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giovedì 18 aprile 2019

Ehi tu INPS, sì, dico a te, che cazzo ti guardi?

REDDITO DI CITTADINANZA SPIEGATO A CHI HA VISSUTO SULLA LUNA NEGLI ULTIMI MESI:

Se sei disoccupato e c'hai le pezze al culo, lo Stato cerca di trovarti un lavoro e nel frattempo ti passa un po' di soldi per aiutarti a campare.

E vissero tutti felici e contenti.

Tralasciando tutte le discussioni politiche che potrebbero sorgere e considerando il fatto che a me non frega veramente un cazzo di spiegarvi perché il reddito di cittadinanza sia più un male che un bene per l'Italia in questo momento; appurato che del vostro schieramento politico non potrebbe fregarmi di meno e che la mia opinione su Movimento 5 Stelle e Lega per quanto pessima non sia comunque soggetto di discussione in questa sede, possiamo tranquillamente passare alla parte più divertente di questa storia:

Il social media manager dell'INPS.



giovedì 21 agosto 2014

Tranquilli, abbiamo la soluzione




Secondo i miei calcoli, questa pagina totalizza in media 6,7 nuovi "Mi piace" al giorno.
Calcolatrice alla mano, ho scoperto che possiamo stare tranquilli: nel 410.927 d.C torneremo alla cara vecchia lira.
Finalmente una buona notizia.

mercoledì 18 dicembre 2013

Vice, la guida definitiva alla merda


E insomma Tony viene da me ci fumiamo una bomba ci descriviamo le ultime fighe viste al baretto e i nostri tentativi falliti dopodiché la conversazione si sposta su argomenti meno impegnativi Tony mi guarda con aria sorniona mi dice di prendere il portatile e mi fa che deve farmi assolutamente vedere questo sito che è troppo figo ci sono articoli assurdi tipo la crisi esistenziale dei pellicani eroinomani della Bulgaria e video pazzeschi che mostrano cose che non trovi in giro per il web come quello dei narcotrafficanti della Bolivia che giocano a ping pong con le racchette fatte di coca e insomma ci fumiamo un'altra bomba e ci mettiamo a spulciare 'sto sito e davvero dentro c'è di tutto e di più le meglio cazzate che un ventenne può sperare di trovare in rete e assorbire come fossero perle di saggezza riservate a pochi eletti infatti a fine giornata posso dire di aver imparato tutto su come si esprime in maniera pretenziosa il proprio disgusto per un album musicale di un gruppo indie che non si incula nessuno ma che tutti fingono di seguire assiduamente fin da quando il cantante suonava nella cantina di suo cugino in prima liceo e insomma davvero questa roba è forte sul serio gli articoli sono freschi e originali non sono la solita minestra riscaldata infatti spesso ci trovi una critica o addirittura una parolaccia rigorosamente espresse con un tono serissimo a conferma che l'autore sa che sta sfidando il sistema -parolacce dentro un articolo di cronaca politica! non siamo ancora pronti per questo- e un sacco di parole in inglese imparate guardando serie americane sub ita e ascoltando rapper negri che farfugliano e si mangiano le parole e poi l'italiano è vecchio e sconosciuto che palle e insomma davvero Vice è una ventata di freschezza e novità del tipo che prendi una cosa stupida ci passi sopra una mano di vernice al gusto di freschezza e novità e poi ci aggiungi le lucine dell'albero di natale et voilà ecco Vice la guida definitiva a come si può fare successo proponendo stronzate ridipinte.

Ecco per esempio vi suggerisco di leggere questo pezzo soprattutto se siete scrittori frustrati come me, vi assicuro che vi farà bene, quando avrete finito l'unica cosa a cui penserete sarà OH MIO DIO SE HANNO PAGATO QUESTA SCIMMIA PER SBATTERE LE ZAMPE A CASO SULLA TASTIERA E PUBBLICARE QUELLO CHE NE SAREBBE USCITO ALLORA IO HO ANCORA QUALCHE SPERANZA e il vostro romanzo nel cassetto di colpo sembrerà un'opera incompiuta di Hemingway.

