lunedì 20 luglio 2015

True Detective, stagione 2, episodio 5 (2x05) Recensione

Volevo iniziare questa recensione così: "Questo episodio si apre mostrandoci i risultati della sparatoria dell'ultima puntata: un sacco di cadaveri rimasti a marcire sulla strada. Che è grossomodo come devono sentirsi gli spettatori di questa nuova deludente stagione di True Detective".

Perché il problema è proprio questo: alla prima scena avevo già in mente qualcosa di negativo da dire sull'episodio. E di solito non è mai un buon segno. Per cui mi sono detto: diamogli il beneficio del dubbio. Vediamo come procede.

Sono triste


Sono davvero in difficoltà a scrivere questa recensione. Il problema? Questa puntata è davvero noiosa. Attenzione, non brutta! Solo noiosa.

Che è grossomodo il giudizio globale che darei all'intera stagione finora. Non brutta! Solo noiosa.

Perché il problema non sono gli attori né la regia. Il problema è chi ha scritto la sceneggiatura. Il problema è che ci sono troppi personaggi sviluppati male e in fretta a cui non si riesce ad affezionarsi, che si muovono sullo sfondo di una storia intricata che non riesce a catturare l'attenzione.

Voglio tracciare l'ennesimo parallelo tra questa seconda serie e la prima. E non sto, come si potrebbe credere, frignando perché la prima stagione era più bella. Non sto facendo paragoni arbitrari. Quelli che si lamentano di chi tira in ballo la prima serie quando si parla della seconda dovrebbero rendersi conto di una cosa fondamentale: questa nuova stagione si appoggia pesantemente sulla prima ricalcando volutamente situazioni, atmosfere, tono dei dialoghi, svolte narrative.

Quarta puntata che si conclude con un finale pirotecnico? Check.
L'indagine è ufficialmente conclusa ma in realtà i veri colpevoli sono ancora là fuori? Check.
Stacco temporale che ci mostra le vite dei protagonisti dopo la "soluzione" del caso? Check.
Dialoghi (o monologhi) su quanto la vita faccia schifo? Check.
E potrei continuare.

(Ad un certo punto dell'episodio il detective Velcoro è in auto da solo e sta parlando al registratore. Sapete che dice? Una cosa del genere: "La vita è una fonte inesauribile di dolore. Sono le persone, quelle che si esauriscono". Così, senza un fottuto motivo, ecco che Velcoro si trasforma nella versione da discount del detective Rust)

Pure io sono triste

Facciamo l'ennesimo ripasso?
Sarà breve, lo giuro.
Cosa andava bene nella prima stagione?

C'erano solo due personaggi principali, ed entrambi venivano approfonditi a lungo e con cura.
Inoltre uno dei due era una persona assolutamente normale (sto parlando di Woody Harrelson) e il contrasto che si veniva a creare con lo schizzato Rust di McConaughey era la vera chiave del successo dello show.

Un tizio fuori di testa che fa il detective? Ottima idea!

Che lavora in coppia con un poliziotto affidabile / padre di famiglia? Meglio ancora!

Successo assicurato.
Se poi a questi due personaggi in perenne contrasto tra loro ci aggiungi una storia intrigante (perlomeno nella prima stagione si creava un minimo interesse nel voler sgamare la setta supersegreta di assassini pedofili) e dei dialoghi fulminanti in bilico tra il surreale e il drammatico non potevi che ottenere un bel prodotto.

In questa stagione, invece...

Troppi personaggi, con poco spazio per venire sviluppati, e che riescono a trasmettere ben poco allo spettatore.
Sono tutti figli abortiti del detective Rust. Tutti alcolisti, arrabbiati, frustrati. La sagra della depressione. Ci fosse almeno un personaggio "normale" con cui poter immedesimarsi. E invece no, si passa da un caso umano all'altro, in una spirale di musi lunghi e sguardi incazzosi.

Che palle. Un sacco di scene sono francamente inutili e puzzano di già visto da lontano.

Un esempio lampante è la tristissima cena del detective Woodrugh: ecco a voi un gay non dichiarato che sta per sposare una ragazza incinta, e cosa fa la madre della ragazza? Si comporta da perfetta suocera spaccacazzi, accentuando così il disagio del poveraccio.

