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mercoledì 10 giugno 2015

FEDEZ FERISCEZ FANZ. Scusate per il titolo, è un brutto periodo.


La sapete l'ultima? Sembrerebbe che Fedez abbia ferito una sua fan in discoteca, colpevole di avergli rotto i coglioni per avere un selfie con lui. La notizia non dovrebbe esservi sfuggita se avete un modem a casa.

Appena sono venuto a sapere di questa incresciosa faccenda il mio primo pensiero è stato "Mmh". Non nutro infatti una particolare curiosità per le vicende che riguardano il giovane rapper di Milano -spesso enfatizzate dai media, che sembrano aver trovato la perfetta gallina dalle uova d'oro-, credo che la spiegazione del mio disinteresse vada ricercata nel fatto che a un certo punto della mia vita sono diventato maggiorenne.

MA.

MA questa faccenda ha generato una tale quantità di LOL che non potevo, giuro non potevo passare oltre. Mi sono sentito attratto dall'odore del sangue, come i leoni nella savana quando rincorrono una gazzella ferita, o quando in autostrada incrocio un motociclista morto e rallento per guardare la scena.

Schiere, frotte, greggi di ragazzini e ragazzine -ma anche adulti, anziani, mamme e troll- hanno invaso la pagina facebook di Fedez per lasciare i propri commenti.

Ne ho raccolti un po'. Tenetevi forte.
Ma prima lasciatemi dire due ultime cose:

1. Nessuno usa più il computer, tutti usano il cellulare e per colpa del T9 sbagliano a scrivere. Preferisco credere questo piuttosto che pensare che il corretto uso della lingua italiana sia diventato una barzelletta.
Non voglio fare il grammar nazi, sto solo dicendo che ci sarebbe una Soluzione Finale per questa gente e consiste nel leggere. Tipo un libro, hai presente zio? Sono quei mucchi di carta che metti nello zaino alla mattina per bilanciare il peso e aiutarti a mantenere una schiena eretta che altrimenti sarebbe curva in avanti a forza di stare proteso verso il cellulare a leggere meme di Whatsapp creati da gente che dovrebbe essere nata senza le dita della mano.

2. Quando il sangue ti ribolle nelle vene non c'è niente di meglio del Caps Lock per esprimere le proprie emozioni. Perché se io sono arrabbiato LO DEVO URLARE AL MONDO INGRANDENDO LE LETTERE CAZZO. L'uso indiscriminato del Caps Lock è una di quelle cose che dai per scontate ma che alla fine se guardi bene capisci essere una delle poche, grandi garanzie dell'Internet. Un dogma, una verità intramontabile. Quello, e le pubblicità di milf 40enni che abitano nelle tua provincia e vogliono scoparti perché sei stato il 1000esimo a vincere un IPhone conoscendo un segreto per guadagnare molti soldi in poco tempo.

Okay, basta così. Allacciate le cinture, stiamo per entrare nel magico mondo di chi scrive su Internet: un regno pieno di creature bizzarre e meravigliose. Stringetemi la mano e attenti a non perdervi, non vorrei finiste su Vice a leggere articoli su quale sottocultura giovanile londinese fa più schifo questa settimana.


Questo è uno screenshot del video in cui Fedez spiega la sua versione dei fatti. Scoprire che iPantellas gli hanno messo "Mi Piace" in un patetico tentativo di supporto tra celebrità mi ha disgustato. In seguito, scoprire chi sono iPantellas mi ha disgustato.


Pur di difendere il loro beniamino i Fan di Fedez, che da adesso in poi chiameremo FF, tirano in ballo la muffosa storia della censura da parte dello Stato. E usano locuzioni come "dittatura oligarchica" che dev'essere una nuova categoria di Wikipedia nella pagina "Forme di Governo".



Due cose di questa immagine colpiscono la mia attenzione: la prima è l'oscuro riferimento a Gianni Morandi, la seconda è che il commento più intelligente che ho letto nella pagina in tutta (l'infinita) discussione abbia un numero di "Mi piace" pari a 69. Coincidenza? Io non credo.


E' bello essere un hater. Lo so per esperienza. Qui si sta parlando di Fedez che provoca lesioni personali, e questo stronzo ne approfitta per buttare lì il fatto che la sua musica fa cagare. Non ce ne sarebbe motivo, ma lo fa lo stesso. Perché? Perché di sì. Perché essere hater è uno stile di vita.


Incurante del pericolo, una ragazza risponde per le rime a chi ha osato denigrare le qualità artistiche del suo idolo. Ma l'Internet non ha tempo da perdere con siffatte sciocchezze, e difatti si passa subito ad argomenti più seri: insultare le madri di perfetti sconosciuti tramite un social network, che ormai è diventato il "Che cazzo hai da guardare?" del ventunesimo secolo.