Grazie Vice.


venerdì 6 settembre 2013

Lei è affetto da un grave caso di Giornalismo Italiano


"Non può essere una banale coincidenza: quando Federica ha finito di respirare anche il suo blog si è bloccato. Non si apre più. E di sicuro non è un caso: quello che batteva su internet era il suo secondo cuore."

Questo è l'attacco di un articolo apparso su La Stampa, che parla di Federica Cardia, ragazza di 31 anni recentemente deceduta per un tumore.

O forse è l'inizio di uno stucchevole romanzo rosa ambientato nel mondo dei gggiovani che c'hanno un blog. Scritto da un tizio che probabilmente quando gli dici le parole "computer" e "giovani" comincia a sudare freddo e borbotta "mmm...facebook?" prima di battere in ritirata inventandosi un impegno inesistente.


Un giornalista capace, no? Uno che sa cosa significa stare sul pezzo, uno che nella contro(?)cultura giovanile informatica ci sguazza come un pesce. Un professionista integerrimo, con competenze, che scrive con cognizione di causa.

Mica uno di quei soliti allarmisti che ci tengono a mettere in guardia le mamme italiane contro il pericolo che noi gggiovani corriamo usando Facebook, no, questo illustre giornalista sceglie di abbandonare facili soluzione populiste e schierarsi dalla parte opposta: Internet non è mica lammerda, signora mia, manco per sogno. Ci sta anche il lato positivo dell'Internet! e mo' te lo spiego io signora mia: questa c'aveva un tumore, e c'aveva un blog che ne parlava, ma ora questa è morta, e pure il blog con lei, capito signora mia?? Non ti senti già commossa? Non ti si scalda il cuore a leggere di questa toccante storia di vita quotidiana che mescola una gggiovane, una tragggica morte, un pò di Internet, e tanto tanto sentimento?

Che sublime esempio di retorica incanta-massaie. Che raffinata trappola per gonzi il cui massimo svago culturale deve consistere in leggere Panorama una volta al mese. Ogni sillaba delle poche frasi che ho riportato all'inizio è come un sorriso di Barbara D'Urso, come Signorini che fa l'occhiolino complice, come una risata sincera di Simona Ventura.

Giornalismo, signori e signore.



lunedì 22 luglio 2013

Willwoosh, lo youtuber italiano

Oggi se sei giovane la popolarità o la acquisti sul web o ad Amici. E visto che Amici è un programma squallido e degradante, è preferibile filmare la propria mediocrità all'opera e caricarla su Youtube nella speranza che ragazzine tredicenni clicchino abbastanza volte su "Mi piace" per diventare qualcuno.

Ecco a voi il degno erede di Fabio Volo. Perché se c'era qualcosa di cui noi tutti sentivamo la mancanza era un altro tizio autoironico, belloccio e insofferente ai rigidi dettami dell'intrattenimento programmato che conducesse un programma su Radio DeeJay e finisse a recitare in commedie romantiche all'italiana.
Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh. Fatevi una cultura.



venerdì 14 dicembre 2012

Meme

Se anche voi come me e un'altra dozzina di persone avete un profilo su Facebook, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi -durante i vostri quotidiani, sordidi giri d'ispezione sulla Home alla ricerca di materiale da seghe- in quelle simpatiche immagini accompagnate da un testo ironico chiamate "meme".

I meme sono un fenomeno di Internet che ha preso piede qualche tempo fa e generalmente consistono in ma che cazzo ve lo spiego a fare, l'alta opinione che ho di voi e della vostra vita sociale mi impone di pensare che di queste insulse web-cazzate ne sappiate più di quanto sarebbe lecito supporre.

Eccovi allora una breve raccolta di meme alternativi che cercano di scardinare i rigidi vincoli umoristici a cui ci siamo abituati guardando gattini che con la sola espressione e postura del corpo sembrano voler suggerire buffe frasi tese ad attirare istintive manifestazioni d'affetto e approvazione.

Se mettere "Mi piace" alla foto di un persiano strabico può influenzare positivamente le mie possibilità di scoparmi la tipa che l'ha pubblicata, chi sono io per giudicare male questa merda?


