Visualizzazione post con etichetta Recensioni Astratte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensioni Astratte. Mostra tutti i post

giovedì 18 aprile 2019

Ehi tu INPS, sì, dico a te, che cazzo ti guardi?

REDDITO DI CITTADINANZA SPIEGATO A CHI HA VISSUTO SULLA LUNA NEGLI ULTIMI MESI:

Se sei disoccupato e c'hai le pezze al culo, lo Stato cerca di trovarti un lavoro e nel frattempo ti passa un po' di soldi per aiutarti a campare.

E vissero tutti felici e contenti.

Tralasciando tutte le discussioni politiche che potrebbero sorgere e considerando il fatto che a me non frega veramente un cazzo di spiegarvi perché il reddito di cittadinanza sia più un male che un bene per l'Italia in questo momento; appurato che del vostro schieramento politico non potrebbe fregarmi di meno e che la mia opinione su Movimento 5 Stelle e Lega per quanto pessima non sia comunque soggetto di discussione in questa sede, possiamo tranquillamente passare alla parte più divertente di questa storia:

Il social media manager dell'INPS.



mercoledì 24 giugno 2015

Into the Wild con l'MDMA (rapporto sulla serata in discoteca num.627)

Non abbiamo acqua dove buttare l'MD quindi useremo la birra.


Svuoto il pacchetto nel liquido color piscio-del-lunedì-mattina e agito il boccale in senso orario perché si mescoli. Dopo bevo, e mi pizzica la lingua. Sì, ne ho messa tanta. Sembra anche buona, nel senso che sembra molto forte.

La bontà della droga si misura in base a quanto schifo farai nel giro di un paio d'ore.

Gli altri si passano la birra all'MD e trincano con gli occhi che brillano e pregustano bagordi.

Il tempo di finire la canna che sta girando da dieci minuti (la solita canna che non serviva e che nessuno ce la fa a finire ma che porco mondo qualche furbo ha pensato bene che dovesse essere girata lo stesso) e all'improvviso sento l'irresistibile impulso di mollare tutto e andarmene in giro da solo e senza meta.

Ci hanno fatto un film su questa roba, si chiama Into the Wild. A me succede in discoteca, vai a capire perché.

Borbotto qualcosa sul fatto che vado a prendere da bere prima che la mascella vada affanculo dando così motivo al barista di guardarmi con disprezzo e le risposte dei miei commilitoni vanno da un confuso "eh?" a un più abusato "salutami tua madre".

Voglio davvero bene a quei rotti in culo dei miei amici. Perlomeno al venerdì sera.

Mi allontano e mi dirigo al bancone. Urto gente e guardo fighe.

Arrivo al bancone. Ere geologiche dopo il barista arriva e mi serve una birra. La bevo e mi torna in bocca il gusto dell'MD.

Mi allontano col bicchiere e la gente si sposta magicamente davanti a me come il mare con Mosè. Sfruttando la paura insita nell'animo delle persone di venire bagnate con un alcolico in discoteca mi faccio rapidamente spazio e in poco tempo raggiungo la zona fumatori.

E' un quadrato di cemento battuto coperto da una tenda di plastica grigia imbevuta di fumo. Su tre lati delle siepi che puzzano di merda impediscono che qualche furbetto se la svigni dal locale senza pagare.

E' buio e sembrano tutte fighe. Mi metto a fumare e mi guardo intorno con una sensazione di allegria che mi cresce dentro. Bevo e fumo, fumo e bevo. Ho ancora una gola? O è rimasto solo un ammasso rosso e carnoso che pulsa e brucia? Che cazzo me ne frega.

Si avvicina uno e mi chiede l'accendino. Poi mi squadra, decide che sono a posto e mi chiede se voglio ketamina, fumo, MD. Gli rispondo che è arrivato troppo tardi, allora ridiamo felici a questa battuta da tossici. L'amore per la droga ci ha resi fratelli.

Le mie gambe stanno iniziando a vibrare a ritmo di musica, segno che non sono più lucido.

Sto per diventare l'altro me stesso, quello che l'ultima cosa a cui pensa è scrivere su un blog. Tra un po' prenderò questo fardello chiamato coscienza, lo chiuderò in una scatola nascosta in fondo alla mia mente e lascerò il campo libero all'istinto, a Dioniso, al Carnevale, alla serie televisiva Skins se la serie televisiva Skins fosse uno stato dell'essere.

Tra poco un composto chimico sintetizzato per la prima volta 103 anni fa in un laboratorio tedesco farà in modo che io riesca a vivermi qualche ora libero da pensieri e preoccupazioni. E tu che spendi centinaia di euro per il corso di yoga, ah ah ah.

Butto la cicca, saluto il tipo che voleva vendermi l'MD (ma ci stavo parlando? che mi ha detto? che gli ho detto? non importa, lo vedrò tra qualche mese in un bar e ci scambieremo pacche sulle spalle senza sapere i nostri nomi) e vado in cerca dei miei amici.

Ne trovo uno al bancone del bar. Ne trovo SEMPRE uno al bancone del bar.

Mi dice che si è appena fatto cinque shot di vodka alla pesca. Io rido, estasiato da tanta imprudenza. Non avrebbe alcun senso chiedergli il perché.

Mi dice che gli altri sono fuori a parlare con delle ragazze e che adesso lui torna là. Vado con lui. Torniamo là, ed è rimasto solo uno dei nostri amici a spadroneggiare impavido su ben tre fanciulle.
Ci vede arrivare e dalla sua espressione capisco che sta pensando "Arrivano i rinforzi" e allo stesso tempo "Merda, dovrò impegnarmi di più".

Ignoriamo le ragazze (1. Diamo loro il tempo di guardarci e valutarci 2. Ignorandole stuzzichiamo la loro curiosità 3. Chi cazzo se ne frega di qualsiasi cosa hanno da dire) e chiediamo al nostro amico dove sono gli altri. Lui non lo sa. Forse nemmeno loro sanno dove sono.

Ci presentiamo alle ragazze e quando dico il mio nome capisco che la mascella sta andando affanculo. Inoltre sto decisamente digrignando i denti. Una di loro mi guarda affascinata, le altre due un po' meno.

Chiacchieriamo un po', poi mi annoio e vado a prendere da bere. Mentre mi dirigo verso il bancone la musica che viene dalla pista da ballo mi chiama come le sirene con Ulisse.

Dei tizi che conosco mi passano accanto, uno di loro sbraita qualcosa che non capisco e mi ficca in bocca una canna, faccio due tiri e poi qualcuno di loro mi schiaffa in mano un bicchiere, bevo due sorsi e mi ritrovo a ridere in mezzo a un gruppo di persone che ballano l'affascinante danza dell'ubriaco. Mi viene in mente una frase, "Siamo una tribù che balla". La ripeteva sempre un deejay di cui non ricordo il nome. La urlo, è una bella frase. Uno la riconosce, la urla anche lui. Poi la urlano in dieci. Adesso la urlano tutti.


