità di Zelig e Colorado Café e poi vanno a leggersi la pagina dei Teletubbies su Wikipedia e si spanciano dal ridere scambiandosi dei cinque mentali telepatici e sprizzando ROTFL dal pisello.

Da nonciclopedia.wikia.com, “Teletubbies”:

I Teletubbies (che poi non sono altro che fantocci posseduti dal demonio, con la carica sessuale della signora in giallo) nascono dalla mente schizofrenica di Agnese Gnagna, ideatrice di programmi per bambini, satanista, dog-sitter, endocrinologa, serial killer e grande burlona, oggi defunta per overdose di Dado Star. La Gnagna, nel novembre 2002, raccontò ai microfoni di Radio Crosta come nacquero i Teletubbies: "Una notte, dopo un'enorme abbuffata di tiramisù al curry con vongole radiottive alla salsa viennese, vomitai copiosamente nel bidet: nella pozza di vomito, fra il mascarpone, il ketchup e le banane ammuffite, vidi, allora, quei quattro esserini sorridermi. Il giorno dopo, mi cucii un'enorme tutona gialla, mi piantai un'antenna della TV nel culo, cosa che mi procurò una sbrodolata di diarrea, e me ne andai a fare la spesa. Era finito il ketchup".

Pazze risate in sala, suppongo.

La comicità, la satira, lo sfottò, se usati bene, sono un’arma di distruzione di massa più forte di quanto si creda.
Ogni buona risata contiene una piccola riflessione. Il problema di Nonciclopedia è che degli idioti insegnano ad altri idioti a ridere senza motivo.

Un bambino di cinque anni che ripete “merda” fa ridere tutti gli altri bambini di cinque anni che lo ascoltano, non perché la parola merda abbia qualcosa di buffo, ma perché è una parola proibita, una parola usata dagli adulti, è la rottura di un tabù che scatena ilarità, perché mostra la parola merda da un altro punto di vista e la rende più umana (cosa c’è di più umano della merda?) e meno intoccabile.

Un ragazzo di vent’anni che ripete “merda” e fa ridere tutti gli altri ragazzi di vent’anni che leggono è un coglione che è rimasto indietro e si rivolge a gente rimasta indietro come lui.
L’evoluzione è un concetto relativo.


martedì 15 novembre 2011

Il più grande spettacolo dopo il weekend

Il nuovo show di Fiorello consiste in lui che si masturba per tre ore circondato da gente famosa che lo adora e applaude ad ogni suo spruzzo di liquido seminale/canzone e ride ad ogni suo orgasmo/monologo.

D’altronde uno spettacolo che prende il titolo da una canzone di merda non poteva essere altro che una lunga, straziante agonia. Grazie Rai. E Grazie anche a te Fiorello, adoro le tue battute su Berlusconi, soprattutto quelle sulla sua altezza, sui suoi capelli, e sulla sua passione per le troie. Erano anni che non ridevo così di fronte a tanto fresco e originale acume. Magari la prossima volta parliamo anche di cose più serie, che so, tipo il fatto che Emilio Fede è un leccaculo. Haha, già pregusto le grasse risate. E complimenti per la voce, sembra che tu sappia cantare bene, non me n’ero accorto negli ultimi vent’anni, per fortuna quest’ennesimo costoso spettacolo mi ha aperto gli occhi.

Sono troppo strasimpaticissimo.


sabato 22 gennaio 2011

Grande Fratello


L’unico motivo ragionevole per guardare il Grande Fratello è sperare che un giorno Alessia Marcuzzi impazzisca in diretta e si strappi il vestito di dosso rivelando una volta per tutte il suo celeberrimo, abbondante e invitante corpo da maiala.
Il tutto accompagnato dall’urlo schifato di Signorini in sottofondo.
La speranza è l’ultima a morire, gente.


Nel frattempo, mi piace pensare che la gente insiste a seguire quel programma perché è stupida. Mi fa sentire superiore, capito? Milioni di persone guardano quel gruppo di giovani falliti rinchiusi in una casa solo perché sono talmente stupidi da pensare che ne valga la pena. Ma, tenetevi forte, non è così.

(brusio di disapprovazione)

E’ inutile che vi lamentate, lo giuro, guardare il GF è una delle attività più inutili che possano esistere al mondo.
Se in tv stanno dando il GF, chiudete gli occhi e premete dei tasti a caso sul telecomando: qualsiasi canale verrà sintonizzato trasmetterà sicuramente qualcosa di più educativo e interessante, fosse anche l’ultimo film dei Vanzina in cui De Sica si masturba pensando al cadavere di un neonato o un documentario amatoriale sull’industria vinicola della Liguria.

