Scusate per la lunga assenza, ma presumo che nessuno di voi sia morto per carenza di miei post, quindi proseguiamo pure.
Questa volta vorrei parlare di un argomento che VI sta particolarmente a cuore: i pusher.
Esistono diversi tipi di pusher a seconda della sostanza che vuoi assumere, ma generalmente tutti quanti hanno una cosa in comune: partono con la marijuana, e alla marijuana rimangono sempre legati e sapranno sempre come rimediarti due grammi di skunk o un po’ di pakistano nero, anche se li chiami alle due e mezza di venerdì notte in preda a una crisi isterica perché ormai i bar sono chiusi e tu hai assoluto bisogno di assumere qualche droga nonostante il tuo budget limitato.
Ci tengo a precisare che tutto ciò che sto scrivendo non è assolutamente frutto di esperienze personali e vorrei ricordare a tutti che l’utilizzo di droghe illegali è UN REATO perseguibile per legge, così come sono reati anche, mah, che ne so, diciamo pure l’incitamento alla prostituzione e la corruzione di testimoni. DON’T TRY THIS AT HOME.
Come si presentano i pusher?
I pusher solitamente aderiscono nel modo di vestire e nello stile di vita a una sottocultura giovanile che può essere quella dell’hip-hop, quella del metal, quella dei truzzi, quella dei rasta, insomma tutte quegli “stili” di vita che ti portano inevitabilmente da nessuna stracazzo di parte e che durano cinque o sei anni fino a quando ti accorgi che il destino sta complottando affinché tu la smetta di vestirti come un idiota e inizi a indossare camicie e a cercarti un lavoro.
Onde per cui può capitare di trovare un pusher completo di cappellino da baseball con stampate su delle frasi da negro in colore rosa-verde-blu evidenziatore e magliette XXL recanti scritte imbarazzanti e intraducibili del tipo C’MON BIOTCH GIMME DA SHIT o FRANKLIN & MARSHALL.
E tutti invariabilmente ti salutano con un “Ehi man!” o “Ehi bro!” o “Bella!” e ti porgono la mano per ricevere una di quelle strette particolari da negro che vedi nei video con 50 Cent e Lil’ Wayne. E tu ti senti molto american style e molto cool e molto gangsta e molto povero pirla mentre ricambi quelle loro strette particolari e non vedi l’ora che ti sgancino il ventino e se ne tornino affanculo nel buco di merda da dove sono usciti, pronti ad ascoltare i primi due CD di Fabri Fibra “perché quando non si era ancora venduto il Fibroga spaccava” e a fumare in compagnia delle canne inverosimili guardando film-commedia demenziali in streaming nello scantinato dei genitori di uno di loro. YO MAN, ma quanto sono carini i piccoli rapper in erba.
Oppure se ti va male ti ritrovi quelli metal.
Ecco, quelli metal ti vendono il fumo solo se il tuo abbigliamento rispetta i loro esigentissimi standard che si tramandano di generazione in generazione fin dagli anni ’70, quando i componenti degli Iron Maiden non avevano ancora problemi alla prostata. La preistoria è così affascinante.
Prova a comprare il fumo da un metallaro indossando una polo della Ralph Lauren e scoprirai come un sassolino marrone ripieno di merda con un valore di THC quasi pari a zero possa arrivare a costare PER TE una ventina di euro.
E in più ti dovrai sorbire sorrisetti strafottenti, occhiate perplesse/disgustate, e ognuno di loro si fumerà una Lucky Strike solo per il gusto di sbuffarti il fumo addosso e fartela così simbolicamente pagare per non aver scelto il loro supremo stile di vita quando avevi tredici anni e stavi cercando la tua strada nel mondo.