Poi so che la notte è stata lunga e piacevole, e al mattino ero contento e avevo mal di gola.



venerdì 8 maggio 2015

NO EXPO? NO PARTY (questo post non contiene immagini di V per Vendetta)




Ho cercato di trattenermi fino all'ultimo per non aggiungere altra merda al pozzo saturo di stronzate delle opinioni personali sui No Expo, ma non ce l'ho fatta. Una voce dentro di me continuava a ripetere "il mondo deve sapere cosa cazzo pensi TU di questa faccenda!" e alla fine mi sono arreso, e sono qui.

I manifestanti che hanno deturpato il volto della città di Milano... ha ha ha, no dai, c'è ancora qualcuno che usa questa frase? Deturpare il volto di una città? Sembra un verso di D'Annunzio.
Dicevo: i manifestanti che hanno fatto bordello per le strade di Milano (copyright Tia Sangermano) sono evidentemente un gruppo di ragazzi senza un cazzo da fare che hanno una vaghissima idea del motivo per cui sono lì.
E se invece ce l'hanno ben chiara in testa, allora sono dei poveri illusi.


Mi spiego. I casi sono due: il primo prevede che sei lì a manifestare perché non volevi andare a lezione di semiotica o perché devi aspettare che ti scada il ban su LoL, e quindi hai pensato di percorrere le vie di Milano fumando canne con gli amici in ricordo dei bei tempi delle superiori in cui facevate gli scioperi contro la guerra illegale in Iraq.

E tu l'Iraq non sai neanche dove cazzo è.

In pratica sono quei manifestanti pacifici che adorano camminare per ore reggendo un lenzuolo scarabocchiato e seguendo alla lettera gli ordini di un tizio col megafono. La loro protesta non darà risultati e finirà tutto con un bel: saluti e baci, ci rivediamo alla prossima a Roma, sperando che non piova. 

Supporto la loro causa, soprattutto quella della bionda

Si tratta di un semplice passatempo.
Una gioiosa deviazione dalla quotidianità che ha portato in piazza un sacco di ragazzini disoccupati cresciuti a suon di Fedez e M5S che si sono trovati lì in mezzo non in virtù di profonde riflessioni sociologiche o animati da un viscerale fuoco di ribellione che arde nei loro cuori, bensì grazie al fatto che non avevano di meglio da fare.

Mattia Sangermano, citato qui sopra, ne è l'esempio lampante. E io non me la sento nemmeno di deriderlo 'sto povero coglione.

Mi immagino la scena: sono insieme ai miei amici, siamo tutti gasati come bestie dal puzzo di fumogeno e dal rumore di vetri infranti, davanti a me c'è un tizio col microfono che chiede la mia preziosissima opinione, e sono reduce da una decina di canne di prima mattina accompagnate a un paio di Peroni come colazione. Beh, probabilmente avrei detto anch'io le prime cazzate che mi fossero passate per la testa.

Diffidate da quelli che sfottono senza pietà il Sangermano: sono le classiche persone che quando devono spiegarti perché 50 sfumature di grigio fa cagare attaccano con critiche dettagliatissime che durano mezz'ora invece di dire semplicemente FA CAGARE.

Gente con una cultura che mischia Siddharta di Hesse con gli articoli sulle droghe di Vice.

Gente che non ha gli strumenti mentali per capire che un ventunenne di provincia imbottito di fumo e col cappuccio tirato su, messo davanti a un microfono, durante una manifestazione violenta, ha NON SOLO il diritto ma addirittura IL DOVERE di dire una sfilza di cazzate con una probabilità abnorme di trasformarsi in meme entro la fine della giornata per il piacere solitario di noi, illustre comunità del web, sempre a caccia del prossimo fenomeno da baraccone tra un porno e l'altro.

Citando V per Vendetta: "Lui è Tia Sangermano. Io sono Tia Sangermano. Tutti noi siamo Tia Sangermano".

Alcuni pensano che questa immagine sia ironica. Io no.
Tia Sangermano, Anarchico italiano.

E ora passiamo al secondo caso. Vede coinvolti i manifestanti che ci credono per davvero e hanno un motivo valido (o pensano di averlo) per star lì a imbrattare banche.
Sono quelli che mi interessano sul serio, sono le cavie da laboratorio che mi diverto a esaminare e sezionare: esaltati per vocazione, veri e propri professionisti nel turbare l'ordine pubblico.

Le loro avanzatissime tecniche di guerriglia non ci interessano: ce le ha già spiegate con dovizia di particolari il TG1, mostrandoci con orgoglio filmati di tizi con un lungo pennello in mano che ricoprono di vernice delle telecamere. Una scena agghiacciante, che sicuramente ha turbato i placidi sonni di mia madre. Questi tizi sono dei fottuti Black Block barra anarchici barra terroristi barra Godzilla.

I motivi che li spingono sono di dominio pubblico: le banche la mafia il governo ladro. Motivazioni assolutamente condivisibili e ineccepibili.

Ciò che mi diverte è che, come al solito, tutta questa violenza repressa esplode come sempre entro binari prestabiliti. I No Expo fanno bordello scortati dalla polizia che segue passo passo le loro mosse, pronta ad intervenire. Seguono percorsi lineari, causano danni prevedibili, le loro mosse sono roba già vista.

E si definiscono anarchici.

Questa gente non dovrebbe essere così prevedibile. Dovrebbero uscire dagli schemi e strappare ferocemente il tessuto della società. Deflagrare in modo violento sconvolgendo l'ordine delle cose.

Ordunque, manifestante No Expo ben conscio degli obiettivi di questa manifestazione, armato di bombolette e bandane nere, la testa piena di massime di Malatesta e il cuore che batte al ritmo dell'Ouverture 1812 di Tchaikovsky, io ti chiedo: perché questa tua pulsione irresistibile non la sfoghi attaccando i veri centri del potere?
Esiste un palazzo, a Roma, dove mi dicono che la gente che ci governa si riunisce per urlare e giocare con l'iPhone. Pensa a come sarebbe utile manifestare là davanti! Magari lanciare qualche fumogeno da quelle parti, e rompere qualche finestra con un sasso! Mettere sotto pressione questa gente che odi così visceralmente, costringendoli a dover affrontare la tua anarchica presenza ogni giorno in cui si recano a lavoro!

E' un'altra tranquilla giornata di sole,
nel posto dove te lo stanno mettendo in culo

Ci sono persino discoteche, in Sardegna, dove i potenti si ritrovano a bere champagne e toccare i culi delle spogliarelliste.
L'entrata per questi posti meravigliosi costa all'incirca come una ventina di bombolette spray.
Pensa che bello sarebbe entrarci assieme a un nutrito gruppo di tuoi amici, avvicinarsi ai tavoli di questi corrotti parassiti, estrarre dalla tasca tanti fogli di carta accuratamente arrotolati in precedenza con su scritto "Nome del tizio = MAFIA", sventolarli in alto e intonare a pieni polmoni una canzone sulla libertà dell'individuo! Il tutto mentre il tuo amico riprende la scena col cellulare, la condivide su Youtube e diventa virale in mezz'ora!