DINOSAURO FILOSOFO DELLA FIGA




NONNA DI MERDA




WILLY "ROZZO" WONKA




IL GIOVANE GIOVANNI




BAMBINO CON TRAUMA INFANTILE




Nell'eventualità che vogliate condividerle su Facebook per motivi che sinceramente non riesco a immaginare, le potete trovare nell'apposito album sulla pagina Facebook.

Potreste lasciare nei commenti dei meme creati da voi, magari usando questo generatore che vi consiglio. Con ciò non mi aspetto che lo facciate, avendo da tempo perso la fiducia nell'iniziativa di gente talmente oziosa che oramai si affida alle valutazioni in stelline dei porno per valutarne la qualità.



venerdì 20 aprile 2012

Grillo, Marracash, De Filippi, Nonciclopedia



Avete presente quell’idea più che abusata da cinema e tv in cui l’eroe di turno torna indietro nel tempo e in base a cosa fa o a cosa non fa può cambiare lo svolgersi degli eventi e magari regalare all’umanità un futuro migliore?
Ecco, dal momento che il viaggio nel tempo non è ancora disponibile nella lista di applicazioni per l’IPhone suppongo che l’idea di cambiare il futuro in meglio dovrebbe essere accantonata. Giusto?

No.

Grazie alla mia strepitosa capacità di capire se una persona ha il diritto di vivere o morire –abilità che a quanto pare abbiamo solo io e un tizio che certi chiamano “Dio”- posso rivelare senza troppi problemi la lista di esseri umani la cui morte gioverebbe alle generazioni future e cambierebbe il corso della storia.

Ora, chiariamoci: non sto suggerendo un’operazione di stampo terroristico volta a eliminare fisicamente individui di dubbia utilità per il genere umano, ma nel caso venissero accidentalmente uccisi da un coraggioso lettore del blog desideroso di acquistare fama immortale nei secoli dei secoli, beh, chi potrebbe biasimare tutto ciò?

DEATH LIST

Beppe Grillo

Ora che destra e sinistra sono nella merda e giorno dopo giorno procedono verso lo sfacelo completo, chi pensate che prenderà il loro posto alla guida di questa Italia malata?
Chi, tra tutti i buffoni che pretendono di avere la soluzione in tasca, ha l’atteggiamento giusto per pisciare in faccia alla vecchia classe politica e proporre un nuovo modo di governare? 
Chi rappresenta meglio di tutti l’italiano medio, incazzato e voglioso di cambiamenti? 

Esatto, il degno erede di Mussolini, il signor Beppe “Vaffanculo” Grillo.
Grillo, una figura carismatica e dai modi decisi e autoritari che predica la completa eliminazione del vecchio sistema politico. Ah, le coincidenze. Non vedo l’ora che quel ciccione sudato salga al potere e che le cose inizino ad andare meglio per tutti. Subito prima di andare peggio.

Marracash

C’era una volta l’hip hop, c’era una volta il rap, c’era una volta MTV, c’era una volta la musica.
Poi, col tempo, MTV ha iniziato a fare soldi grazie a ragazzini giovani e inesperti con genitori privi di cultura musicale che hanno permesso ai loro figli di ascoltare qualsiasi cosa e hanno regalato loro l’album di Britney a Natale ’99.
Da cosa nasce cosa, e col tempo questi ragazzini musicalmente ritardati hanno consegnato il potere a loschi figuri che hanno rovinato ogni tipo di genere musicale. Anche l’hip hop ha fatto questa brutta fine come tutti gli altri, con la differenza che da qualche anno a questa parte ha raggiunto livelli di popolarità più alti.

Ecco allora che nasce MTV Spit, condotto da Marracash, un programma che vede ragazzi coi pantaloni larghi sfidarsi a colpi di rime del tipo “ciao” e “miao” per conquistare il titolo di Rapper più figo coi pantaloni bassi che va in tv.

L’idea che il rap sia un genere musicale libero e volutamente sfacciato e fondamentalmente contrario alla commercializzazione -che per forza di cose ne danneggia i contenuti ammorbidendoli per adattarli a un pubblico più ampio-, beh, questa idea di come dovrebbe essere il rap è stata definitivamente stuprata, uccisa e sepolta il giorno in cui Marracash ha firmato con una X il contratto che Il Signore Del Male (MTV, per comodità) gli ha messo sotto il naso per convincerlo a lavorare per lui.

