venerdì 20 aprile 2012

Grillo, Marracash, De Filippi, Nonciclopedia



Avete presente quell’idea più che abusata da cinema e tv in cui l’eroe di turno torna indietro nel tempo e in base a cosa fa o a cosa non fa può cambiare lo svolgersi degli eventi e magari regalare all’umanità un futuro migliore?
Ecco, dal momento che il viaggio nel tempo non è ancora disponibile nella lista di applicazioni per l’IPhone suppongo che l’idea di cambiare il futuro in meglio dovrebbe essere accantonata. Giusto?

No.

Grazie alla mia strepitosa capacità di capire se una persona ha il diritto di vivere o morire –abilità che a quanto pare abbiamo solo io e un tizio che certi chiamano “Dio”- posso rivelare senza troppi problemi la lista di esseri umani la cui morte gioverebbe alle generazioni future e cambierebbe il corso della storia.

Ora, chiariamoci: non sto suggerendo un’operazione di stampo terroristico volta a eliminare fisicamente individui di dubbia utilità per il genere umano, ma nel caso venissero accidentalmente uccisi da un coraggioso lettore del blog desideroso di acquistare fama immortale nei secoli dei secoli, beh, chi potrebbe biasimare tutto ciò?

DEATH LIST

Beppe Grillo

Ora che destra e sinistra sono nella merda e giorno dopo giorno procedono verso lo sfacelo completo, chi pensate che prenderà il loro posto alla guida di questa Italia malata?
Chi, tra tutti i buffoni che pretendono di avere la soluzione in tasca, ha l’atteggiamento giusto per pisciare in faccia alla vecchia classe politica e proporre un nuovo modo di governare? 
Chi rappresenta meglio di tutti l’italiano medio, incazzato e voglioso di cambiamenti? 

Esatto, il degno erede di Mussolini, il signor Beppe “Vaffanculo” Grillo.
Grillo, una figura carismatica e dai modi decisi e autoritari che predica la completa eliminazione del vecchio sistema politico. Ah, le coincidenze. Non vedo l’ora che quel ciccione sudato salga al potere e che le cose inizino ad andare meglio per tutti. Subito prima di andare peggio.

Marracash

C’era una volta l’hip hop, c’era una volta il rap, c’era una volta MTV, c’era una volta la musica.
Poi, col tempo, MTV ha iniziato a fare soldi grazie a ragazzini giovani e inesperti con genitori privi di cultura musicale che hanno permesso ai loro figli di ascoltare qualsiasi cosa e hanno regalato loro l’album di Britney a Natale ’99.
Da cosa nasce cosa, e col tempo questi ragazzini musicalmente ritardati hanno consegnato il potere a loschi figuri che hanno rovinato ogni tipo di genere musicale. Anche l’hip hop ha fatto questa brutta fine come tutti gli altri, con la differenza che da qualche anno a questa parte ha raggiunto livelli di popolarità più alti.

Ecco allora che nasce MTV Spit, condotto da Marracash, un programma che vede ragazzi coi pantaloni larghi sfidarsi a colpi di rime del tipo “ciao” e “miao” per conquistare il titolo di Rapper più figo coi pantaloni bassi che va in tv.

L’idea che il rap sia un genere musicale libero e volutamente sfacciato e fondamentalmente contrario alla commercializzazione -che per forza di cose ne danneggia i contenuti ammorbidendoli per adattarli a un pubblico più ampio-, beh, questa idea di come dovrebbe essere il rap è stata definitivamente stuprata, uccisa e sepolta il giorno in cui Marracash ha firmato con una X il contratto che Il Signore Del Male (MTV, per comodità) gli ha messo sotto il naso per convincerlo a lavorare per lui.

Grazie a questo pseudo-rapper migliaia di ragazzini cresceranno con la convinzione che non c’è modo migliore di esprimere il proprio disagio giovanile andando in tv e cantando “politici del cavolo vi sbatto sotto al tavolo”, mentre tutti coloro che hanno una semi-decente infarinatura di musica hip hop sanno benissimo che “mafiosi del cazzo chiusi nel vostro palazzo vi strappo i coglioni brutti culattoni” rende meglio l’idea.

Il problema è che c’è una piccola clausola nella musica italiana di un certo livello per cui se nelle tue canzoni inserisci parole come cazzo e culattone non parteciperai mai a Sanremo e non beccherai mai un soldo, il che, a lungo andare, spinge anche i più abili e promettenti cantautori ad abbandonare i loro sogni e a tornare a fare i commessi alla CraiMentre Marracash sniffa righe di cocaina dal ventre di una snella diciottenne croata e continua a sfornare successoni politicamente corretti.