Non credi che l'oggetto della tua indignazione accuserebbe molto di più il colpo in un caso come questo? O pensi che al mafioso calabrese di turno gliene freghi un cazzo che hai rotto la vetrina di un bar a Milano?

I banchieri hanno case e auto da vandalizzare, se proprio ne senti il bisogno.
Perché rovinare il muro del posto dove lavorano? Così gli dai solo la possibilità di prendersi un giorno di ferie mentre dei poveri coglioni proletari come te buttano via una giornata per ridipingerlo.

Caro No Expo violento barra Black Block infiltrato barra No Tav disperato barra Uomo Nero, perché invece di fare il figo una volta all'anno coi tuoi amichetti bruciando auto a caso, non ti siedi ad un tavolo assieme ad altri e vi mettete a studiare nel dettaglio atti di protesta ben confezionati, efficaci, distribuiti nel tempo e che possano fruttarvi qualcosa?



Ah, capisco. Il tuo è un gesto puramente ideologico. La violenza che riversi addosso ai simboli del potere sta a rappresentare in modo ideale lo scontro tra la tua filosofia di vita e quella dei tuoi nemici.

Beh, non c'è che dire: è un concetto davvero suggestivo. Come un arcobaleno.
Peccato che, come un arcobaleno, sia assolutamente inutile.

I potenti che combatti non sono arrivati dove sono lanciando sassi un giorno all'anno durante una manifestazione organizzata. Non hanno combattuto simboli con altri simboli, non si sono fatti le seghe coi documentari dei Grandi Rivoluzionari della Storia.
Sorpresa: sono arrivati dove sono sporcandosi le mani in prima persona, giorno dopo giorno, con il loro obiettivo ben chiaro in testa.

Tu invece, per quanto mi dispiaccia ammetterlo, sei solo un cazzone.

Nonostante i tuoi confusi ideali anarchici godano di una certa simpatia da parte mia (ma io sono più radicale di te: il mio sogno sarebbe di ritornare allo stato selvaggio, come diceva Rousseau) non posso che decretare l'inutilità dei tuoi metodi, la futilità dei tuoi gesti, la banalità delle tue azioni.
Caro No Expo, la tua "ribellione" non è altro che un brufolo sul volto della città di Milano. Una deturpazione prevedibile e facilmente curabile: basta aspettare un po' di tempo e scomparirai da solo. Pronto a riemergere con tanta foga al prossimo evento importante a cui non sei stato invitato.




mercoledì 28 gennaio 2015

Robaccia Romantica


Oh, l'amore farebbe uggiolare in rima un cane.

Beaumont e Fletcher

***

Non sono ancora abbastanza innamorato per scrivere di te, avrei bisogno di uno sguardo in più.
Funzionerebbe: mi basta così poco per desiderarti.
Ho già il sorriso stupido di chi non si ricorda che finisce male.
Alzi il viso e mi parli e mi chiedo come sei da vicino: disti pochi centimetri, bruciano, li senti anche tu?
Le tue guance sono come le immagino?
Perché continuiamo questo assurdo balletto?
Vado di fretta perché può finire prima di iniziare.
Lasciami un bacio veloce dato senza pensarci, per questa sera basterà. Domani scrivimi una cosa sciocca e sarò felice. Ma non pensare che mi accontento di poco: una briciola alla volta, io ti voglio tutta.
Ho il cuore agitato, penso troppo, la droga non funziona e i giorni sono buoni con me.
Quando saremo sdraiati vicini senza parlare penserò a mille cose da dirti e forse mi capirai.



mercoledì 8 ottobre 2014

Arriva l'inverno, fuori piove e qui dentro si muore

Nella solitudine il solitario divora se stesso.
Nella moltitudine lo divorano i molti.
Ora scegli.
(Friedrich Nietzsche)



Devi scegliere come vorresti morire prima di uscire di casa.


E così sei al terzo bicchiere dopo i primi cinque bicchieri e mentre accendi la sigaretta che avevi deciso di non fumare due minuti prima ecco che ti ritrovi a pensare "Che cazzo sto facendo?".
In verità non è così, perché pensare implica che dietro ci deve essere stato un qualche tipo di ragionamento, quando in verità tutto quello che hai fatto fino a quel momento è stato buttare giù alcool aspettando di sentirne il calore.
Che cazzo sto facendo? E' una domanda che scritta nero su bianco sembra più importante di quello che è. In verità è più una sensazione soffocata che non si forma mai completamente ma se ne sta in un angolo a tirare sassolini contro la tua finestra e poi scappa via quando ti decidi a prestarle attenzione.

Sei in un parcheggio male illuminato da qualche lampione preistorico in compagnia di una, due o anche cinque o sei ombre familiari (le hai già viste le sere precedenti, vi siete scambiati sigarette e commenti) e mentre ti sforzi di portare avanti una conversazione decente con queste ombre (per conversazione decente si intende 1. che consista in più di quattro scambi di battute e 2. che almeno a qualcuno dei partecipanti interessi davvero l'argomento) ti rendi conto che è tardi, ma non tardi secondo il fuso orario, è più un tardi di quelli che le ultime ore sono volate e tu stai ancora aspettando che succeda qualcosa.
Sono le due, tra un po' piove e si va tutti a casa.

Il giorno dopo ti alzi dal letto, vai a pisciare e poi inizi con calma ad aspettare la sera.
Mangi, caghi, accarezzi lo schermo del cellulare con disperato interesse. Le ore si trascinano lente, tanto che non sapresti dire quando hai iniziato a fare la cosa inutile che stai facendo ora e poco ma sicuro non hai la più pallida idea di quando smetterai di farla.

Il sole cala, il buio arriva come un felino e di colpo il residuo della tua adolescenza felice che vive da qualche parte dentro al tuo cuore stanco comincia ad agitarsi e a urlare "E' quasi l'ora! E' quasi l'ora!".
Come prima di uscire per il festone di capodanno, come quando apri la bustina di figurine prese in edicola, come quando guardi la pubblicità prima della nuova puntata della tua serie del momento, così ti ritrovi a sognare da sveglio.

Finalmente esci, abbandoni le mura domestiche e il carico di noia e sensi di colpa di cui sono rivestite e ti avventuri nel mondo là fuori. Qualche ora dopo appare la scritta INIZIO SECONDO TEMPO e ti ritrovi in un parcheggio male illuminato e non importa che tu sia da solo, o in compagnia, o in compagnia sentendoti solo o da solo in compagnia dei tuoi fantasmi. Nietzsche ha ragione, la lezione è semplice, alla fine si tratta di rendersi conto che il risultato non cambierà.

Ah, ma il momento della scelta, è quello il bello! Quando decidi inconsciamente di che morte vuoi morire, e ti gusti quella sensazione di controllo. E così bello che dura meno di un attimo, e a dire la verità non sai neanche se esiste davvero.