Grazie a questo pseudo-rapper migliaia di ragazzini cresceranno con la convinzione che non c’è modo migliore di esprimere il proprio disagio giovanile andando in tv e cantando “politici del cavolo vi sbatto sotto al tavolo”, mentre tutti coloro che hanno una semi-decente infarinatura di musica hip hop sanno benissimo che “mafiosi del cazzo chiusi nel vostro palazzo vi strappo i coglioni brutti culattoni” rende meglio l’idea.

Il problema è che c’è una piccola clausola nella musica italiana di un certo livello per cui se nelle tue canzoni inserisci parole come cazzo e culattone non parteciperai mai a Sanremo e non beccherai mai un soldo, il che, a lungo andare, spinge anche i più abili e promettenti cantautori ad abbandonare i loro sogni e a tornare a fare i commessi alla CraiMentre Marracash sniffa righe di cocaina dal ventre di una snella diciottenne croata e continua a sfornare successoni politicamente corretti.

Maria De Filippi

Quando ero più piccolo e ingenuo c’era questa ragazzina che mi piaceva e che guardava Saranno Famosi di Maria De Filippi.
Io a quel tempo ero così stanco di masturbarmi e il culo di questa ragazzina era così incredibilmente rotondo che decisi di appassionarmi forzatamente al programma, così da avere un bell’argomento di conversazione che aiutasse le mie mani a compiere quel fondamentale passaggio dell’adolescenza che va dal proprio cazzo al sedere in carne e ossa di un esponente di sesso femminile.

Sono passati molti anni, e oggi mi pare che quel programma si chiama Amici, e continua ad avere un successo inaffondabile, e solo ora so spiegarmi il perché: ragazzine dal bel culo ma dall’intelligenza difettosa insistono nel guardarlo sognando una vita migliore fatta di canti e balletti e ragazzi con tatuaggi tribali su bicipiti scolpiti; e giovani ragazzi terrorizzati dall’idea di tornare a farsi qualche sega di tanto in tanto insistono a guardarlo allo scopo di carpire l’oscuro segreto che affascina così tanto le ragazzine e che permetterà loro di trasformarsi in tronisti di provincia e ottenere scopate garantite.

Se tutto ciò ha un suo senso alla spensierata età di tredici anni, quando ognuno di noi è alla ricerca del proprio stile e la De Filippi te ne offre uno semplice e apparentemente vantaggioso su di un piatto d’argento, beh, lo perde drasticamente quando di anni ne sono passati dieci e tu sei ancora una ragazzina con i poster del tizio di Smallville appesi in camera, le unghie finte ricoperte di sudicie farfalline di plastica rosa e un lavoro come assistente parrucchiera nella bottega della cugina di tua madre.

La De Filippi crea da anni generazioni di mostri lampadati convinti che i jeans strappati, cocktail a base di Red Bull e magliette da quaranta euro in su siano l’unico modo per vivere una vita piena e soddisfacente.

Il mondo di Nonciclopedia

I tizi che scrivono su Nonciclopedia e quelli che la trovano divertente sono una categoria di gente che andrebbe soppressa subito.
Solitamente sono i classici tipi che dichiarano di disprezzare la comicità di Zelig e Colorado Café e poi vanno a leggersi la pagina dei Teletubbies su Wikipedia e si spanciano dal ridere scambiandosi dei cinque mentali telepatici e sprizzando ROTFL dal pisello.