Qualcuno pubblica il link a un finto articolo in cui si dice che Fedez avrebbe ucciso i genitori della ragazza ferita in discoteca. Grazie a dio nessuno si fa giocare da questo volgare trabocchetto.



Quasi nessuno. E' interessante notare però che l'astuto FF che confuta la veridicità del falso articolo abbia come immagine profilo la foto di una rana resa popolare da una stupida catena di Sant'Antonio che risale a diversi mesi fa, segno inequivocabile che passare dal genio all'idiozia è un attimo.


Qualcuno si gioca la carta di Wikipedia per tentare di riportare la conversazione ad un livello civile, ma il solito rumeno irrispettoso rovina tutto.


Ma ecco che come un fulmine a ciel sereno spunta fuori il nome di Fabrizio Corona e in un lampo ci vengono ricordate tutte le tribolazioni con la giustizia che ha dovuto subire e che noi abbiamo dovuto sorbire grazie all'efficiente macchina mediatica italiana. Funziona, ora questa storia di Fedez sembra un po' meno fastidiosa.


CAPS LOCK e insulti gratuiti all'arte del rapper. Un binomio che regala soddisfazioni.


Una FF inviperita fa sentire la sua voce. "Cosa hai raggiunto TU nella vita, critico musicale di stocazzo?"
Questo è il messaggio che la collerica Elisa esprime senza mezzi termini. E senza mettere le vocali tra le n.


La (meravigliosa, concedetemelo) risposta di Stefano non si fa attendere. Purtroppo si scopre che è un troll e che la sua è solo una provocazione: si è tradito quando ha dichiarato di avere un lavoro a tempo indeterminato a 40 anni.
(Ah, faccio pure satira sociale! Mi sento come Zerocalcare ma senza tutto quel gergo romanesco che fa tanto, tanto ridere)


Oh, se non ci mettono in mezzo Berlusconi non sono contenti.


Il paragone con Davide e Golia raggiunge picchi sublimi, in particolar modo quando usa l'espressione "noi siamo i tuoi sassolini" e in un sol colpo fa coming out e dichiara al mondo la sua omosessualità. Bravo Alberto, ci vuole coraggio.


A quanto pare Fedez si è difeso affermando di essere stato lui stesso la vittima di un'aggressione. Bene. Ora pensate all'insulto più originale per rispondere al commento di Ketty e poi leggete qui sotto e scoprite se ci siete andati vicini.


E niente, è proprio vero: siamo un popolo di poeti.


"E allora? Tu che hai risposto?"
"Ci ho pensato su un po'... e alla fine gli ho detto di sì!"
"Fantastico! Io l'ho sempre detto che era l'uomo per te"
"Hai ragione. E' una persona che dice quello che pensa, che sa stare in compagnia e prendere la vita con leggerezza, e poi non è il tipo da lancio di oggetti su persone"


Povera Giusy, non sa che quella dei suoi amici che vengono picchiati dalla polizia è tutta una farsa perché non vogliono passare il tempo con lei.


Se gli amici di Giusy hanno il suo stesso quoziente intellettivo probabilmente con quel "provveduto a portare all'attenzione di chi di dovere" significa che sporgevano denuncia ai poliziotti che li picchiavano.


Paragono Fedez a Pasolini e poi vado a votare, that's how i roll baby.


Io mi sono fermato a "idiota" e per me il commento era assolutamente sensato.


Mi lascia basito il collegamento tracciato da Eleonora tra la situazione in cui si trova Fedez e il mistero della carnagione di Michael Jackson, ma la cosa che più stupisce è che abbia scritto correttamente la parola "vitiligine". Probabilmente era da qualche parte in uno dei diecimila testi di Vasco.


Finalmente una testimone attendibile! Maria ci ricorda che, in quanto persona vicina al rapper, può parlare con cognizione di causa. Lo conosce bene. Il suo profilo facebook non lascia dubbi.


E questa unica, triste foto toglie ogni dubbio a riguardo. Grazie mille Maria, salutaci Fedez.


Ah va beh, allora non aggiungo altro. Quando entra in gioco l'infallibile giustizia di Dio, io mi faccio da parte e aspetto che le cose si sistemino per il meglio. Lode al Signore!



venerdì 5 giugno 2015

R.I.P. Ray Bradbury


22/08/1920
05/06/2012

Tre anni fa ci lasciava Ray Bradbury, uno scrittore che aveva idee geniali e le metteva su carta con innata eleganza.
Se non avete mai messo gli occhi su qualcosa di suo fatevi un favore e andate in biblioteca a prendere un suo libro: sarà sicuramente meglio che leggere qualsiasi altra cosa troverete oggi sul web.