Noi siamo tutti nella stessa barca che affonda e non ci prendiamo neanche la briga di dircelo, ma ci guardiamo e alziamo il bicchiere e lo facciamo tintinnare. I fascisti hanno il braccio teso verso l'azzurro cielo italico che riempie d'orgoglio i loro cuori, i cristiani un rapido movimento a X eseguito con la mano che ricorda la dolorosa morte del loro idolo, noi abbiamo il cozzare del vetro che ci rende uniti dentro a un bar.

Sono le due, inizia a piovere e si va tutti a casa, che domani sera è un'altro giorno.


domenica 31 agosto 2014

Andiamo a spaccarci: e nel frattempo qualcuno scopre l'acqua calda


Secondo i giornali e i TG questa estate noi giovani eravamo fatti e ubriachi e pericolosi socialmente. Beh porcodio hanno ragione. Ma sono un po' in ritardo perché sono già dieci anni che siamo fatti e ubriachi e pericolosi socialmente.


mercoledì 20 agosto 2014

Leggere notizie di cronaca mi fa venire voglia di fare una strage a Gaza assieme a Renzi e un gruppo di gattini armati




Oggi siamo il 20 agosto 2014 e io apro Repubblica perché odio la vita. Scorro rapido la pagina alla ricerca di una notizia che possa interessarmi con la sicurezza matematica che finirò a guardare le tette di una modella di intimo scelta a caso dalla colonna destra.


Oggi no. Oggi, 20 agosto 2014, decido che è ora di squarciare il velo di Maya per rendere finalmente chiaro ai vostri occhi annebbiati da fumo scrauso e anni di DioTV quanto sia deprimente il giornalismo o, se volete, il modo deprimente di raccontare il deprimente mondo in cui viviamo.


Home Page di Repubblica, 20 agosto 2014, ore 11.00

Siria, reporter Usa decapitato da jihadisti

Partiamo dal fatto che è americano e quindi chi cazzo se ne frega, gli americani sono tanti e potenti e uno in meno non farà differenza. E' stato decapitato? E' questa la notizia? Ci credo, è nato in una gigantesca nazione abituata a bombardare le piccole nazioni di merda dove questi agitati figli di troia col turbante hanno avuto la sfiga di nascere, poi se vai a casa loro a scattargli foto mentre crepano sotto le bombe costruite nel tuo paese può capitare che a uno gli saltino i cinque minuti e decida che la tua testa di cazzo se ne stia meglio infilata in un palo.

Napoli si sveglia nella ripresa
con l'Athletic Bilbao è 1 - 1

Una partita di pallone è finita con un pareggio. Yawn. Svegliatemi quando aboliranno questa stronzata del pareggio e introdurranno nel calcio la regola che è obbligatorio segnare almeno cinque gol a partita. Forse quel giorno la smetteremo di vedere novanta minuti di venticinquenni che giocano a torello e ogni tanto rotolano per terra.

Fonti ucraine
"Blindati Russi a Lugansk"
I ribelli accusano:
"Strage di bambini a Donetsk"

Questo è bello, sembra uno scioglilingua. Il lettore casuale che passa su Repubblica non sa un cazzo di cosa sta succedendo in Ucraina, sa solo che ci sta gente che gira coi carri armati e si sta sul cazzo a vicenda. Se poi ci metti anche questi precisi riferimenti geografici impronunciabili allora vuol dire che non te ne frega un cazzo neanche a te che hai scritto la notizia di cosa stia succedendo da quelle parti.
Strage di bambini a Donetsk? Sul serio? Sono più affascinato dalla capacità di un popolo di chiamare un paese "Donetsk" e pronunciarlo nella vita di tutti i giorni senza pensare "che cazzata abbiamo fatto" che dalla strage di questi bambini Donetskiani. Donetskiani? Sarà giusto?

'Ndrangheta, arrestato a Roma Vincenzo Crisafi

Un altro mafioso arrestato. Adesso siamo al sicuro.

Il superattico da trecento milioni

Raccolta di foto di un superattico da trecento milioni. Perché è buona cosa ricordare che c'è gente che se ne sbatte i coglioni dei bambini Donetskiani morti e preferisce buttare soldi in cose enormi e lussuose.

Gaza, altri razzi: tregua in pezzi

Questa è bellissima, non trovate? Molto musicale. Così tante zeta in una sola riga non le avevo mai viste. Commentino veloce? Lasciate che si ammazzino tra di loro. Davvero dovremmo essere interessati a quello che succede in quella manciata di chilometri quadrati? Sono anni che si bombardano tra di loro peggio di Napoli a Capodanno, con un po' di pazienza non rimarrà in vita nessuno e in quella striscia di merda potranno insediarsi con comodo gli americani.

Festa Roma, entra Totti e Garcia lo fotografa

Qualcuno ha fotografato Totti. Ieri su Novella 200 tra le foto di un paio di tette e quella di un paio di tette ho visto le foto di Totti al mare insieme al paio di tette che si è sposato. Presumo che domani vedrò altre foto di Totti con la maglia della Roma, o a petto nudo al mare insieme a un paio di tette.

Ferguson, nuove proteste nella notte
Voci sull'arrivo di Obama

I neri in America stanno protestando perché è un morto un nero. Tra un po' arriva il presidente nero a calmare le acque.
Qua in Italia ci interessano molto notizie del genere, è incredibile vedere come una comunità di bianchi così zeppa di neri gestisca una situazione tanto delicata. Più che altro ci stupisce il fatto che la cosa non si sia risolta in un "zitti, negri" rivolto alle famiglie nere da parte dei bianchi che comandano, prima di girarsi dall'altra parte e continuare la propria vita senza sensi di colpa dovuti a fantomatici rimorsi di sapore razzista.
Qui se un italiano uccide un rumeno e un altro rumeno prova a protestare uccidiamo anche l'altro rumeno, dopo li scarichiamo sul pavimento di una gioielleria e diciamo che hanno tentato una rapina. E poi dicono che gli americani sono avanti.

Chicago, barricati in casa con tre ostaggi: due sono bambini

Deve essere lo USA Day. Altra notizia che ci appassiona molto: in America dei pazzi con le pistole stanno facendo cose da pazzi. Quando la smetteranno? Cattivi americanacci!
Siamo affascinati dallo stile di vita americano, l'idea che girare con delle pistole sia di uso comune solletica i nostri istinti animali. Vogliamo altre stragi nelle scuole!

Usa, progettavano strage in college
due adolescenti arrestati a Los Angeles

Giuro sulla mia capacità di farmi seghe che non avevo ancora letto questo titolo di cronaca prima di scrivere quello qui sopra. Diamine, o sono un telepate o l'addetto alle notizie sul sito oggi si è svegliato con l'uccello duro e l'inno americano che usciva dalla radiosveglia. Ancora America! STRAGI NELLE SCUOLE! PISTOLE! Nel frattempo, in Italia, Totti va al mare con un paio di tette.

Delfino, fiocco azzuro al Parco
il parto del "cucciolo" in diretta

Fottuti delfini che rubano spazio ai gattini.