Da nonciclopedia.wikia.com, “Teletubbies”:

I Teletubbies (che poi non sono altro che fantocci posseduti dal demonio, con la carica sessuale della signora in giallo) nascono dalla mente schizofrenica di Agnese Gnagna, ideatrice di programmi per bambini, satanista, dog-sitter, endocrinologa, serial killer e grande burlona, oggi defunta per overdose di Dado Star. La Gnagna, nel novembre 2002, raccontò ai microfoni di Radio Crosta come nacquero i Teletubbies: "Una notte, dopo un'enorme abbuffata di tiramisù al curry con vongole radiottive alla salsa viennese, vomitai copiosamente nel bidet: nella pozza di vomito, fra il mascarpone, il ketchup e le banane ammuffite, vidi, allora, quei quattro esserini sorridermi. Il giorno dopo, mi cucii un'enorme tutona gialla, mi piantai un'antenna della TV nel culo, cosa che mi procurò una sbrodolata di diarrea, e me ne andai a fare la spesa. Era finito il ketchup".

Pazze risate in sala, suppongo.

La comicità, la satira, lo sfottò, se usati bene, sono un’arma di distruzione di massa più forte di quanto si creda.
Ogni buona risata contiene una piccola riflessione. Il problema di Nonciclopedia è che degli idioti insegnano ad altri idioti a ridere senza motivo.

Un bambino di cinque anni che ripete “merda” fa ridere tutti gli altri bambini di cinque anni che lo ascoltano, non perché la parola merda abbia qualcosa di buffo, ma perché è una parola proibita, una parola usata dagli adulti, è la rottura di un tabù che scatena ilarità, perché mostra la parola merda da un altro punto di vista e la rende più umana (cosa c’è di più umano della merda?) e meno intoccabile.

Un ragazzo di vent’anni che ripete “merda” e fa ridere tutti gli altri ragazzi di vent’anni che leggono è un coglione che è rimasto indietro e si rivolge a gente rimasta indietro come lui.
L’evoluzione è un concetto relativo.


giovedì 26 gennaio 2012

Spinoza


Titolo del post che richiama qualcosa di noto nella cultura popolare e lo trasforma in qualcosa di buffo

Fatto di cronaca recente. Commento pungente che trasforma il tutto in satira.

(x 30)

(Cari amici di Spinoza, nella barra laterale destra trovate il nostro ultimo espediente per far sì che ci diate dei soldi)

Commenti:

- Primo!
- Grandi!
- Schifo!
- Quella è meglio di questa e l'altra è meglio della penultima
- Qualcuno mi spiega la numero ventisette?
- Se non l'hai capita sei ignorante e io sono intelligente ma non lo voglio far notare

(x 150)


venerdì 7 ottobre 2011

Steve Jobs

 
Non ho mai comprato un cazzo della Apple, ma mi sento in dovere di parlare di Steve Jobs.

Steve Jobs era un tizio magro magro con gli occhiali e un maglioncino da vecchietto e i jeans blu. Steve Jobs aveva il cancro ma l’ha sconfitto e poi gli è tornato, ma lui non si è mai arreso fino alla fine e infatti ha combattuto con le unghie e con i denti però è morto lo stesso. Steve Jobs era stato cacciato dalla Apple che lui stesso aveva fondato ma poi si sono accorti che senza di lui si ritrovavano tutti nella merda e allora l’hanno riassunto e lui ha portato la Apple al successo. Steve Jobs faceva discorsi all’università in cui esortava i ragazzi ad essere affamati e folli e tutti applaudivano e ora la sua frase è una delle più belle e acclamate frasi del mondo e infatti se ci pensi contiene una grande verità dentro e noi tutti dovremmo leggerla e capire che rimanere affamati e folli è una figata e dovremmo cambiare il nostro stile di vita e diventare persone migliori, hungry and foolish. Steve Jobs guadagnava milioni di dollari grazie all’IPhone che è un telefonino col Touch Screen pieno di giochini fighissimi dentro e poi aveva anche inventato il Mac.
Mi mancherai Steve Jobs tu eri un genio hai cambiato il mondo grazie ai tuoi cellulari e ai tuoi computer strafighi che non si bloccano mai altro che il Windows di merda grazie Steve abbiamo perso un genio grazie Steve grazie di tutto senza l’IPhone non avremmo mai giocato ad Angry Birds grazie Steve spero che tu stia bene lassù ora nel paradiso dei geni ricconi che hanno cambiato il mondo con la loro tecnologia troppo figa grazie Steve cercherò di restare sempre affamato e folle e comprerò un Mac domani lo giuro.