Ogni riga di dialogo è stata scritta apposta per calcare la mano su quanta cazzo di merda deve abbattersi su Woodrugh. E' stato degradato sul lavoro, la stampa lo perseguita, la sua sessualità lo turba, si sta infognando in un matrimonio che gli porterà più guai che altro, e sapete cosa viene in mente allo sceneggiatore? "Perché non gli affibbiamo anche una suocera antipatica che lo sfotte e lo fa sentire più miserabile di quanto non sia già?"

Questa è pigrizia bella e buona. Un difetto non trascurabile per una serie tv, soprattutto se dura solo 8 cazzo di episodi.

Anche lui è triste

Vince Vaughn è forse la delusione più cocente. E' destinato a ripetersi, puntata dopo puntata, incatenato nel ruolo del gangster cattivo sul lavoro e tenerone nel privato. Non c'è un barlume di originalità nel suo personaggio. Lui ci mette impegno ma il ruolo lo svilisce. Metà mondo era convinto che un attore come lui avrebbe fallito in un ruolo come questo, l'altra metà diceva che avrebbe potuto svoltargli la carriera. La verità è che passerà perlopiù inosservato. Possiamo già iniziare a contare i giorni che mancano al suo prossimo film comico con Ben Stiller.

Colin Farrell è il personaggio con le svolte narrative più interessanti. Non spoilero nulla, o rischio di rovinare l'unico misero motivo di interesse per guardare questo episodio.

Anzi, non l'unico.

L'altro è Rachel McAdams in terapia di gruppo che parla di quanto le piacciono i cazzi grossi.

Lei è la più triste di tutti

Ma, ripeto: questo episodio non è brutto. L'intera serie non è brutta. E' un prodotto di buon livello, dignitoso, con un proprio perché. Si lascia guardare.

il problema è che spesso si fa noioso. Non genererà neanche lontanamente lo stesso livello di adorazione che si era creato la volta prima. L'intera serie lascerà un segno debole che sparirà fin troppo presto e con troppa facilità. E' intrattenimento televisivo piacevole, quindi utile, ma davvero nulla di più. Se tra un mese mi chiedessero un consiglio su una serie tv da recuperare io risponderei Utopia, Breaking Bad, Black Mirror. E la prima stagione di True Detective, assolutamente.
Ma non questa.


venerdì 17 luglio 2015

Consigli di vita

E' venerdì, è arrivato il weekend, e per affrontarlo al meglio ecco un prezioso consiglio di vita gentilmente offerto da Nathan di Misfits.

lunedì 13 luglio 2015

True Detective, stagione 2, episodio 4 (2x04) Recensione

La scena di lui che mette tante zollette nel caffè e poi si incazza e dice che non ha mai avuto carie? Ne vogliamo parlare? Brevemente, dai. Ecco cosa ne penso: uuuh, che paura. Sì, sono ironico. Ma i cattivi di una volta, quelli che ti minacciavano senza tanti giri di parole, che fine hanno fatto?

Una scena così idiota l'ho vista raramente. Che cosa mi doveva trasmettere? Che a Vince Vaughn non gli devi rompere il cazzo quando beve un macchiato? Ma non potevano inventarsi qualcos'altro per far capire che è un duro? Sul serio la cosa più minacciosa che gli avete fatto dire è "il tuo caffè fa cagare?" (sto parafrasando).


Nespresso. What else?

Ma io lo so di chi è la colpa. La colpa è di Tarantino, che nel '94 ha fatto credere al mondo che i criminali parlano come personaggi di Shakespeare sotto acido. Anzi no, la colpa è di tutti quelli che da vent'anni a questa parte ci stanno ancora credendo.

E poi ho notato altre cose che non mi sono piaciute. Ad esempio: Colin Farrel coi baffi da scemo è un lupo solitario alcolizzato violento e pure poliziotto corrotto. Giusto? Così mi pareva di aver capito. E cosa mi combina in questa puntata? Fraternizza col gay represso (Taylor Kitsch) col quale a fatica aveva scambiato mezza parola finora.