Maria De Filippi

Quando ero più piccolo e ingenuo c’era questa ragazzina che mi piaceva e che guardava Saranno Famosi di Maria De Filippi.
Io a quel tempo ero così stanco di masturbarmi e il culo di questa ragazzina era così incredibilmente rotondo che decisi di appassionarmi forzatamente al programma, così da avere un bell’argomento di conversazione che aiutasse le mie mani a compiere quel fondamentale passaggio dell’adolescenza che va dal proprio cazzo al sedere in carne e ossa di un esponente di sesso femminile.

Sono passati molti anni, e oggi mi pare che quel programma si chiama Amici, e continua ad avere un successo inaffondabile, e solo ora so spiegarmi il perché: ragazzine dal bel culo ma dall’intelligenza difettosa insistono nel guardarlo sognando una vita migliore fatta di canti e balletti e ragazzi con tatuaggi tribali su bicipiti scolpiti; e giovani ragazzi terrorizzati dall’idea di tornare a farsi qualche sega di tanto in tanto insistono a guardarlo allo scopo di carpire l’oscuro segreto che affascina così tanto le ragazzine e che permetterà loro di trasformarsi in tronisti di provincia e ottenere scopate garantite.

Se tutto ciò ha un suo senso alla spensierata età di tredici anni, quando ognuno di noi è alla ricerca del proprio stile e la De Filippi te ne offre uno semplice e apparentemente vantaggioso su di un piatto d’argento, beh, lo perde drasticamente quando di anni ne sono passati dieci e tu sei ancora una ragazzina con i poster del tizio di Smallville appesi in camera, le unghie finte ricoperte di sudicie farfalline di plastica rosa e un lavoro come assistente parrucchiera nella bottega della cugina di tua madre.

La De Filippi crea da anni generazioni di mostri lampadati convinti che i jeans strappati, cocktail a base di Red Bull e magliette da quaranta euro in su siano l’unico modo per vivere una vita piena e soddisfacente.

Il mondo di Nonciclopedia

I tizi che scrivono su Nonciclopedia e quelli che la trovano divertente sono una categoria di gente che andrebbe soppressa subito.
Solitamente sono i classici tipi che dichiarano di disprezzare la comicità di Zelig e Colorado Café e poi vanno a leggersi la pagina dei Teletubbies su Wikipedia e si spanciano dal ridere scambiandosi dei cinque mentali telepatici e sprizzando ROTFL dal pisello.

Da nonciclopedia.wikia.com, “Teletubbies”:

I Teletubbies (che poi non sono altro che fantocci posseduti dal demonio, con la carica sessuale della signora in giallo) nascono dalla mente schizofrenica di Agnese Gnagna, ideatrice di programmi per bambini, satanista, dog-sitter, endocrinologa, serial killer e grande burlona, oggi defunta per overdose di Dado Star. La Gnagna, nel novembre 2002, raccontò ai microfoni di Radio Crosta come nacquero i Teletubbies: "Una notte, dopo un'enorme abbuffata di tiramisù al curry con vongole radiottive alla salsa viennese, vomitai copiosamente nel bidet: nella pozza di vomito, fra il mascarpone, il ketchup e le banane ammuffite, vidi, allora, quei quattro esserini sorridermi. Il giorno dopo, mi cucii un'enorme tutona gialla, mi piantai un'antenna della TV nel culo, cosa che mi procurò una sbrodolata di diarrea, e me ne andai a fare la spesa. Era finito il ketchup".

Pazze risate in sala, suppongo.

La comicità, la satira, lo sfottò, se usati bene, sono un’arma di distruzione di massa più forte di quanto si creda.
Ogni buona risata contiene una piccola riflessione. Il problema di Nonciclopedia è che degli idioti insegnano ad altri idioti a ridere senza motivo.

Un bambino di cinque anni che ripete “merda” fa ridere tutti gli altri bambini di cinque anni che lo ascoltano, non perché la parola merda abbia qualcosa di buffo, ma perché è una parola proibita, una parola usata dagli adulti, è la rottura di un tabù che scatena ilarità, perché mostra la parola merda da un altro punto di vista e la rende più umana (cosa c’è di più umano della merda?) e meno intoccabile.

Un ragazzo di vent’anni che ripete “merda” e fa ridere tutti gli altri ragazzi di vent’anni che leggono è un coglione che è rimasto indietro e si rivolge a gente rimasta indietro come lui.
L’evoluzione è un concetto relativo.


Nessun commento:

Posta un commento