***

  <<Dunque>> cominciò la ragazza <<ho diciassette anni e sono pazza. Mio zio dice che queste due cose vanno sempre insieme. Quando qualcuno ti chiede quanti anni hai, mi ha detto, tu dì sempre diciassette e che sei pazza. Non è forse una bell'ora questa, di notte, per fare due passi? Mi piace sentire l'odore delle cose, guardare come sono fatte, e alle volte resto alzata tutta la notte, a camminare, e a vedere il sole che si leva.>>

(Fahrenheit 451)

  Cecy cadde -fogliolina verde- in quel pozzo. Acquattata tra il muschio, alzò lo sguardo attraverso liquidi strati di buio. Poi si incarnò in una guizzante, invisibile ameba. Quindi in una goccia d'acqua. E infine, persa in una fredda ciotola di metallo, si sentì sollevare alle calde labbra della ragazza. Nel silenzio, ci fu un tenue gorgoglio di acqua che veniva bevuta.
E ora Cecy guardava attraverso gli occhi della ragazza.

(La strega d'aprile)

  <<E cosa venne poi?>>
<<Venne il silenzio. Dio, fu bellissimo.>>

(L'assassino)


martedì 12 agosto 2014

Addio a Robin Williams, attore che ultimamente faceva un po' cagare

Robin Williams si è ucciso.
Lo so: sembra incredibile che quel brillante e idealista professore dell'Attimo fuggente abbia potuto fare una cosa del genere.
Se la razza umana riuscisse per un attimo a smettere di frignare come una ragazzina potrebbe anche riuscire a rendersi conto di un paio di cosette:

1. I personaggi dei film e le persone che li interpretano SONO DUE COSE DIVERSE.

2. Robin Williams era un alcolizzato

3. Robin Williams era giù di morale perché gli avevano cancellato la serie tv Crazy Ones dopo una sola stagione

4. La serie tv era un ripiego per far soldi in fretta, dato che Williams aveva perso una gran quantità di denaro per colpa del terzo divorzio

5. La filmografia recente di Robin Williams è costellata di film di scarso valore che, come la serie, gli servivano solo per ammucchiare un po' di soldi

RICAPITOLIAMO

Robin Williams era un pluridivorziato alcolizzato senza soldi e con una carriera lavorativa insoddisfacente e inadeguata che rifletteva il suo triste declino come uomo, marito e lavoratore.

Adesso tutto il mondo si sta sperticando in una marea di cordoglio e affetto, in primis la moglie che si è intascata molti dei suoi milioni di dollari, nonché la simpatica comunità di Hollywood che ha una certa abilità nello spremere fuori le ultime gocce vitali dai vecchi attori in disuso prima di lasciarli scivolare nell'oblio di "quelli che non ci fanno più guadagnare abbastanza soldi".

Ma è divertente vedere come l'opinione pubblica sia così incredibilmente irrazionale e pronta a rievocare il passato usandolo come uno scudo, perché è vero, si stava meglio una volta, ai tempi d'oro, quando Robin era uno dei simboli della gloria e potenza del cinema che ci fa tanto sognare.

Quindi chiudiamo gli occhi di fronte alla brutta piega che aveva preso la vita di questo vecchio attore che per noi era un carissimo amico e continuiamo a celebrarlo come se fossimo ancora fermi negli anni '90, sbattendocene i coglioni di quanto schifo al cazzo avesse fatto negli ultimi quindici anni.

Ritorna con quel naso rosso del cazzo quando starò vomitando sangue, buffone


giovedì 5 dicembre 2013

RIP Nelson Mandela

Tranquilli, non c'è bisogno che vi affanniate a cercare aforismi ad effetto su Wikiquote o che vi mettiate a spulciare pagine web mai viste alla ricerca di un'immagine da postare su Facebook che possa esprimere al meglio il profondo cordoglio che state vivendo. Ho qui la soluzione, condividete pure e non ringraziatemi:

domenica 1 dicembre 2013

RIP Paul Walker

Sarebbe troppo facile fare dell'ironia di cattivo gusto sulla tragica morte di Paul Walker. Ma d'altronde qui non siamo di certo in un circolo per gentiluomini.


mercoledì 20 novembre 2013

La mafia uccide solo d'estate, ovvero perché Pif ce lo butta al culo



Il Testimone Pif approda al cinema. Dopo aver passato gli ultimi cinque anni a condurre un programma su MTV che tra le altre cose ha illuminato i più gggiovani su chi sia veramente Fabri Fibra e su cosa significhi essere un transessuale al giorno d'oggi -e la risposta è no, non si tratta della stessa puntata- ora Pif ha deciso di passare al cinema, e quale modo migliore per iniziare se non quello di cimentarsi con un tema come quello della mafia?


Sì, perché Pif è palermitano, e si sa che qualsiasi essere umano da Roma in giù è autorizzato a discutere della mafia e venire preso sul serio a prescindere se quello che dice è roba seria o cazzate qualunquiste.

Il suo film si intitola La mafia uccide solo d'estate, titolo divertente e poetico al tempo stesso che esprime con immediatezza il sapore generale che permea la visione artistica di Pif in merito a tale progetto, o almeno così ha detto il mio barbiere mentre mi tagliava i capelli.