Il consiglio che vi do quando fate affari con questi selettivi signori è quello di mantenere un’espressione impassibile sul viso, sbarrare gli occhi, staccare la testa di un pipistrello a morsi e sputare spesso per terra. Sputare per terra li tranquillizza perché vedono che anche voi come loro “ve ne strafottete del fottuto sistema” e così possono tornare placidamente alle loro gioiose vite costellate di riff di chitarra di Slash e masturbazioni furiose basate su sogni erotici che prevedono giubbotti di pelle, motociclette e Megan Fox che beve birra tedesca versandosene una buona parte sulla maglietta dei Judas Priest. ROCKENROOOOLLLL!!!!! UUUAAARRGHHH!!! TANANANNANANNNNNN!!! ZZZZIIIN ZAAAANNN WREEENWREEENN TATAANANANAN!!! (assolo di batteria, basso squassante, chitarra indemoniata, cocaina su un cucchiaio.)
Ovviamente vorrei ricordare che tutto questo non è frutto di esperienze personali. Mi ha raccontato tutto mio cugino, quello che si fa le canne. Io trascrivo soltanto.
Già che ci siamo parliamo brevemente dei pusher di sinistra.
I pusher di sinistra possono appartenere a qualsiasi categoria (punk, hip-hop, truzzi, studenti universitari di scienze politiche) ma una cosa che li accomuna è il loro saldo e ben radicato ODIO PER BERLUSCONI.
“Ciao Luca!”
“Ehi ciao Matteo, come ti va?”
“Male. Berlusconi è riuscito a far passare la legge sulle intercettazioni.”
“Ah, sì. Io invece ho un po’ di raffreddore questa settimana.”
Dio come odio quelli che non sanno fare altro che lamentarsi di Berlusconi.
Cominciate ad agire e compratevi un fucile e sparategli, cristodiundio, e finitela una buona volta di passare il vostro tempo a corrugare la fronte e ad assumere un tono di voce sconsolato/astioso commentando il numero dei peli delle palle di Berlusconi rinvenuti attorcigliati attorno al clitoride di Ruby che verranno portati come prova a carico durante il processo.
Possono passare ore e ore a raccontare le malefatte di Berlusconi. Hanno letto tutta la bibliografia di Travaglio sette volte, leggono il Fatto Quotidiano, hanno un santino di Beppe Grillo nel portafogli, deridono Studio Aperto, hanno i genitori che votano Lega Nord.
E, in quanto pusher e fumatori accaniti, pubblicano link su Facebook che chiedono la depenalizzazione della marijuana e sembra che tutta la loro vita abbia il solo scopo di rendere libera la coltivazione della cannabis, ma se gli chiedi quale sia l’unico partito in Italia che si propone la liberalizzazione delle droghe non sanno che cazzo risponderti e tu ti chiedi “ma chi stracazzo votano alle elezioni questi ignoranti pseudo comunisti del cazzo?”.
(E’ il Partito Radicale, teste di cazzo. Ora smettetela di votare Di Pietro, dai. O perlomeno cominciate a farlo quando imparerà ad esprimersi in italiano.)
Ah, i pusher. Una categoria di gente assolutamente straordinaria. Sempre pronti a venderti qualcosa, sempre disposti a fumarsene una in compagnia, sempre desiderosi di mostrarti l’ultimo assurdo e psichedelico video di zombie trovato per caso su Youtube il giorno prima mentre erano strafatti. Voi non avete idea di quanti fottuti video del cazzo ho dovuto sopportare in vita mia ogni volta che andavo a casa di uno di loro. E quando dico che ho dovuto sopportarli intendo dire che ha dovuto sopportarli mio cugino.
“Oh amico guardati sto video che è da paura!”
“Cazz’è sta roba?”
“Sono aborigeni australiani che ballano nudi intorno a un albero di mele in una notte di plenilunio”
“Oh… bello. Senti, allora facciamo venti euro?”
“Sì sì aspetta aspetta oh guardati questo qua prima”
“Mmm.. cos’è?”
“Obedece a la morsa”
“Mmm.”
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