R.I.P. Steve.


lunedì 3 ottobre 2011

Vasco VS Nonciclopedia

Sembra che abbiano temporaneamente chiuso Nonciclopedia per protesta contro Vasco Rossi, il quale avrebbe (tramite avvocati) richiesto la rimozione della pagina a lui dedicata e costretto gli amministratori del sito ad andare alla polizia postale a giustificarsi come degli scolaretti indisciplinati davanti al preside.

Insomma, un cantante di merda ha fatto chiudere un sito di merda.
Come minimo bisognerebbe mandargli un biglietto di ringraziamento e poi continuare a pisciare sui suoi CD.
Tutto qua.

Il problema è che questa sarà senza dubbio una notizia che farà discutere per settimane buona parte del web italiano. Il che spiega perché il web italiano faccia ampiamente cagare il cazzo.

Su Facebook ci sono già un'infinità di gruppi dedicati a questo scottante tema. Ovvio che ho docuto sbattermi a crearne uno anch'io:







E ora parliamo delle cose veramente interessanti che si possono trovare sul web: le foto rubate di Scarlett Johansson.
Nuda.
Fanculo Nonciclopedia.





venerdì 9 settembre 2011

Gente che si incazza su Internet

Io adoro la gente che si incazza su Internet.

Li adoro per due motivi: perché sono proprio come me, e perché sono un sacco divertenti. Non sono persone adorabili? Basta un commento negativo, una frase mal compresa, uno smile nel posto sbagliato ed ecco che questi bulletti del web iniziano a sventolare il mouse per aria e a inviare maledizioni e sfottute telematiche degne del “gne gne gne” di un bambino di seconda elementare.

Birboni.

Io capisco che affezionarsi a un sito o a un blog e seguirlo regolarmente possa generare, col tempo, una sorta di affetto e complicità tra i vari membri di questo spompinamento virtuale chiamato “Lascia un commento”, è una cosa del tutto sana e normale.

E’ bello ritrovarsi insieme a gente che condivide le tue stesse passioni e abbandonarsi tutti quanti a un caloroso abbraccio di gruppo.
Il problema sorge quando un individuo esterno al gruppo entra, si siede, osserva la situazione, e dopo qualche minuto di riflessione dice “Sembrate un gruppo di froci con il culto per il cazzo”.

Apriti cielo.

Le critiche, all’interno della community che si viene a creare nel tempo attorno a un blog/sito, non sono mai ben accette.
Mi spingerei quasi a dire che non solo le critiche non sono bene accette, ma che sono addirittura proibite.
Giù le mani dal cazzo del mio amico! Solo io posso toccarlo e dire che è bello, sodo e profumato!
Per carità, stavo solo facendo notare che come cazzo lascia un po’ a desiderare. Si sa che l’amore è cieco.

A chi non è mai successo?
Se usate Internet e avete espresso la vostra opinione negativa su qualche contenuto trovato in rete –un video musicale, un post, un forum dedicato a Federico Moccia-, vi sarà certamente capitato di imbattervi nel classico frociobullo desideroso di farvela pagare per aver insultato il suo beniamino.

Sia chiaro, voi stavate soltanto facendo quello che vi spetta di diritto se possedete un modem: prendere per il culo la gente su Internet.
Non avete fatto niente di male, avete solo espresso una vostra opinione –si spera in modo pacato e ragionevole, haha- riguardo a qualcosa che ritenevate una merda.

Beh stronzi, non avete fatto i conti col frociobullo.

Mancando di rispetto al beniamino del frociobullo avete mancato di rispetto al frociobullo stesso, a sua madre e alla sua stirpe.
Pertanto vi meritate  un sacco di risposte argute e velenose sul vostro commento negativo, ma non solo! Se possedete un blog e avete commesso l’errore di lasciare l’indirizzo insieme al vostro commento, ecco che il frociobullo tira in ballo anche quello: il vostro blog è una merda, vostra madre è una merda, non capite un cazzo, i vostri post fanno schifo rispetto a quelli del beniamino. GNE GNE GNE, accipicchia!