Ma una roba del tipo che a un certo punto lo chiama eroe. Gli mostra rispetto, lo aiuta, gli dà consigli di vita. Una scena che se la definisci "forzata" gli fai un complimento. 'Sti due sconosciuti seduti nella stessa auto, uno dei quali in hangover pesante, e che fanno?
Si fanno le confidenze. Come gli amichetti. "Ma sei un eroe!" "Non è vero, faccio solo quello che mi ordinano!" "Fanculo, ti dico che sei un eroe" "Va bene adesso fammi le treccine".

Ok tu coprimi le spalle ma ti prego, TI PREGO non fare scherzi

E vogliamo parlare del padre mezzo hippie di Rachel McAdams? Quello che vede le aure delle persone? Ma che è? La caricatura venuta male di Osho fatta da uno che di Osho conosce la biografia di Wikipedia?


E va beh. Che abbiamo finora?

Un boss criminale che non spaventa. Che c'ha pure la moglie che gli spacca le palle con 'sta storia di figli da adottare e relazioni sentimentali da salvare e si vede lontano un miglio che a lui gliene frega solo di apparire il più duro possibile. Si sforza proprio tantissimo, peccato che ottiene l'effetto macchietta e casca il palco. Ma io dico, perché non gli fate menare le mani come l'ultima volta piuttosto?

Che altro? Ah sì, il gay represso. Che a quanto pare si sposa con la sua ex ragazza che adesso è incinta. BUM! Colpo di scena. Inizia il countdown: tra quante puntate lei scoprirà che lui è gay? O sarà piuttosto lui a rivelarglielo in una scena strappalacrime carica di tensione? Iniziano le scommesse, lo chiameremo il toto-gay di True Detective. Vi sembra stupido scommettere sugli sviluppi di una sottotrama omosessuale? Ma se è l'unico modo per renderla un minimo interessante!

E Colin Farrell. Lo stereotipo dell'uomo che stava per finire male ma che forse ha ancora un briciolo di dignità dentro e ci si aggrappa con le unghie per cercare di trovare quella redenzione che bla bla bla mi sto annoiando da solo. Eppure mi verrebbe quasi da dire che funziona. Zoppica, e pure molto, ma il suo detective Velcoro non è proprio da buttare. Sarà quella sua faccia da guaglione con cui berresti volentieri una birra, o quegli ipnotici baffi da idiota.

Per fortuna c'è l'amore mio. Rachel McAdams che interpreta Ani Bezzerides. Che secondo me potevano proprio chiamarla così questa stagione, "True Detective: Rachel McAdams che interpreta Ani Bezzerides".

Perché è tutto sulle sue spalle, dico davvero. E' un personaggio con le ovaie davvero ben fatto. Realistico, complesso, libero da tutti quei fardelli che spesso e volentieri affossano i ruoli femminili.

Ma ve la ricordate la moglie di Woody Harrelson nella prima stagione? Scopre che il marito la tradisce, ci resta insieme ma riservandosi il diritto di cagargli il cazzo, poi si scopa il suo amico/collega per ripicca. E gli altri personaggi femminili, ve li ricordate? O sono vittime di omicidi o sono troiette che si spogliano e scopano con Woody Harrelson.


"Eddai raga, impegnatevi un po' anche voi"

Insomma, diciamo che Rachel McAdams è un deciso passo avanti? Diciamo che è capace di recitare solo con gli occhi e che quando stringe le labbra comunica più emozioni di quanto non facciano le sopracciglia di Farrell? Diciamo che è la controparte televisiva della Furiosa di Mad Max: Fury Road? Poi aiuta il fatto che le abbiano scritto un gran bel ruolo, eh. Mica è brava solo lei! Peccato che si siano dimenticati di scrivere bei ruoli anche per gli altri.

Ma cosa succede in questa puntata? Ah, poco niente, come al solito. Gente che parla di cose a cui nessuno sano di mente riuscirebbe a dare un senso perché erano state accennate solo vagamente nelle puntate precedenti o perché non sono state proprio accennate. Ma torno a chiedervi: ha qualche importanza? Assolutamente no. Non c'è la minima possibilità che si riesca a indovinare il colpevole fino a che non ci verrà rivelato chiaro e tondo. Per cui tenetevi i vostri indizi, i nomi avvolti nel mistero e le foto ingiallite che testimoniano che negli anni '80 andavate al mare con gente che forse c'entra ma forse no ma chi lo sa.


