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martedì 17 giugno 2014

Maledetti assassini, li ucciderei

Hanno arrestato il presunto assassino di Yara Gambirasio. Prevedibile la reazione dell’opinione pubblica: immaginatevi l’odio per Michele Misseri ma senza le battute sull'analfabetismo.
L’assassino di Yara sarebbe figlio illegittimo di un autista di autobus e avrebbe tre figli. Perché a noi non tocca mai l’affascinante psichiatra single?


Questa vicenda tirerà fuori ancora una volta il peggio degli italiani: sono già apparsi in rete messaggi che inneggiano alla pena di morte e si augurano che i detenuti del carcere gli usino violenza fisica per punirlo. Più o meno quello che aspettava Prandelli se non avesse vinto con l’Inghilterra.

Un duro colpo per gli animalisti

Ho paura che tutto questo casino mediatico finirà per oscurare le notizie veramente importanti: Venditti ha cantato Notte prima degli esami, la notte prima degli esami. Il sistema funziona. Se penso alla mia maturità mi sento male, piuttosto che affrontare di nuovo quell'insopportabile tortura preferirei essere accusato dell’omicidio di Yara. Di nuovo.

Altra notizia del giorno: Schumacher si è svegliato dal coma. Purtroppo non gli è bastato per vincere. I medici affermano che rimarrà per sempre invalido e avrà bisogno dell’aiuto degli altri per vivere. La buona notizia è che potrà ancora strizzare l’occhio sinistro per i suoi fan.

Novità anche dal mondo della politica: Grillo apre a Renzi, o Renzi apre a Grillo. Dipende da quale stronzata vi piace di più. I due leader vogliono trovare un accordo sulla legge elettorale: c’è davvero bisogno di un’altra battuta? Forse è bene ricordare ancora una volta che Renzi è diventato premier senza che nessuno lo abbia votato.

Di tutti quelli che si potevano non votare, perché hanno messo a capo del governo proprio Renzi? Non ci serve la sua figura piaciona e propositiva -io avrei non votato un leader forte, con le idee chiare e l’arroganza necessaria per portarle avanti. Vegeta, per esempio- e non ci serve l’ennesimo politico che parla a vanvera senza concludere niente: abbiamo visto tutti che con Berlusconi non ha funzionato. Massaggiamoci le tempie e concentriamoci fortissimo e sono convinto che questa volta ci metteremo solo dieci anni per capirlo.

Ma passiamo all’ennesima figuraccia della politica italiana: dopo la vittoria della Nazionale, fa il giro d’Europa la notizia che Gasparri ha apostrofato gli Inglesi su Twitter chiamandoli “boriosi coglioni”. “Indios di merda” se lo tiene per l’Uruguay.

D’altronde si sa che per gli italiani il calcio è una questione di pancia. Ricordo ancora la vittoria ai Mondiali del 2006: strade invase da folle grintose e urlanti, nell’aria il suono assordante di botti e sirene e clacson, negli occhi di tutti una luce che brilla e dice: fieri di essere italiani. E’ commovente vedere quanto facilmente si riempia una piazza per un evento sportivo mentre per una protesta democratica ci si ritrova in quattro gatti scoglionati ad attaccare volantini e sbattere un cucchiaio in una pentola.



giovedì 17 aprile 2014

L'ennesimo post politico (ma con la droga e la figa)


Ho accolto con estremo piacere la notizia della condanna di Berlusconi, soprattutto perché me l’ha data una marocchina diciottenne raccattata alla stazione mentre era intenta a succhiarmi lo scroto con la sua lingua ruvida e sbarazzina.

Personalmente credo che questa cazzata dei servizi sociali non sia altro che una sciocchezza costruita a tavolino per tenere a bada gli intellettualoidi di sinistra, così che possano scambiarsi pacche sulle spalle e proclamare a gran voce con malcelato senso di superiorità “Ecco cosa si merita chi non rispetta la legge!” prima di cominciare a rollare canne.

Ma mi rendo conto che questa mia teoria sembra una cosa da complottisti del M5S, personaggi così dediti a trovare sempre il lato negativo delle cose che se vedessero Berlusconi decapitato con una mossa ninja da un partigiano novantenne handicappato e senzatetto invece di esultare sarebbero capaci di sostenere che è tutta un’allucinazione causata dalle scie chimiche.