E’ bellissimo leggere le repliche al tuo commento negativo: uno sciame di checche agitate e innervosite che si radunano come falene attorno a una lampadina, tutti coalizzati e smaniosi di postare frasette pungenti e aforismi colti e foto di scimmiette che mostrano il dito medio pur di vendicare il torto subito.

Avete infangato il loro onore, schierandovi dalla parte del nemico!
Verrete trucidati senza pietà a suon di perfide risposte cattivissime, diventando le vittime di quella che pian piano sembrerà una gara a chi assomiglia di più a una vendicativa ragazzina di tredici anni che si è appena sentita chiamare “grassona”.

Maledetti affascinantissimi frocio bulli, non avete idea di quanto invidio il vostro elegante savoir-faire e il sangue freddo e il distacco che sapete mantenere quando vi sentite offesi.

non hai meglio da fare????? che pedere del tempo qui!!!!ma organizza una manifestazione e non rompere i coglioni...anzi facciamo una cosa......dove abiti?? ti vengo a far ragionare io cretina.....ossesionata da noi!!!

madonna ragazzi quanto Odio...o forse invidia???? sembrate un gruppo di bimbi minchia invidiosi e insoddisfatti!! ma trovatevi un hobby piuttosto che insultare e perdere tempo ad odiare una persona che nemmeno conoscete! siete dei poveri coglioni senza speranza lasciatevelo dire.. che pena mi fate! poveretti! Andate a nascondervi subito cheè meglio

Di kiunque sia questo sito, io penso ke tu sia solo una povera stupida delusa dalla sua vita e dai suoi fallimenti e ke non ha un cazzo da fare.
Sei rozza e volgare e penso ke dovresti smetterla di farti i cazzi degli altri!!!
Ognuno è libero di sognare quello ke gli pare e piace e solo perkè tu nn ne sei capace non è detto ke nessuno debba dare sfogo alla sua fantasia in qualunque modo e qualunque età..
Non ho avuto il coraggio di leggere il resto del tuo sito,mi fai già compassione.. quindi invece di perdere tempo al pc vai a lavorare e inizia a farti na valanga di cazzi tuoi...


DI STRONZI SULLA FACCIA DELLA TERRA CE NE SONO TANTI MA TU PORTI LA BANDIERA.
SE PROPRIO NON SOPPORTI LE DONNE ,QUEL CAZZO SCHIFOSO CHE TI RITROVI, INFILALO NEL CULO DI UN UOMO COSI' RISOLVI TUTTI I TUOI PROBLEMI COMPRESO QUELLO DI FINGERE DI ASCOLTARE

Preghiamo tutti insieme:

Io non criticherò mai più la Chiesa perché hanno Dio dalla loro parte
Io non criticherò mai più Tiziano Ferro perché è bravo e bello e pieno di talento e comunque non capisco un cazzo di musica
Io non criticherò mai più i blog satirici perché sono tutti divertentissimi e le loro battute sono sempre frizzanti e spassose
Io non criticherò mai più niente e nessuno su Internet perché è una cosa sbagliata e disdicevole.

Io sono un frociobullo. Voi siete frociobulli. Ogni stronzo connesso a Internet in questo momento è un potenziale frociobullo.
Ma, ehi, non ditelo a nessuno.

Vaffanculo, cattivone! :P



giovedì 3 marzo 2011

Blog satirici 1


Avete presente quei penosi blog satirici zeppi di battute fiacche e deprimenti che quando andate a leggervi un paio di post capite all’istante che la loro unica aspirazione –non dichiarata e inconsciamente repressa- è quella di raggiungere il grado di qualità e popolarità a cui è arrivato Spinoza?

Ecco, allora avete presente Umore Maligno.


giovedì 2 dicembre 2010

Blog di sinistra


La mia personale opinione su Berlusconi non è esattamente una di quelle che riscuoterebbero consensi tra le file del PdL (a meno che Arrogante Opportunista Puttaniere non sia un complimento da quelle parti), ma questo non significa automaticamente che io sia un simpatizzante della sinistra.

E questo per la semplice ragione che la sinistra italiana mi sembra un bambino invidioso che passa il tempo a lamentarsi di quanto cattivi sono i suoi compagni all’asilo e che per sfogarsi rompe i giocattoli che gli compra la mamma.