In questa foto c'è la soluzione del caso ma sai cosa? CHISSENE.

Dateci piuttosto sparatorie belle sanguinose e rumorose come quella che riempie gli ultimi soddisfacenti minuti della puntata. Ma non voglio spoilerare niente.

Pensate ancora una volta alla prima stagione. Arrivati alla fine della quarta puntata c'era un piano sequenza da paura di McConaughey che faceva cose matte. Il mondo era impazzito per quella scena. E devono aver pensato bene di ripetersi, perché in questo finale di puntata hanno imbastito un massacro a suon di proiettili che farebbe invidia a John Wick.

SPOILER:
Comunque, niente di trascendentale.
FINE SPOILER.


lunedì 6 luglio 2015

True Detective stagione 2, episodio 3 (2x03) Recensione

Ecco cosa succede quando ti sparano: finisci nella brutta copia di un brutto film di Lynch con un tizio che impersona Conway Twitty.


- Che succede papà?
- Sto per rivelarti il finale della serie in una sequenza onirica, fa' attenzione! 

Inoltre parli con tuo padre dei problemi che hai con tuo padre. Perché come ho già detto il filo portante di questa nuova stagione di True Detective non è scoprire chi è l'assassino, quanto piuttosto rimuginare sui propri problemi famigliari.

Scopriamo che il detective Velcoro (Colin Farrell) non è morto: gli hanno sparato dei proiettili di gomma. Ops, forse dovevo scrivere SPOILER MA DAVVERO CREDEVI SAREBBE MORTO? FINE SPOILER. Va beh, troppo tardi.

Chi ha sparato a Colin? Dev'essere stato il tizio di V per Vendetta, che a un certo punto dell'episodio si lancia in una pazza pazza fuga inseguito da una Rachel McAdams cazzuta e stranamente determinata a non sparargli alle gambe nonostante si trovi a una decina di metri dietro di lui.

Ma in fondo la capisco. Catturare il possibile serial killer alla terza puntata sarebbe stato un male per gli indici d'ascolto.

Alla prossima, Mr. V per Vendetta.


Il killer si lancia in una folle fuga al buio, lasciandoci con un palmo di naso.
Cosa nasconde quella maschera?

Taylor Kitsch è sempre gay e sempre represso, e leggendo altre recensioni in giro per l'Internet mi accorgo con stupore che molti non se ne erano già accorti. Dai ragazzi, gli indizi erano evidenti fin dalla prima puntata: non c'aveva voglia di fare all'amore con Adria Arjona. Collegate i puntini!


Brokeback Detective

Un altro che ha problemi a letto è Frank Semyon (Vince Vaughn), ma per motivi ben diversi: Frank è molto simile a quel famoso immigrato cubano con un brutto carattere ma con tanta voglia di fare. La conoscete la storia?
Col tempo quel cubano, da pezzente qual era, ha ottenuto i miliardi i leccaculo e le camicie griffate. Peccato che una vita da scarafaggio viziato non si addica a Tony Montana, tanto è vero che alla fine sbrocca male e ammazza tutti.

Frank Semyon è così: un uomo sull'orlo di una crisi di nervi. Magari all'esterno indossa cravatte costose ma il suo cuore è avvolto in un giubbotto di pelle, probabilmente macchiato di birra. Frank Semyon è un uomo che quando si trova alle strette fa quello che farebbe ogni ricco imprenditore corrotto: partecipa a un incontro di Fight Club contro un grasso pappone e dopo averlo suonato come un tamburo prende una pinza e gli cava quella merda dorata che i rapper si mettono al posto dei denti.

Che magari potrebbe essere una scena di forte impatto ma io nel 2004 guardavo Old Boy, grazie lo stesso.


Regola numero uno del Fight Club: mai parlare del Fight Club

Ancora non si sa chi ha ucciso Caspere, e ammettiamolo: frega a qualcuno?

L'indagine dei nostri detective prosegue lenta e poco convinta, tra scene ambientate su un set farlocco di Mad Max e dipartimenti di polizia diversi che si fanno la guerra a vicenda.