Hiroshima, 27 morti e 10 dispersi
Gigantesca frana travolge le case

Possono consolarsi pensando che una bomba atomica avrebbe fatto molti più danni.

le Borse tirano il fiato in attesa della Fed
Il dollaro recupera
Spread sotto 160

Oh, mi mancava l'articoletto sull'economia che non legge nessuno e che nessuno capirebbe anche se lo leggesse. Le Borse tirano il fiato? Stanno facendo i cento metri stile libero? Ma sul serio, perché parlare delle Borse come entità viventi? Per come la vedo io (e io non so un cazzo) la BORSA è un mucchio di gente che si lancia addosso pacchi di soldi senza sapere che cazzo succederà il giorno dopo. Una pazzia, un circo, un qualcosa che riempe lo spazio della Home page di un giornale.

Robin Williams, a una fan malata ecco il suo ultimo messaggio

A meno che nel messaggio non si sia lanciato nell'interpretazione improvvisata di un transessuale dal cuore d'oro ma dalla vita difficile intenzionato a effettuare una rapina in banca assieme a un gruppo di ragazzini thailandesi stanchi di vendere il proprio corpo, beh, che cazzo dovrebbe fregarmene di un video sgranato in cui un vecchio attore saluta, ringrazia per l'affetto e augura di guarire? Sul serio, se voglio emozionarmi guardando un video scarico Asa Akira: la vendetta di Mandingo.

Taglio pensioni d'oro, un coro di "no"
Renzi: "Prima riforma giustizia civile"

Renzi deve avere qualche problema con le tabelline perché sono mesi che annuncia quale sarà la sua prima riforma ma deve ancora succedere un cazzo e io inizio a pensare che per lui il concetto di "primo" non sia equivalente a 1 (uno) ma a VEDIAMO PER QUANTO TEMPO ANCORA SONO CAPACI DI ASPETTARE LE MIE SCIMMIETTE. Aspetto con ansia l'articolo di Repubblica di domani in cui potrò leggere cosa dirà Renzi domani, sperando che quello di dopodomani sia ancora meglio.

Da Lady Gaga a Balotelli
Secchiate virali contro la Sla

Volti noti si fanno lanciare secchiate d'acqua per combattere una malattia degenerativa? Fanculo, bambini morti del Dansktkestan.

Conte, la Nazionale ora è sua
"Ripartirò dal blocco Juve"
le frasi chiave del nuovo tecnico

Alla guida di quel gruppo di signorine dall'alto salario con le Nike ai piedi hanno messo un tizio col parrucchino che parla per slogan e adora la Juve. Aggiungeteci lucine colorate, festoni di carta, una trombetta brasiliana e Balotelli che scola champagne mentre una troia glielo succhia e possiamo cominciare a parlare dei prossimi Europei, che non c'è tempo da perdere.


martedì 8 luglio 2014

Come sopravvivere a un funerale

Autunno 2008.

La radio manda senza sosta Pop Porno, pop porno, pop pop pop porno. A distanza di anni me la sogno.
In America hanno eletto un presidente nero. Gli italiani di sinistra vanno fuori di testa e intasano per giorni le bacheche di facebook con il celebre yes we can. Quelli di destra si limitano ai soliti epiteti razzisti.
La crisi economica internazionale è appena agli inizi, uno spauracchio a cui nessuno dà peso. Mancano ancora un paio d'anni ai 52enni che si impiccano a una trave nell'azienda di famiglia.

Autunno 2008.

Muore il fratello minore di Checco.

Incidente in motorino. Io e gli altri veniamo informati tramite un giro di telefonate incredule, molliamo scuola e lavoro e siamo i primi a trovarci a casa sua. Siamo in quattro: io, Ronny, Orso e Matteo.


La madre è in lacrime, ha una faccia che non si può guardare e vederla ci fa stare male perché ci fa pensare che anche la nostra si ridurrebbe così. Il padre sta tornando da un viaggio di lavoro.
Checco non parla, ci saluta da un altro pianeta e ha lo sguardo fisso. Ha preso delle gocce per calmarsi. Noi lo pilotiamo in giardino. Ci sediamo sui gradini del portico e tiriamo fuori i pacchetti di sigarette, uno dopo l'altro, come se ci fossimo letti nel pensiero. L'aria è fredda e il cielo è grigio e non c'è momento peggiore dell'autunno per affrontare una morte improvvisa.

Tentiamo frasi di circostanza, poi ci rendiamo conto che suonano false. Allora parliamo di cose che non c'entrano nulla: la macchina nuova di Orso, cos'ha combinato Matteo da ubriaco la settimana scorsa, ehi Checco ti ricordi che ridere quella volta al mare sul pedalò che lo stavamo per rovesciare e i bagnini con il motoscafo ci hanno fatto il culo?

Checco sorride e si vede che gli costa fatica darci retta, ma al tempo stesso capiamo che ha bisogno di sentire le nostre voci e ascoltare i nostri discorsi banali per ricordarsi che la vita continua. O forse è solo quello che spero.
A nessuno sembra vero che suo fratello sia morto. Neanche Checco ci vuole credere. La chiamano la fase della negazione, in pratica è un lungo e orribile scherzo di quelli che non vedi l'ora che finiscano.



Due giorni dopo siamo al funerale e Checco attraversa la chiesa strisciando i piedi per terra. Occhiali da sole enormi gli coprono la faccia così che nessuno veda quanto stia male e si senta in imbarazzo per lui. Io vorrei corrergli incontro e strapparglieli via e guardarlo negli occhi pieni di lacrime e dirgli che deve tirarsi su e non pensarci e che volevo bene a suo fratello che è un'ingiustizia e che può contare su di me quando vuole. Mi limito ad abbassare la testa e scivolare fuori dalla chiesa per fumare una sigaretta. Ronny mi segue. E' schifosamente silenzioso da un paio di giorni e nessuno ci è abituato, forse neppure lui.

Siamo nervosi e fumiamo in fretta. Non c'è voglia di ridere nell'aria e al tempo stesso c'è bisogno  di ridere e spezzare finalmente questa atmosfera di piombo con una cazzata da ragazzini di quelle che ti sciolgono la pancia e ti fanno sussultare. Di solito è Ronny che le tirava fuori, ora non ci è rimasto nemmeno lui.

E' dura stare giorni interi senza ridere.

Torniamo in chiesa. La funzione è lenta e deprimente e mi chiedo quando finalmente la smetteremo con questa farsa pubblica che chiamano funerale. Ogni parola di commiserazione che pronuncia il prete mi fa venire voglia di vomitare. Tu non lo conoscevi neanche, penso con odio guardando il ministro vestito di bianco. Perché devi essere tu a parlare di lui?

Processione a piedi fino al cimitero. Io e Orso ci fumiamo qualcosa come tre sigarette nel tragitto di trecento metri. Attorno a noi, compagni di scuola che singhiozzano, parenti distrutti e conoscenti alla lontana che camminano più spediti degli altri. Checco è davanti con mamma e papà, vediamo il suo giubbotto verde lucido che ammicca da lontano.