Infatti Repubblica già ci informa che il film è un misto di tragedia e commedia:

"Della mafia si può ridere, anzi, si deve ridere".

Pif e qualunque altro giornalista leccaculo non fanno che ripetere questo concetto per promuovere al meglio il film, e io personalmente sono sicuro che questa sia la strategia giusta: infatti è da una vita che noi italiani non facciamo altro che assistere come spettatori paganti ridendo come sciocchi mentre guardiamo la mafia che fa il cazzo che le pare. E' una formula collaudata, il successo del film è assicurato.

L'illustre critico televisivo Aldo Grasso scrive di Pif: "Il suo è un giornalismo d'inchiesta innovativo che ha molta presa sul pubblico più giovane: quella di Pif si potrebbe definire un'antropologia light."


Dimenticatevi per un istante di Aldo Grasso e di quella viscida patina di indulgenza e buonismo che spande a piene mani nelle sue illustre recensioni di stocazzo e soffermatevi sui punti salienti della frase qui sopra: Pif fa un giornalismo innovativo che piace ai giovani perché è light. La chiave di tutto è proprio la parola light, perché l'unico modo di trattare un argomento in modo fresco e originale e di farlo piacere ai giovani è farlo alla cazzo di cane in modo light. Se no quelli là mica lo capiscono!

Mi sembra cristallino. I giovani di oggi sono un gruppo di idioti disillusi dalla società e inclini al pressapochismo, cultori della mediocrità e lontani dai valori di una volta; per cui ecco il modo giusto per far presa su di loro e insegnargli qualcosa a 'sti figli di buonadonna che non hanno mai combattuto una guerra o visto una bomba in stazione alla tv: farlo light.

Perché i nostri cervelli sono stati traviati in età prescolare dalla frocesca dolcezza di Bim Bum Bam e quindi non siamo stati in grado di sviluppare una mentalità aperta e critica! Dateci tutto quello che potete di light, per favore! Solo così la mia debole mente ancora imbevuta della sigla di Lady Oscar potrà maturare e conoscere il fantastico mondo di argomenti per adulti che voi riconosciuti intellettuali italiani sapete esplorare meglio di me.

I miei occhi sono ancora troppo deboli per aprirsi e rischiare di contemplare la cruda realtà che mi circonda senza che mi venga un embolo fulminate.

Oh luminari italiani, oh dei del tubo catodico, spargete sul mio viso avido di maturo paternalismo il caldo seme della conoscenza che sgorga copioso dai vostri saggi membri di acculturati, vi prego.

Ma non  fatemi troppo male quando lo fate. Voglio che sia tutto light, eh, che se no stanotte c'ho gli incubi.


mercoledì 6 novembre 2013

Il 21 Novembre il cinema italiano risorgerà


Il 21 Novembre uscirà al cinema il primo film di Paolo Ruffini.
PAOLO RUFFINI.
Si intitola Fuga di cervelli, e dalle prime anticipazioni si può intuire che la storia è quanto di più originale sulla scena cinematografica attuale: uno sfigato si innamora di una figa che non lo caga, allora andrà in l'Inghilterra per cercare di conquistarla in compagnia dei suoi amici bizzarri.
GENIO. ARTISTA. VISIONARIO. INNOVAZIONE, ARIA FRESCA, SVECCHIAMENTO.
Il futuro del cinema italiano in posa per i posteri.

Ovviamente non stiamo parlando di una squallida operazione commerciale ispirata ai famigerati cinepanettoni. Come lo stesso Ruffini ci spiega, la comicità che pervade il film è molto più americana e spazia da South Park ai Goonies, da Una Notte da leoni ai fratelli Marx. "E' un American Pie all'italiana", afferma il regista.

AMERICAN PIE ALL'ITALIANA.

Bisognerebbe fare un attimo mente locale e ricordare che American Pie è uscito 14 anni fa. Come al solito in Italia abbiamo bisogno di un genio di alto livello per assorbire e metabolizzare ciò che di più buono ci offre la cultura americana, con un tempismo che ha dell'incredibile. Mi aspetto al più presto il nuovo Rain Man all'italiana, con Claudio Bisio e Alessandro Siani nelle parti che furono di Cruise e Hoffman. Sarà bello cercare di indovinare chi dei due interpreta il ritardato.



La cosa bella è che i giornali che ne parlano considerano questa "coraggiosa" affermazione di Ruffini come un punto a favore per il film ignorando il fatto che, a riguardarselo oggi, ci si mette meno di dieci minuti a rendersi conto che American Pie era un film per dementi.