Bambini del genere mi stavano su cazzo a cinque anni, figuriamoci se non mi stanno sul cazzo ora che sono diventati bambini adulti in giacca e cravatta seduti in Parlamento intenti a lamentarsi dei compagni più bulli e fortunati.

Insomma, perché questa tediosa introduzione?
Per parlare dei blog di sinistra.

Praticamente la blogosfera più “intellettuale” e “raffinata” nel panorama web italiano è composta da blogger di sinistra.

E i blog italiani di destra?
I blog italiani di destra si limitano a un nutrito gruppo di isterici forum creati da tredicenni che hanno imparato la storia leggendo graffiti fascisti sui muri del cesso della stazione.

Ma i blog di sinistra, oh, loro sono ben al di là di queste frivole cazzate.

I blog di sinistra trattano argomenti seri e attuali e lo fanno con chiarezza e oggettività,

non scadono nel turpiloquio e quando proprio sono costretti a usare parole volgari si chiama sempre e solo satira,

i blogger di sinistra si scambiano tra di loro commenti intelligenti e sempre venati da un pizzico di acuta ironia volta a deridere i difetti di Berlusconi e i suoi sgherri,

i blog di sinistra promuovono gli scioperi nazionali contro le riforme  e le presentazioni dell’ultimo libro di Travaglio in post entusiastici che esaltano i supremi valori della resistenza e della libera informazione,

i blog di sinistra usano paroloni e termini tecnici perché sono centri di informazione seria e impegnata,

i blogger di sinistra leggono Il Fatto Quotidiano,

e simpatizzano con le idee di Grillo ma ne prendono le distanze quando lo vedono agitarsi troppo e gridare “Vaffanculo” perché il suo è il modo sbagliato di fare politica e guadagnare credibilità,

i blogger di sinistra si lamentano dell’incapacità della sinistra quasi più che di quella della destra,

non si perdono una puntata dei programmi in cui compaiono gente come Fazio o Saviano o Santoro anche se sono sempre pronti a criticarli quando sbagliano la minima cazzata,

i blogger di sinistra sono contro la corruzione e la mafia e si preoccupano di fartelo sapere nei loro post e alle loro riunioni di seghe virtuali nelle community di cui fanno parte.

i blogger di sinistra adorano le vignette satiriche, convinti che la loro quantità in questo mondo sia direttamente proporzionale alle possibili dimissioni di Brunetta; per questo non perdono mai occasione per sfornare simpatiche caricature di Bossi che scarica pallini di piombo nel culo di simpatiche caricature di immigrati clandestini imbarcati su un gommone.

Ah, sì, quasi dimenticavo: i blogger di sinistra italiani hanno imparato il significato della parola “satira” guardando Tabloid di Luttazzi nel ’96 su Mai Dire Gol e l’hanno proclamato santo e ora che hanno scoperto che rubava le battute si sono indignati e hanno dichiarato che in fondo in fondo a loro non è mai piaciuto più di tanto.

Insomma, la destra vince perché è rappresentata da gente intraprendente e attiva, gente obiettivamente ignorante ma che non perde tempo a teorizzare e preferisce partire alla carica senza la più vaga idea di dove finirà; mentre la sinistra perde perché è composta da lavoratori che si rompono il culo alle dipendenze di un padrone e pensano solo alla busta paga, studenti che sprecano tre quarti del loro tempo a leggere cazzate teoriche scritte da intellettuali convinti che il sapere sia tutto, impiegati pigri con un complesso di inferiorità mai risolto.

E tutti hanno abbastanza tempo per scrivere su un blog.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE.

(Nei commenti è gradito l’inserimento di uno o più indirizzi di blog che presentano tali caratteristiche. I risultati potrebbero essere sorprendenti. E tristemente numerosi.)

lunedì 27 settembre 2010

UomoMordeCane

Quest’anno ai Macchianera Blog Awards il premio “Cattivo più temibile della blogosfera” se lo è aggiudicato UomoMordeCane, un esempio lampante di quanto sia diventato facile venire conosciuti e apprezzati da un sacco di gente pur essendo mosci e banali.