Ma, davvero: a chi frega qualcosa?
Le uniche cose che vogliamo sapere ora sono: quali turpi scene di sesso malato sono immortalate sulla telecamera rubata subito dopo l'aggressione a Velcoro?
E quando si decideranno a svelare qualcosa di più sul passato di quella talentuosa dea di Rachel McAdams? Che quando la inquadrano si mangia la scena ogni singola volta e io ve lo dico, maschietti: vi state facendo fare un culo così da una femminuccia. Eccetto tu, Vaughn, che ti difendi bene.

Ma il poliziotto gay represso e quello con i problemi di alcool non convincono proprio.

Team Rachel

Comunque è una buona puntata, tutto sommato. Violenza e tensione vengono come al solito tenute imbrigliate appena sotto la superficie ed esplodono raramente e con giudiziosa parsimonia. 
Vale la pena guardare questo terzo episodio solo per la scazzottata a cui accennavo qui sopra: non sarà un massacro alla Spartacus VS Crisso, ma dopo due puntate di silenzi pensierosi e dialoghi passivo/aggressivi è un piacevole shock vedere che questi personaggi sanno far altro a parte frignare sulle proprie sfighe.




lunedì 29 giugno 2015

True Detective stagione 2, episodio 2 (2x02)

Nuovo episodio di True Detective e finalmente scopriamo quale sarà il tema portante di questa seconda stagione: i padri di famiglia stronzi.

Tutti abbiamo dei problemi con i nostri genitori. Ci danno degli orari da rispettare, paghette ridicole, ci deridono per il nostro modo di vestire. Ma i padri i famiglia di True Detective non si limitano a questo: può capitarti di essere ancora bambino e venire rinchiuso in una cantina per giorni e giorni con la sola compagnia del buio e dei topi.

Poi non c'è da stupirsi se da grande diventi un imprenditore criminale corrotto e corruttore. E' quello che sembra essere capitato a Vince Vaughn (Frank Semyon), che ricorda con angoscia quei giorni di terrore.

C'è poi Colin Farrell (Ray Velcoro) che ha uno di quei rapporti coi figli che fanno la fortuna dei servizi sociali. Non a caso la madre informa il Colin che ha richiesto un'ordinanza restrittiva per impedirgli di vedere la sua adorata progenie.
Cose che capitano quando pesti a sangue il padre del bullo di tuo figlio, pur con tutte le buone intenzioni che avevi.

Sempre più meravigliosa Rachel McAdams (Ani Bezzerides), che se ne va in giro con un arsenale di coltelli nascosti e rimugina di continuo sull'infanzia di merda che ha passato in una comune hippie assieme al padre. Bei tempi quelli: dei quattro amichetti che aveva all'epoca due sono in galera e gli altri morti suicidi.

E infine Taylor Kitsch (Paul Woodrugh) che ha una madre che sembra uscita dritta dritta da un locale di lap dance per vecchie attempate. Il giovanotto con ogni probabilità è gay e lo vuole tenere segreto. Questo spiegherebbe perché ha bisogno del Viagra per andare a letto con la sua bellissima ragazza, e anche il suo sguardo bramoso quando osserva un prostituto per la strada.


In questo secondo episodio la storia non procede di molto: scopriamo qualcosina in più su Ben Caspere, la vittima che ha dato inizio a tutto, ma siamo ancora lontani dallo scoprire chi sia il colpevole e perché abbia deciso di uccidere un losco affarista con una grave dipendenza da sesso.

I rapporti tra i detective sono ancora nebulosi.
Chi si aspettava (io) un sacco di dialoghi pazzeschi e pesi al punto giusto tra i tormentati protagonisti rimarrà deluso: tutti sembrano intenzionati a farsi i cazzi propri e a non stringere legami tra di loro, almeno per il momento.
L'unica -lieve- eccezione è quella tra Colin e Rachel, e come prevedibile si intuisce che lui sta un pelino sul cazzo a lei (ma sembra che le stiano sul cazzo tutti).

Nel finale (negli ultimi dieci fottuti secondi) un inaspettato colpo di scena contribuisce a risollevare l'attenzione. Sparano a qualcuno, dritto nello stomaco e apparentemente in modo fatale.
Staremo a vedere, ma per ora questa nuova stagione sta regalando davvero poco. Le aspettative rimangono alte, ma c'è bisogno di un'accelerata.