Uno dei punti che probabilmente renderà felici chi come me si ostina a tenere un blog di opinioni personali nel 2013 (consapevoli che ci siamo illusi e che l'epoca d'oro dei blog di questo genere è finita circa, mmh, non è mai iniziata) è che nel cast ci saranno numerose web star -o "coglioni famosi su Internet", se volete- che ci allieteranno con la loro simpatia, finalmente su grande schermo! E tutti sappiamo quanto i blogger siano tolleranti gli uni con gli altri e sempre pronti a giudicare sotto una luce positiva il lavoro svolto dai propri colleghi, quindi mi aspetto una valanga di recensioni positive nel prossimo futuro.

Ecco chi comparirà nel film:

Frank Matano, quello con l'accento terrone che fa video stupidi simpatici su Youtube. PERCHE' I COMICI CON L'ACCENTO DEL SUD FANNO ANCORA RIDERE NEL 2013, QUASI COME QUELLI CON L'ACCENTO ROMANO. Voglio ringraziare Zelig che anni fa per primo ha lanciato questa tendenza che ancora oggi mi regala intense soddisfazioni quando odo un napoletano dire minchia e il pubblico che scoppia in applausi scroscianti.

Il duo comico dei Panpers, che scopro solo ora essere presenza fissa di Colorado Café, il che spiega perché non li conoscevo. Che dire? L'esperienza di vita mi insegna che Colorado Café ha un target di pubblico che va dai 3 ai 9 anni, vorrà dire che accompagnerò il mio nipotino al cinema a vedere questa roba.

Willwoosh, quello dei video su Youtube di cui ho già parlato. Nel film interpreta un fattone di nome Lebowski, chiaramente ispirato al celebre personaggio dei fratelli Coen. Quando i fratelli Coen moriranno io prenderò un aereo che mi porterà in America e una volta trovato il luogo dove saranno sepolti mi ci piazzerò sopra e dal mio iPhone di ultima generazione farò partire il trailer di Fuga di cervelli, poi rimarrò in attesa che i loro corpi putrescenti inizino ad agitarsi nella tomba. Forse ora vi state chiedendo: a cosa è servita questa articolata e ridicola presa di posizione? Niente, è che quando il nome di Willwoosh si infila nel mio campo visivo mi assale una tale amarezza che mi fa sragionare e davvero non so neanche come esprimerla.

Ci vediamo più avanti per la recensione. Intanto favorisco il trailer, tenete presente che la parte più divertente è al minuto 4:17.




lunedì 22 luglio 2013

Willwoosh, lo youtuber italiano

Oggi se sei giovane la popolarità o la acquisti sul web o ad Amici. E visto che Amici è un programma squallido e degradante, è preferibile filmare la propria mediocrità all'opera e caricarla su Youtube nella speranza che ragazzine tredicenni clicchino abbastanza volte su "Mi piace" per diventare qualcuno.

Ecco a voi il degno erede di Fabio Volo. Perché se c'era qualcosa di cui noi tutti sentivamo la mancanza era un altro tizio autoironico, belloccio e insofferente ai rigidi dettami dell'intrattenimento programmato che conducesse un programma su Radio DeeJay e finisse a recitare in commedie romantiche all'italiana.
Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh. Fatevi una cultura.



domenica 13 gennaio 2013

Berlusconi Show

2013: Il comico si ricandida. Guarda Berlusconi Show, lo spettacolo comico più longevo e amato dagli italiani. 




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venerdì 4 gennaio 2013

Rita Levi Montalcini


Per chi se lo fosse perso, il 30 dicembre 2012 Rita Levi Montalcini è passata a miglior vita. Il che è stato utile come argomento di conversazione durante i cenoni di capodanno di mezza Italia.

<<Buon appetito!>>

<<Altrettanto!>>

<<Qualcuno mi passa le patate?>>

<<Ecco qua>>

(silenzio imbarazzante)

<<Ehi sapete che è morta la Montalcini?>>


Il web italiano si è diviso tra chi pubblica sincere ed appassionate dichiarazioni di stima e ammirazione per la sua lunga e prestigiosa vita e chi invece si diverte a sbeffeggiare la defunta scienziata con velenose frecciatine sulla sua veneranda età e il suo aspetto da mummia incartapecorita.

Inutile dire che noi della sua lunga e prestigiosa vita ce ne sbattiamo le palle.

Ecco a voi quindi una speciale intervista in esclusiva con il premio Nobel Rita Levi Montalcini dopo la sua morte. Ebbene sì, signori, avete capito bene: i miei recenti studi sul paranormale e sulla comunicazione tra le anime dei vivi e dei defunti mi sono serviti per ottenere in esclusiva mondiale una speciale intervista con l’ex centenaria più famosa d’Italia.

INTERVISTA CON RITA LEVI MONTALCINI MORTA


Intervistatore (Int):  Innanzitutto vorrei ringraziarla per aver accettato di sottoporsi a questa intervista nonostante lei sia morta. Posso intuire che sia ancora sotto choc e che l’idea di rispondere alle domande di uno sconosciuto le sembri una ben futile cosa rispetto all’aver appena abbandonato il mondo terreno.