Ci sistemiamo in semicerchio davanti alla fossa che sta per accogliere la bara. La tensione della giornata sta per dissolversi e tutti i presenti sembrano più rilassati. C'è persino qualche uccellino che cinguetta, in questo cazzo di cimitero. Ronny e Matteo si fanno largo con discrezione tra la gente e vengono a mettersi accanto a noi, che ce ne stiamo in un angolo non troppo lontano, posizionati strategicamente dietro a un paio di lapidi.

<<Che facciamo dopo?>> sussurra Matteo. Potrebbe sembrare indelicato alla vecchietta che ci sta a fianco e lo guarda con aria severa, ma la verità è che Matteo sta per scoppiare e tutti noi lo sappiamo.
<<Andiamo a bere qualcosa>> risponde Ronny, fedele alla linea.
<<Ci sto>> mormoro io. <<Ci portiamo dietro Checco?>>
<<Vediamo se gli va di venire>> si intromette Orso, dubbioso.

Ce ne stiamo in silenzio. Il prete blatera mentre la bara viene calata. Guardo Checco, che fissa la scena e non si muove, sembra il brutto bozzetto di un artista depresso. Il mio sguardo si posa per un attimo sui suoi genitori e subito distolgo gli occhi, spaventato.

<<Di chi è la tomba vicina?>> chiede Orso.

Io getto uno sguardo veloce. Poco più in là c'è una lapide ingrigita dal tempo, con la foto incorniciata in oro di un anziano con lo sguardo cattivo, rughe profonde ai lati della bocca e cappello ben calcato sulla testa.

<<Del nonno di Griselli>> risponde Ronny.
<<Quello del negozio di televisioni?>>
<<Non so. Sì, penso sia quello là>>
<<Guardate la foto>> continua Orso, e tutti quanti strizziamo gli occhi per mettere a fuoco quella vecchia faccia severa in bianco e nero, <<Non vi sembra un boss mafioso?>>

C'è un attimo di silenzio in cui l'assurdità della cosa ha tempo di farsi strada nelle nostre menti, poi senza volerlo e senza che fosse previsto scoppiamo in risolini soffocati che non riusciamo a trattenere. Ronny emette una specie di muggito trattenuto, io e Matteo annaspiamo cercando di controllare gli spasmi delle risate che ci stanno scuotendo, Orso ha chinato la testa e sghignazza dal naso sbuffando come un cavallo. La vecchietta accanto a noi si accorge della nostra ilarità alquanto fuori luogo e arriccia le labbra in un'espressione di sdegno che non fa altro che farci ridere ancora di più.

<<La moglie del boss>> mugugna Orso, e l'ondata di ilarità raggiunge livelli critici. Capisco che dobbiamo fermarci prima che la cosa finisca male, ma riesco solo ad asciugarmi le lacrime cercando di non farmi vedere da nessuno.
Ronny intanto si è allontanato dal gruppo e se ne sta tutto solo in un angolo, lo vediamo che sussulta come uno spastico e sentiamo il dolce suono di una risata che viene lasciata libera.

Alla fine ci ricomponiamo, evitando accuratamente di guardare ancora la foto sulla lapide del vecchio. Non so gli altri, ma io non ci sono riuscito: e ogni volta che la guardavo sentivo scoppiare quella voglia di ridere dentro di me ed era come una magia.

Più tardi siamo andati a bere qualcosa con Checco. L'atmosfera era delle peggiori, e nessuno ha riso più.

Oggi lui sta bene. Il tempo è passato, il dolore è sotto controllo.
Ogni tanto penso alla lapide del vecchio Griselli e a come guardava in cagnesco il mondo da quella foto in bianco e nero, alla voce esitante di Orso che ci chiede se è vero che assomiglia a un boss mafioso, a Ronny che si allontana sobbalzando per andare in un angolino del cimitero a ridere in santa pace. Ci penso e mi sento meglio.




lunedì 23 giugno 2014

Mondiali 2014: non riesco a trovare un titolo intelligente per questo post


Brasile, giugno 2014.

Il sole scotta, l'aria è calda e umida come una vagina. Da lontano, le baracche colorate delle favelas sembrano tante piccole baracche colorate delle favelas. Per le strade, ragazzini scalzi giocano a pallone e spacciatori con le scarpe vendono loro droghe che servono a non sentire il dolore di giocare a pallone scalzi.

Italia, giugno 2014.

Ogni volta che arrivano i Mondiali tutti quelli che conosco diventano tifosi accaniti. Il che è snervante, soprattutto se di calcio non ti frega niente e hai il cancro.

<<Oggi gioca l'Italia! Se perdiamo siamo fuori.>>
<<Mi passi la bacinella? Devo vomitare, la chemioterapia mi sta...>>
<<Merda, Buffon infortunato! Ha uno stiramento, poveretto.>>
<<...oh cazzo è sangue questo?>>
<<Se lo sarà fatto scopando la D'Amico, ha ha ha!>>




Persino le donne diventano appassionate di calcio. Il Grande Cthulhu si sveglia dal suo sonno cosmico e agitando un mignolo cambia i principi base della Natura, creando singolarità nel continuum spaziotemporale che non possono essere spiegate dalla scienza.

<<Dove andiamo a vedere la partita?>> chiedono le dolci creature con un sorriso ingenuo.
<<Non sai neanche cos'è un fuorigioco.>>
<<C'è proprio bisogno di sapere cos'è un fuorigioco per godersi una partita di pallone della propria nazionale?>>
<<Dipende. Tu hai proprio bisogno di tutte quelle borse per goderti la vita su questa terra?>>

Donne che scoprono la passione per il calcio: questo è solo uno dei tanti aspetti affascinanti dei Mondiali.
Altri aspetti affascinanti: le pornostar fanno sesso gratis con gente comune. Mi viene da pensare che il genere femminile si liberi delle proprie inibizioni quando c'è un evento calcistico di una certa rilevanza.
Pompini agli Europei, inculate ai Mondiali. Torneo di calcio della Via Lattea? Gangbang interrazziali con gli alieni. Lasciatemi sognare.

Da quando abbiamo vinto quelli del 2006, tutti quanti siamo diventati dei competenti allenatori di calcio. Metà dei discorsi da bar finiscono per incagliarsi sull'argomento "Nazionale del 2006", gli occhi diventano lucidi e qualcuno propone un brindisi.

Sarebbe ora di smetterla di parlarne. L'idea di fare paragoni tra la Nazionale del 2006 e quella di adesso è forse l'esercizio mentale più inutile dai tempi del Sudoku.

<<Eh, non c'è storia: avevamo una squadra di campioni. Del Piero, Totti, Cannavaro, Pirlo...>>
<<Abbiamo vinto grazie a Fabio Grosso, un giocatore di fascia medio-bassa che in un'altra linea temporale avrebbe potuto benissimo militare in qualche squadra di serie B per tutta la sua carriera e nessuno se ne sarebbe accorto>>
<<Sì, ma dove andiamo a vedere la partita?>>

Un altro miracolo che avviene solo durante i Mondiali è l'improvviso cambio di colore della pelle di Mario Balotelli, che da nero diventa candido come la neve. Il cittadino medio, razzista e a corto di soldi, durante l'anno vede Balotelli come un negro scansafatiche e superpagato che tromba modelle.