Ripetiamo insieme il concetto in modo semplice, così che lo capiamo tutti? Anche voi seduti là in fondo, dai, ci siete? Diciamolo tutti insieme, dai: GUARDARE IL GRANDE FRATELLO = SVOLGERE L’ATTIVITA’ PIU’ INUTILE DELLA VOSTRA VITA.
Se dovessi scegliere tra assistere a una puntata del Grande Fratello o infilarmi un dito nel culo penso che sceglierei la seconda, almeno potrebbe tornarmi utile se un giorno decidessi di trasportare ovuli di cocaina in giro per l’Europa.

Un giorno vorrei scoprire in base a cosa scelgono i concorrenti che devono entrare nella casa. Come fanno a scovare sempre il fior fiore degli scarti umani italiani?
Secondo me i selezionatori si sono letti la teoria dell’evoluzione di Darwin e hanno pensato “Ecco, noi sceglieremo tutti gli individui che con la loro stessa esistenza possono confutare le idee di questo tizio”, ed ecco che il mondo ha potuto conoscere gente del calibro di Mauro Marin, o Raffaella Fico, o il sempre amatissimo Pietro Taricone, l’unico uomo sulla faccia della terra che invece di rimanere a casa a sgocciolare sperma sui capelli della –bellissima- compagna Kasia Smutniak abbia pensato bene di trascorrere il suo tempo libero schiantandosi al suolo durante un lancio col paracadute.
Sono sempre i migliori che se ne vanno, ma a volte gli idioti fanno loro compagnia.

Si possono comunque suddividere i concorrenti del GF in due categorie principali: quelli che stanno lì dentro grazie al loro aspetto fisico e quelli che stanno lì dentro perché non hanno frequentato regolarmente la scuola dell’obbligo perché la mattina erano costretti a rimanere a casa ad aiutare il padre meccanico a pulire le candele dell’auto del signor Rossi.
Gente la cui idea di “farsi una cultura” consiste nell’aver letto frettolosamente le istruzioni per l’uso del test di gravidanza che hanno comprato per la parrucchiera con cui hanno scopato dopo l’ultima notte passata in discoteca.
Tu guardi il Grande Fratello, vedi questa gente, la senti parlare, osservi con gelido distacco queste creature vuote che interagiscono tra di loro così come osserveresti un branco di ratti che si radunano attorno al corpo di un cane morto per cibarsi delle sue carni, e pensi OH. MIO. DIO. QUALCUNO. LI. SOPPRIMA. ORA.

Poi le telecamere inquadrano il culo seminudo e ballonzolante di Beatrice, la studentessa-barista-aspirante attrice di turno che è entrata nella casa alla ricerca di successo, e tutti quei brutti pensieri di prima svaniscono.
Ehi, è solo un bel culo, niente di cui preoccuparsi. Questo programma mi piace, ha del potenziale, pensi fra te e te, e intanto sullo schermo scorrono le immagini di Beatrice che a quanto pare non ha mai imparato la raffinata arte di allacciarsi il reggiseno senza mettere in mostra generose porzioni di tetta a beneficio dei segaioli che il giorno dopo si masturberanno riguardando il video su Youtube.

Dire che nella casa del Grande Fratello ci sono delle ragazze disinibite è come dire che nei centri sociali ti può capitare di trovare della droga: l’ultima volta che ci sono andato mancava poco che mi facessero lo scontrino per dieci grammi di erba e l’ultima volta che nella casa del Grande Fratello è entrata una donna con una lista di cazzi all’attivo inferiore a un numero a doppia cifra è stato quando la donna delle pulizie cinquantenne ha passato l’aspirapolvere il pomeriggio prima che iniziasse il programma.

Grazie Mediaset, grazie Marcuzzi, grazie GF, grazie italiani che guardate il GF. Voi siete il motivo per cui quando mi alzo dal letto il martedì mattina ed esco di casa posso permettermi di guardare dall’alto in basso tutti quelli che la sera prima sono rimasti svegli fino a mezzanotte seduti comodamente in poltrona a pisciare (metaforicamente) nel proprio cervello.
Il martedì giro a testa alta tutto il giorno.