Perché i movimenti popolari di protesta devono sempre puntare su queste baracconate pseudoscientifiche per rinsaldare la loro posizione? Scie chimiche, Internet come democrazia, banner da inserire nel codice HTML del blog che dovrebbero salvare le balene finlandesi? Sul serio?
E’ troppo sognare un mondo in cui un gruppo di gente desiderosa di cambiamento riesce ad organizzarsi in modo pacifico e non violento e porsi degli obiettivi seri, delegando la rappresentanza a gente giudiziosa e responsabile delle proprie azioni, con l’intento di creare un paese migliore in cui vivere? Ma questo non è il momento né il luogo per parlare dei miei deliri da acido.

Voglio dire, io a gente come Grillo non affiderei il mio cane nemmeno per mezz’ora, per paura che lo metta in vendita sul suo blog trovandogli un posticino pubblicitario in mezzo alle offerte di DVD e magliette del M5S in cotone equosolidale prodotte senza uccidere balene finlandesi.

Ma torniamo a parlare di Berlusconi. E della sua lingua ruvida e sbarazzina.

Il dibattito mediatico che si è sviluppato in questi giorni ha spaccato in due il paese: da una parte ci sono coloro che ritengono una simile condanna troppo lieve e tardiva e che comunque la carriera politica dell’ex-premier avrebbe dovuto concludersi prima, dall’altra quelli che quando si fermano al distributore e aprono il portafogli non sono arrivati al punto di guardare in cagnesco il benzinaio come se la colpa fosse sua.


E intanto Dell’Utri ha fatto le valigie ed è fuggito all'estero, trovando rifugio in Libano. Mica stupido, ma io al suo posto avrei scelto una splendida località balneare piena di sole e belle fighe dove la giustizia italiana non avrebbe mai potuto arrivare. Tipo la Sicilia.


venerdì 6 settembre 2013

Lei è affetto da un grave caso di Giornalismo Italiano


"Non può essere una banale coincidenza: quando Federica ha finito di respirare anche il suo blog si è bloccato. Non si apre più. E di sicuro non è un caso: quello che batteva su internet era il suo secondo cuore."

Questo è l'attacco di un articolo apparso su La Stampa, che parla di Federica Cardia, ragazza di 31 anni recentemente deceduta per un tumore.

O forse è l'inizio di uno stucchevole romanzo rosa ambientato nel mondo dei gggiovani che c'hanno un blog. Scritto da un tizio che probabilmente quando gli dici le parole "computer" e "giovani" comincia a sudare freddo e borbotta "mmm...facebook?" prima di battere in ritirata inventandosi un impegno inesistente.


Un giornalista capace, no? Uno che sa cosa significa stare sul pezzo, uno che nella contro(?)cultura giovanile informatica ci sguazza come un pesce. Un professionista integerrimo, con competenze, che scrive con cognizione di causa.

Mica uno di quei soliti allarmisti che ci tengono a mettere in guardia le mamme italiane contro il pericolo che noi gggiovani corriamo usando Facebook, no, questo illustre giornalista sceglie di abbandonare facili soluzione populiste e schierarsi dalla parte opposta: Internet non è mica lammerda, signora mia, manco per sogno. Ci sta anche il lato positivo dell'Internet! e mo' te lo spiego io signora mia: questa c'aveva un tumore, e c'aveva un blog che ne parlava, ma ora questa è morta, e pure il blog con lei, capito signora mia?? Non ti senti già commossa? Non ti si scalda il cuore a leggere di questa toccante storia di vita quotidiana che mescola una gggiovane, una tragggica morte, un pò di Internet, e tanto tanto sentimento?

Che sublime esempio di retorica incanta-massaie. Che raffinata trappola per gonzi il cui massimo svago culturale deve consistere in leggere Panorama una volta al mese. Ogni sillaba delle poche frasi che ho riportato all'inizio è come un sorriso di Barbara D'Urso, come Signorini che fa l'occhiolino complice, come una risata sincera di Simona Ventura.

Giornalismo, signori e signore.