Se l'ottobre scorso chiedevi a Sempronio Rossi "Che ne pensi di Balotelli?" avresti ottenuto come risposta "Intendi Balotelli il padre snaturato che ha messo incinta la Fico e poi se ne è fregato, il Balotelli che passa le serate in discoteca e poi in campo gioca svogliato e se la prende con tutti, o vuoi parlare dell'ultimo taglio di capelli di Balotelli?
(Le acconciature di Balotelli hanno vita propria)

Adesso la risposta è cambiata in: "Balotelli? La speranza dell'Italia, se non combina cazzate". Più che una forma di incoraggiamento, una velata minaccia: "Se quel negro non si comporta bene quando torna a casa sono cazzi".

Grazie ai Mondiali, Balotelli è diventato bianco. Quel tipo di bianco biodegradabile, che sbiadisce un po' a ogni gol sbagliato.

Brasile, giugno 2014.

Domani, martedì 24, l'Italia gioca contro l'Uruguay.
Se perdiamo, siamo fuori.

L'eccitazione è alle stelle, la gente è pronta a indossare bandiere tricolori a mo' di sciarpa come se fossero in una tormenta di neve a gennaio.
Domani si decide il destino della Nazionale. Domani possiamo tornarcene a casa con le pive nel sacco e la consapevolezza che è tutta colpa del solito negro, o possiamo vincere e continuare a sognare un'Italia energica e positiva che sa distinguersi e brillare di luce propria.

Nel frattempo, imprenditori falliti si impiccano a una trave nell'azienda di famiglia e operai disoccupati aprono il gas a mezzanotte. Seven Nation Army, please.


mercoledì 19 febbraio 2014

Hater del cazzo



Che cazzate che pubblico ormai. Scrivo cose senza anima portando avanti questa idea di blog che mi ostino a mantenere in vita.
L'alcool mi aiuta a dire certe cose ma non basta a dare qualità a quello che dico. Il problema, diciamo la verità, è che a nessuno gliene frega un cazzo di cosa dicono gli altri.
Le opinioni da hater del cazzo come le mie andavano di moda anni fa.
Adesso è diventato tutto una minestra riscaldata che non sa di niente. Tempo fa scrivevo cose che potrei scrivere anche adesso ma tempo fa avrebbero colpito al cuore, adesso i nostri cuori sono diventati insensibili. Internet ci ha cambiato. Adesso su internet siamo tutti fighi, niente ci stupisce più. Avere la risposta pronta e un atteggiamento cinico è la norma. E sapete cosa è ancora peggio? Che la risposta pronta ce la teniamo per noi. Non condividiamo più niente. Quando dico condividere io intendo esprimere un opinione, mettersi in gioco, azzuffarsi tramite una tastiera. Invece la condivisione che abbiamo e che ci meritiamo è diventata un bottone di facebook del cazzo con cui possiamo esprimere cose che dicono gli altri. Ecco cosa condividiamo, cose che hanno detto gli altri.
Partiamo con la predica del cazzo.
Non ci sforziamo di dire qualcosa di originale. Non più. Io no di certo. Semplice no? Posso pensare di essere diventato troppo vecchio, posso dire che i tempi sono cambiati, e avrei ragione e torto al tempo stesso.
Il punto è che ho già detto tutto. Allora cosa deve cambiare? Il modo in cui si dicono le cose? Ma sì, e dopo un po' siamo da capo. Non è la noia, non è l'età, è solo la vita che non offre più spunti. La vita si appiattisce, lasciatevelo dire. Già lo sapete. Facciamo finta di no ma è così. Poco a poco si tratta di scendere sempre di più, di adeguarsi a tutto. Perdiamo la partita giorno dopo giorno e pensiamo di poter ancora recuperare. Non è così. Ma saperlo non serve a niente.
Adesso basta, fine del post. Serviva a qualcosa scrivere queste cose? No. Ma mentre le scrivevo ho pensato di sì.
Non è abbastanza.

martedì 28 gennaio 2014

Avanzi. Volume 1.

<<Fammi da mangiare.>>
<<Amore, sii più romantico!>>
<<Fammi da mangiare sotto la pioggia.>>



<<Amore dimmi qualcosa di dolce.>>
<<Torta.>>


<<Diglielo tu, uscivo ogni sera con una diversa, tutte tipe da togliere il fiato!>>
<<Ci credo, frequentavi un giro di bambole gonfiabili..>>


<<Homer, cos'è successo alla macchina?! Non credo che prima avesse tutte le assi rotte!>>
<<Prima, prima! Tu vivi nel passato Marge, smettila di vivere nel passato!>>


<<O Signore, gli dei sono stati buoni con me, e per questo ti ringrazio.>>


Proposito per l'Anno Nuovo.
Essere uno zio migliore per Come-cazzo-si-chiama.



lunedì 27 gennaio 2014

Giornata dei Link sulla Giornata della Memoria

Oggi è la Giornata della Memoria, per cui è probabile che le vostre bacheche di Facebook siano intasate da colti aforismi di letterati e filosofi ebrei che hanno visto The Wolf of Wall Street e trovano che Di Caprio abbia offerto una performance strepitosa.


O almeno questo mi pare di aver capito, durante la mia quotidiana ricerca nella Home di lascive foto del weekend ad alto tasso di pelle scoperta che le ragazzine disinibite che colleziono come amiche amano pubblicare alla domenica sera per tenere sulla corda i loro compagni di classe delle superiori che lunedì mattina si presenteranno in classe con cupi pensieri a base di depressione e frustrazione sessuale.

Se sei una di loro, contattami su Facebook. Frequento l'Università, assumo droghe che ancora non conosci e ho smesso anni fa di girare con l'Eastpak e indossare magliette di gruppi punk nella speranza di apparire ribelle.

Quante citazioni di Primo Levi avete contato oggi? Immagino che non siano poche.
Fate un esperimento, provate a lasciare un commento sul genere "Che orrore, questa è la prova che Dio non esiste" e rimanete a guardare la sfilza di repliche indignate che seguiranno.
Poi, quando vi sarete stancati di venire denigrati da una massa di fanciulle chiesofile in viaggio sulla grande nave del sentimentalismo occasionale, mettetele al corrente che Levi divenne ateo dopo l'esperienza dei campi di concentramento.
"C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio", affermò durante un'intervista.
Usate questa come citazione da quattro soldi per abbellire la vostra pagina profilo.


