O almeno questo mi pare di aver capito, durante la mia quotidiana ricerca nella Home di lascive foto del weekend ad alto tasso di pelle scoperta che le ragazzine disinibite che colleziono come amiche amano pubblicare alla domenica sera per tenere sulla corda i loro compagni di classe delle superiori che lunedì mattina si presenteranno in classe con cupi pensieri a base di depressione e frustrazione sessuale.
Se sei una di loro, contattami su Facebook. Frequento l'Università, assumo droghe che ancora non conosci e ho smesso anni fa di girare con l'Eastpak e indossare magliette di gruppi punk nella speranza di apparire ribelle.
Quante citazioni di Primo Levi avete contato oggi? Immagino che non siano poche.
Fate un esperimento, provate a lasciare un commento sul genere "Che orrore, questa è la prova che Dio non esiste" e rimanete a guardare la sfilza di repliche indignate che seguiranno.
Poi, quando vi sarete stancati di venire denigrati da una massa di fanciulle chiesofile in viaggio sulla grande nave del sentimentalismo occasionale, mettetele al corrente che Levi divenne ateo dopo l'esperienza dei campi di concentramento.
"C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio", affermò durante un'intervista.
Usate questa come citazione da quattro soldi per abbellire la vostra pagina profilo.
Anzi no, lasciate perdere. In fondo, a nessuno di voi frega veramente qualcosa di questa faccenda. Oggi vi dilettate a parlare di questo, domani passerete a commentare la vita sentimentale di Buffon che a quanto pare se la intende con Ilaria D'Amico, sempre domani ma a distanza di cinque minuti di tempo vi adopererete per cercare le migliori foto della D'Amico in bikini che la rete può offrirvi, garantendovi così per un altro anno la totale rimozione dalla vostra mente di questo eccidio così lontano nel tempo che in fin dei conti non vi tocca così tanto come volete far credere.
Mi pare di vedervi in questo momento, bloccati da questo dubbio abissale che vede contrapposte la voglia di guardare le tette della D'Amico in jpeg e l'idea di passare due ore a visionare filmati storici sulla Shoah che vi inducano ad una riflessione intimista sulla barbarie nazista che ha spazzato via dalla faccia della terra buona parte della popolazione ebraica.
Non vi affannate, il risultato è già scritto. La potenza delle pulsioni sessuali avrà sempre la meglio sul resto.
Infatti scommetto che la vostra mano sinistra è già scesa a strizzare con vigore il vostro turgido membro eccitato mentre con la destra cercate foto sconce di Hitler che posa in mutande.
Non fingete di prendere a cuore questa cosa.
Siamo onesti, sono cose che accadevano una settantina di anni fa, che dal mio punto di vista è un intervallo di tempo più che sufficiente a collocare qualcosa sotto l'etichetta "roba di un passato lontano che non ha influenza sulla mia vita".
Proprio come mio nonno.
Pure lui ha settant'anni e passa le giornate a pisciarsi addosso alla casa di riposo più vicina, se non me ne frega un cazzo del sangue del mio sangue che speranze potranno mai avere tutti quei milioni di persone sconosciute?



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