Rita Levi Montalcini Zombie (RLMZ):  In verità la cosa che mi sembra più futile in questo momento è la soddisfazione che provai vincendo il Premio Nobel per la Medicina.

Int:  Ma la stampa italiana non fa altro che ricordare il fatto che le venne conferito quel prestigioso riconoscimento!

RLMZ:  Io posso solo ricordarti il fatto che sono morta e che ora quel prestigioso disco dorato mi torna utile come un coriandolo quando finisci la carta igienica.

Int: Capisco. Comunque, inizierei chiedendole se questa sua nuova situazione da defunta le è d’ispirazione per eventuali nuovi studi scientifici.

RLMZ:  All’inizio avevo pensato di esaminare il mio attuale stato di donna morta da un punto di vista scientifico: in particolare volevo appurare se esistessero delle correlazioni tra i miei vecchi studi sulle fibre nervose e il mio culo stecchito, ma la totale mancanza di apparecchi scientifici mi ha convinto a desistere dai miei illuminati propositi.

Int:  Sarebbe a dire?

RLMZ:  Che non ho neanche un cazzo di microscopio qui.

Int:  Oh. Se non sono indiscreto, cosa intende con “qui”?

RLMZ:  Da un punto di vista scientifico, uso il termine “qui” per indicare il luogo in cui mi trovo ora e che purtroppo non è analizzabile né localizzabile con la tecnologia che possediamo, anzi, possedete voi viventi. Dal punto di vista filosofico o religioso che dir si voglia, suppongo di trovarmi nell’aldilà. Dal mio punto di vista personale, posso dire che sono morta e che quindi non c’è proprio un cazzo da dire.

Int: Vede qualcosa di singolare? Percepisce, sente qualcosa che può descriverci e aiutarci a capire com’è fatto il luogo in cui si trova?

RLMZ:  No. Sono morta, coglione. Quando sarai morto anche tu scoprirai com’è fatto qui.

Int:  Certamente. Ha incontrato qualche divinità o spirito nel luogo in cui si trova ora?

RLMZ:  Sono atea. Non credo in Dio.

Int:  Capisco.Questo forse spiega perché lei ora si trovi in una specie di limbo spaziotemporale dove non c’è nulla. Esistono diverse teorie secondo le quali dopo la morte l’anima continui ad esistere in una realtà in cui si credeva da vivi.

RLMZ:  Sì, ne avevo sentito parlare. E il fatto che me lo ricordi ora mi fa un po’ incazzare.

Int:  Avrebbe potuto credere in qualcosa finché era in vita.

RLMZ:  Ero una scienziata. Non potevo verificare se ci fosse vita dopo la morte.

Int:  Già. Mi dispiace. Tornando a noi, ora che è morta pensa di poterci dire la verità sui  suoi ultimi anni di vita? Molti ritenevano che lei fosse diventata un po’, per così dire, rimbambita.

RLMZ:  Non direi rimbambita, ma di sicuro avevo seri problemi a ricordarmi i nomi. E avevo la vagina così secca e polverosa che pisciare era diventato una tortura. Inoltre non ci vedevo un cazzo e respiravo a fatica, muovermi mi costava sofferenza, non avevo più molto appetito e praticamente non sentivo più i sapori.

Int:  Sembra terribile. Ma non era lei che aveva dichiarato riguardo al suo fisico provato dalla vecchiaia “Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”?

RLMZ:  Ero una mummia con la pelle più secca del Sahara e secondo te quello che conta è la mente? Dillo alla badante che mi lavava tra le chiappe con una spugna una volta a settimana.

Int:  Lei da viva è stata criticata per il suo ruolo da senatrice a vita.

RLMZ:  Ricordo. Le critiche si rivolgevano in particolare alla mia età avanzata e all’elevato onorario che ricevevo. Posso solo dire che non me ne frega un cazzo, sono morta ora.

Int:  Questa intervista si rivelerà controproducente se non la smette di usare il suo status di morta come pretesto per infischiarsene di tutto ciò che ha a che fare col mondo dei vivi.

RLMZ:  Me ne infischio altamente anche di questa stupida intervista.

Int:  Se la mette così, direi che possiamo concludere qui. Le porgo un’ultima domanda prima di salutarla: in un’intervista di qualche anno fa lei dichiarò che la più grande invenzione del secolo era stata Internet. Ora, telepaticamente, le mostrerò in sequenza un album di foto di gattini pucciosi che sbadigliano, le farò leggere una decina di battute e post umoristici presi a caso da vari blog satirici, le mostrerò una manciata di video porno in cui dei negri superdotati pisciano in bocca a vecchie sessantenni con flosce tette rifatte, le farò fare un giro sulle pagine facebook di dieci ragazzine italiane scelte a caso di età compresa tra i tredici e i diciotto anni, ci guarderemo insieme ogni singolo link che troveremo sulla colonna destra di Repubblica che parla di avvenimenti recenti nella vita di personalità famose, navigheremo per un po’ tra forum che trattano di Naruto e dell’ultima stagione di How i met your mother, ascolteremo Gangnam stylee il Pulcino Pio per qualche ora, ci leggeremo qualche paginetta di Nonciclopedia, guarderemo qualche video tutorial su come ottenere un make-up da principessa, dopodiché le chiederò nuovamente la sua opinione su Internet.

