Arrow
Un tizio miliardario e fortissimo decide di combattere il crimine per vendicare la morte di suo padre. BATMAAAN! BATMAAAN! CORRE, CORRE, E’ BATMAN BATMAN, GIRA PER LA CITTA’ PER DIFENDERE LA LIBERTAAA’!!!
Ah no, questo ai cattivi tira le frecce e poi ha un altro nome.
Nel tempo libero ha una storia d’amore tormentata con una tizia che lo odia per buoni motivi ma che sotto sotto lo ama per stupidi motivi. CHISSA' COME FINIRA'.
C’è poco da dire, i creatori di questa serie si sono seduti a un tavolo con le facce tutte serie, si sono guardati fissi fissi negli occhi con sguardo truce e convinto e dopo essersi rimboccati le maniche hanno deciso di fumarsi una canna e scrivere una manciata di stereotipi in mezz’ora e passare il resto della giornata a fantasticare su quanti soldi avrebbero ricevuto dai produttori.
E’ proprio per questo che la serie ha avuto successo ed è stata rinnovata per una seconda stagione, perché un sacco di gente guarda la merda.
Il Trono di Spade
Cavalieri, regine, briganti, zombie, draghi, intrighi, sesso e tette. Toglieteci la noia del Signore degli anelli e rimpiazzatela con la violenza e i dialoghi di Tarantino (l’ho detta grossa). Ecco che ne esce fuori il Trono di Spade.
Questa serie era una bomba sotto tutti gli aspetti fin dall’inizio, soprattutto se affrontata con una minima preparazione stupefacente di base. Ore di discorsi arzigogolati su come quel re potesse fottere quell’altro re uccidendogli la cugina di terzo grado che avevano mostrato nuda nella scena precedente mentre faceva l’amore con il figlio del lord che aveva combattuto contro otto cavalieri sette anni prima per difendere l’onore della sorella della regina.
Roba del genere sembra noiosa sulla carta ma funziona in questa serie, che prende il tipico fantasy-fan, gli tira quattro schiaffi in faccia e gli urla contro SVEGLIATI STRONZO FRODO ERA UNA MAMMOLETTA, e se il fantasy-fan ancora non capisce gli mostra Emilia Clarke nuda così il fantasy-fan inizia ad annuire e corre a scaricarsi le puntate.
Gandalf fatti una sega.
Fast and Furious 6
Ogni anno alla Universal i dirigenti si ritrovano in una stanza illuminata dal sole e dal denaro e si mettono a discutere del nuovo capitolo di Fast and Furious. La discussione si svolge uguale ogni anno e fa più o meno così:
<<Che ci buttiamo questa volta? Dobbiamo dare di più, di più>>
<<Io dico più macchine americane tamarre!>>
<<Io dico di metterci Gal Gadot che fa i sorrisini sexy e ha pure delle gambe chilometriche!>>
<<Mettiamoci un cattivo più cattivo di quello dell’anno scorso, uno che proprio è ricco sfondato ma è talmente cattivo che preferisce passare il tempo a rischiare la vita per rubare e uccidere invece di spendere i suoi soldi su un’isola caraibica in compagnia di quattro fighe!>>
<<Più attori tosti e simpatici che fanno a pugni contro altri attori tosti e simpatici!>>
<<Più esplosioni gigantesche in cui muoiono solo i cattivi o al massimo qualche poliziotto fuori campo!>>
<<Più corse adrenaliniche che sfidano le leggi della fisica!>>
<<Ragazzi, ragazzi.. sono tutte idee magnifiche, ma ci vorranno un pacco di soldi per metterle in pratica.>>
<<Ok, ma ne guadagneremo il triplo.>>
<<Bene è deciso, date la pecunia a qualcuno con una telecamera e andiamo in pausa pranzo che ho un certo languorino.>>
Get Lucky
Il nuovo singolo dei Daft Punk sta spopolando ovunque, e ha aperto alla grande la strada al loro nuovo album, che non ho ascoltato e mai ascolterò, perché se il singolo di lancio consiste in una base dance tutta uguale con un negro che ci canta sopra allora no grazie sono a posto così. Seriamente, questa è una canzone che ti aspetti di trovare a volume basso in uno di quei bar da cocktail a otto euro con l’arredamento in finto metallo e le luci soffuse tendenti al blu. Vaffanculo.
Una notte da leoni 3
Vederlo in streaming con la qualità delle immagini che suggerisce come sarà ritrovarsi la cataratta a sessant’anni non è una giustificazione sufficiente per il grado di squallore a cui sono arrivati. Se il primo era godibile, quasi un piccolo cult, questo è senza ombra di dubbio l’American Pie: il matrimonio della serie.
Non c’è nulla, nulla di ciò che aveva fatto la fortuna e costituiva i meriti del primo film e in misura minore del secondo. Se c’è una cosa che a Hollywood non capiscono è che successo e soldi non ti autorizzano a prendere una cosa bella e torturarla per spremerne ogni singola goccia di linfa vitale. O forse lo capiscono bene, e il problema siamo sempre noi che guardiamo la merda e paghiamo per farlo.
Successo assicurato in Italia, comunque, perché ehi zio nel trailer all’inizio c’è il panzone buffo con la barba che canta con la voce da angelo e quella scena fa troppo ridere zio.
Le tette di Angelina Jolie
Salutiamole con questo doveroso tributo.