Anzi no, lasciate perdere. In fondo, a nessuno di voi frega veramente qualcosa di questa faccenda. Oggi vi dilettate a parlare di questo, domani passerete a commentare la vita sentimentale di Buffon che a quanto pare se la intende con Ilaria D'Amico, sempre domani ma a distanza di cinque minuti di tempo vi adopererete per cercare le migliori foto della D'Amico in bikini che la rete può offrirvi, garantendovi così per un altro anno la totale rimozione dalla vostra mente di questo eccidio così lontano nel tempo che in fin dei conti non vi tocca così tanto come volete far credere.

Mi pare di vedervi in questo momento, bloccati da questo dubbio abissale che vede contrapposte la voglia di guardare le tette della D'Amico in jpeg  e l'idea di passare due ore a visionare filmati storici sulla Shoah che vi inducano ad una riflessione intimista sulla barbarie nazista che ha spazzato via dalla faccia della terra buona parte della popolazione ebraica.
Non vi affannate, il risultato è già scritto. La potenza delle pulsioni sessuali avrà sempre la meglio sul resto.
Infatti scommetto che la vostra mano sinistra è già scesa a strizzare con vigore il vostro turgido membro eccitato mentre con la destra cercate foto sconce di Hitler che posa in mutande.

Non fingete di prendere a cuore questa cosa.
Siamo onesti, sono cose che accadevano una settantina di anni fa, che dal mio punto di vista è un intervallo di tempo più che sufficiente a collocare qualcosa sotto l'etichetta "roba di un passato lontano che non ha influenza sulla mia vita".
Proprio come mio nonno.
Pure lui ha settant'anni e passa le giornate a pisciarsi addosso alla casa di riposo più vicina, se non me ne frega un cazzo del sangue del mio sangue che speranze potranno mai avere tutti quei milioni di persone sconosciute?


mercoledì 8 gennaio 2014

La mia generazione non capisce un cazzo


Io credo che la mia generazione sia la più fottuta fra tutte quelle che ci sono state.

E non dal punto di vista di soldi e benessere, di sicuro io me la passo meglio di mio nonno che ha fatto la guerra e doveva mangiare panini col prosciutto di cane per sopravvivere.

(Prosciutto di cane, ha! Questa è l'unica battuta che infilerò in questo post, e fa cagare, quindi sappiate regolarvi.)

Viviamo in un'epoca in cui tutto è fragile, appare e sparisce.
La nostra è una cultura di massa, nata per accogliere tutti nel suo caldo abbraccio, e noi ci siamo abituati a farci coccolare da questa grande mamma luccicante e pacioccona che si premura sempre di non deludere nessuno e offre di tutto a chiunque se ne stia là sotto a bocca spalancata chiedendo a gran voce "ancora! ancora!"
Ecco, tieni Justin Bieber. Ecco a te, un bel Jutin Timberlake nuovo di zecca! Qualcun altro vuole un Justin di qualche tipo? Ecco qui, Britney Spears, Cameron Diaz, Scarlett Johansson, tre belle bionde per tutti i gusti! Sapete che Justin Timberlake se le è portate a letto tutte e tre? Sapete del nuovo tatuaggio di Scarlett? Sapete che nelle ultime foto ha la cellulite? Ha recitato in un film sugli alieni che vengono da Marte, sapete che su Marte ci abbiamo mandato le sonde? Ci abbiamo speso miliardi, non c'è un cazzo di utile, ma quant'è vero iddio continueremo a mandare sonde su quel deserto del cazzo! Sonde alla ricerca di un gran cazzo, comandate da gente pagata per pigiare tasti che preferirebbe starsene a casa a guardare l'ultimo film di Scarlett con gli alieni. Qualcuno vuole Scarlett? Qualcuno Belen? Qualcuno la Marcuzzi? Naaa, troppo vecchia, voglio una diciottenne appena sbarcata dall'Argentina con tanti sogni e un gran culo. Chi vuole una app? ne ho milioni! Una più bella dell'altra, eccole qua! Wazzap, Fackup, Zazzan, Gekkbook, Tufler, Smuffer, Barzzer, Barabbaber! Tutte le app per tutti i cellulari per tutti computer, per tutto il mondo! Ma che discorsi futili, parliamo di politica, di ambiente, di energia, di scuola! Qualcuno vuole un partito? Partiti per tutti, partiti che fanno di tutto, guardi signora questo partito c'ha queste idee di serie già implementate ma con un piccolo supplemento ci si può buttare dentro un altro paio di idee e anche un bel logo fluorescente che si sa, attira i gonzi. La scuola! Chi vuole imparare qualsiasi cosa? Vi posso insegnare tutto, l'italiano, la matematica, come ci si trucca per assomigliare a Jennifer Lawrence, come si supera il livello 13 di Bioshock, come fare dei giochi di magia con le carte! Volete salvare i delfini assieme a me? Ecco qui un documentario sui delfini, aprite un sacchetto di patatine e guardatevelo mentre i delfini se ne sbattono i coglioni delle vostre premure nei loro confronti. La terra si sta scaldando, aiuto! Ci sono migliaia di modi per salvarla, io ve li spiegherò tutti, uno dopo l'altro, dopodiché starà a voi scegliere quello giusto che vi permetterà di continuare a guardare documentari sui delfini senza alzare il culo dal divano. Mamma mia, che discorsi noiosi, ricominciamo con la figa: chi vuole una Mila Kunis? Una Rihanna? Chi vuole la musica di Rihanna? Ecco qua, per te. Ho musica per tutti i gusti! Chi vuole qualsiasi genere musicale? Chi vuole una combinazione di suoni e parole qualsiasi che volendo si può definire musica? Ho tutto qui, figlioli, qui nel mio grande sacco zeppo di cosette interessanti.

Io credo che la mia generazione sia la più fottuta in gran parte perché la televisione e il computer sono diventati una forza inarrestabile che regola le nostre vite.
Due oggettini tanto potenti quanto pericolosi.

Un mare di stronzate che sommerge i cervelli della mia generazione. Un mare di banalità, di gente che passa e se ne va, di cose che brillano per un istante e poi scompaiono nel nulla.
Un fiume di stronzate piccole e veloci che nascono e muoiono in poco tempo e occupano spazio nelle nostre teste e contribuiscono a generare un gran caos.

E credo che la mia generazione sia confusa da questo caos, credo che siamo tutti più chiusi in noi stessi e più scettici, più inclini a mettere in dubbio le cose.
Non abbiamo più certezze, e anche se ce le abbiamo non riusciamo a crederci veramente.

Siamo in movimento continuo, interconnessi con tutto e tutti, il nostro cervello lavora di continuo e spinge sempre fino al limite del collasso.
Sappiamo troppe cose, e non riusciamo più a distinguere quelle importanti.

Sorridiamo senza allegria. Parliamo senza interessarci di cosa diciamo o di cosa ci dicono. Progettiamo cose che non pensiamo di fare veramente, abbiamo mille idee prive di valore, amiamo senza impegnarci.
Nella storia dell'umanità noi siamo all'apice del consumo di droga, che ci serve per evadere dalla realtà, per illuderci di vivere in un mondo dove si distingue tra bianco e nero.
Io credo che la mia generazione sia grigia. E, cristo, non ci si capisce un cazzo in questa nebbia.