(qualche ora dopo)

Int:  Signora Montalcini, in un’intervista di qualche anno fa lei dichiarò che la più grande invenzione del secolo era stata Internet. Cosa ne pensa a riguardo?

RLMZ:  Che anche i geni sparano stronzate.



venerdì 20 aprile 2012

Grillo, Marracash, De Filippi, Nonciclopedia



Avete presente quell’idea più che abusata da cinema e tv in cui l’eroe di turno torna indietro nel tempo e in base a cosa fa o a cosa non fa può cambiare lo svolgersi degli eventi e magari regalare all’umanità un futuro migliore?
Ecco, dal momento che il viaggio nel tempo non è ancora disponibile nella lista di applicazioni per l’IPhone suppongo che l’idea di cambiare il futuro in meglio dovrebbe essere accantonata. Giusto?

No.

Grazie alla mia strepitosa capacità di capire se una persona ha il diritto di vivere o morire –abilità che a quanto pare abbiamo solo io e un tizio che certi chiamano “Dio”- posso rivelare senza troppi problemi la lista di esseri umani la cui morte gioverebbe alle generazioni future e cambierebbe il corso della storia.

Ora, chiariamoci: non sto suggerendo un’operazione di stampo terroristico volta a eliminare fisicamente individui di dubbia utilità per il genere umano, ma nel caso venissero accidentalmente uccisi da un coraggioso lettore del blog desideroso di acquistare fama immortale nei secoli dei secoli, beh, chi potrebbe biasimare tutto ciò?

DEATH LIST

Beppe Grillo

Ora che destra e sinistra sono nella merda e giorno dopo giorno procedono verso lo sfacelo completo, chi pensate che prenderà il loro posto alla guida di questa Italia malata?
Chi, tra tutti i buffoni che pretendono di avere la soluzione in tasca, ha l’atteggiamento giusto per pisciare in faccia alla vecchia classe politica e proporre un nuovo modo di governare? 
Chi rappresenta meglio di tutti l’italiano medio, incazzato e voglioso di cambiamenti? 

Esatto, il degno erede di Mussolini, il signor Beppe “Vaffanculo” Grillo.
Grillo, una figura carismatica e dai modi decisi e autoritari che predica la completa eliminazione del vecchio sistema politico. Ah, le coincidenze. Non vedo l’ora che quel ciccione sudato salga al potere e che le cose inizino ad andare meglio per tutti. Subito prima di andare peggio.

Marracash

C’era una volta l’hip hop, c’era una volta il rap, c’era una volta MTV, c’era una volta la musica.
Poi, col tempo, MTV ha iniziato a fare soldi grazie a ragazzini giovani e inesperti con genitori privi di cultura musicale che hanno permesso ai loro figli di ascoltare qualsiasi cosa e hanno regalato loro l’album di Britney a Natale ’99.
Da cosa nasce cosa, e col tempo questi ragazzini musicalmente ritardati hanno consegnato il potere a loschi figuri che hanno rovinato ogni tipo di genere musicale. Anche l’hip hop ha fatto questa brutta fine come tutti gli altri, con la differenza che da qualche anno a questa parte ha raggiunto livelli di popolarità più alti.

Ecco allora che nasce MTV Spit, condotto da Marracash, un programma che vede ragazzi coi pantaloni larghi sfidarsi a colpi di rime del tipo “ciao” e “miao” per conquistare il titolo di Rapper più figo coi pantaloni bassi che va in tv.

L’idea che il rap sia un genere musicale libero e volutamente sfacciato e fondamentalmente contrario alla commercializzazione -che per forza di cose ne danneggia i contenuti ammorbidendoli per adattarli a un pubblico più ampio-, beh, questa idea di come dovrebbe essere il rap è stata definitivamente stuprata, uccisa e sepolta il giorno in cui Marracash ha firmato con una X il contratto che Il Signore Del Male (MTV, per comodità) gli ha messo sotto il naso per convincerlo a lavorare per lui.

Grazie a questo pseudo-rapper migliaia di ragazzini cresceranno con la convinzione che non c’è modo migliore di esprimere il proprio disagio giovanile andando in tv e cantando “politici del cavolo vi sbatto sotto al tavolo”, mentre tutti coloro che hanno una semi-decente infarinatura di musica hip hop sanno benissimo che “mafiosi del cazzo chiusi nel vostro palazzo vi strappo i coglioni brutti culattoni” rende meglio l’idea.

Il problema è che c’è una piccola clausola nella musica italiana di un certo livello per cui se nelle tue canzoni inserisci parole come cazzo e culattone non parteciperai mai a Sanremo e non beccherai mai un soldo, il che, a lungo andare, spinge anche i più abili e promettenti cantautori ad abbandonare i loro sogni e a tornare a fare i commessi alla CraiMentre Marracash sniffa righe di cocaina dal ventre di una snella diciottenne croata e continua a sfornare successoni politicamente corretti.

Maria De Filippi

Quando ero più piccolo e ingenuo c’era questa ragazzina che mi piaceva e che guardava Saranno Famosi di Maria De Filippi.
Io a quel tempo ero così stanco di masturbarmi e il culo di questa ragazzina era così incredibilmente rotondo che decisi di appassionarmi forzatamente al programma, così da avere un bell’argomento di conversazione che aiutasse le mie mani a compiere quel fondamentale passaggio dell’adolescenza che va dal proprio cazzo al sedere in carne e ossa di un esponente di sesso femminile.

Sono passati molti anni, e oggi mi pare che quel programma si chiama Amici, e continua ad avere un successo inaffondabile, e solo ora so spiegarmi il perché: ragazzine dal bel culo ma dall’intelligenza difettosa insistono nel guardarlo sognando una vita migliore fatta di canti e balletti e ragazzi con tatuaggi tribali su bicipiti scolpiti; e giovani ragazzi terrorizzati dall’idea di tornare a farsi qualche sega di tanto in tanto insistono a guardarlo allo scopo di carpire l’oscuro segreto che affascina così tanto le ragazzine e che permetterà loro di trasformarsi in tronisti di provincia e ottenere scopate garantite.

Se tutto ciò ha un suo senso alla spensierata età di tredici anni, quando ognuno di noi è alla ricerca del proprio stile e la De Filippi te ne offre uno semplice e apparentemente vantaggioso su di un piatto d’argento, beh, lo perde drasticamente quando di anni ne sono passati dieci e tu sei ancora una ragazzina con i poster del tizio di Smallville appesi in camera, le unghie finte ricoperte di sudicie farfalline di plastica rosa e un lavoro come assistente parrucchiera nella bottega della cugina di tua madre.

La De Filippi crea da anni generazioni di mostri lampadati convinti che i jeans strappati, cocktail a base di Red Bull e magliette da quaranta euro in su siano l’unico modo per vivere una vita piena e soddisfacente.

Il mondo di Nonciclopedia

I tizi che scrivono su Nonciclopedia e quelli che la trovano divertente sono una categoria di gente che andrebbe soppressa subito.
Solitamente sono i classici tipi che dichiarano di disprezzare la comicità di Zelig e Colorado Café e poi vanno a leggersi la pagina dei Teletubbies su Wikipedia e si spanciano dal ridere scambiandosi dei cinque mentali telepatici e sprizzando ROTFL dal pisello.

Da nonciclopedia.wikia.com, “Teletubbies”:

I Teletubbies (che poi non sono altro che fantocci posseduti dal demonio, con la carica sessuale della signora in giallo) nascono dalla mente schizofrenica di Agnese Gnagna, ideatrice di programmi per bambini, satanista, dog-sitter, endocrinologa, serial killer e grande burlona, oggi defunta per overdose di Dado Star. La Gnagna, nel novembre 2002, raccontò ai microfoni di Radio Crosta come nacquero i Teletubbies: "Una notte, dopo un'enorme abbuffata di tiramisù al curry con vongole radiottive alla salsa viennese, vomitai copiosamente nel bidet: nella pozza di vomito, fra il mascarpone, il ketchup e le banane ammuffite, vidi, allora, quei quattro esserini sorridermi. Il giorno dopo, mi cucii un'enorme tutona gialla, mi piantai un'antenna della TV nel culo, cosa che mi procurò una sbrodolata di diarrea, e me ne andai a fare la spesa. Era finito il ketchup".

Pazze risate in sala, suppongo.

La comicità, la satira, lo sfottò, se usati bene, sono un’arma di distruzione di massa più forte di quanto si creda.
Ogni buona risata contiene una piccola riflessione. Il problema di Nonciclopedia è che degli idioti insegnano ad altri idioti a ridere senza motivo.

Un bambino di cinque anni che ripete “merda” fa ridere tutti gli altri bambini di cinque anni che lo ascoltano, non perché la parola merda abbia qualcosa di buffo, ma perché è una parola proibita, una parola usata dagli adulti, è la rottura di un tabù che scatena ilarità, perché mostra la parola merda da un altro punto di vista e la rende più umana (cosa c’è di più umano della merda?) e meno intoccabile.

Un ragazzo di vent’anni che ripete “merda” e fa ridere tutti gli altri ragazzi di vent’anni che leggono è un coglione che è rimasto indietro e si rivolge a gente rimasta indietro come lui.
L’evoluzione è un concetto relativo.