giovedì 18 aprile 2019

Ehi tu INPS, sì, dico a te, che cazzo ti guardi?

REDDITO DI CITTADINANZA SPIEGATO A CHI HA VISSUTO SULLA LUNA NEGLI ULTIMI MESI:

Se sei disoccupato e c'hai le pezze al culo, lo Stato cerca di trovarti un lavoro e nel frattempo ti passa un po' di soldi per aiutarti a campare.

E vissero tutti felici e contenti.

Tralasciando tutte le discussioni politiche che potrebbero sorgere e considerando il fatto che a me non frega veramente un cazzo di spiegarvi perché il reddito di cittadinanza sia più un male che un bene per l'Italia in questo momento; appurato che del vostro schieramento politico non potrebbe fregarmi di meno e che la mia opinione su Movimento 5 Stelle e Lega per quanto pessima non sia comunque soggetto di discussione in questa sede, possiamo tranquillamente passare alla parte più divertente di questa storia:

Il social media manager dell'INPS.



mercoledì 13 marzo 2019

Il riscaldamento globale ci ucciderà tutti ma io ho il climatizzatore

Sembra che moriremo tutti per via del cambiamento climatico.
Abbiamo sparato troppo carbonio nell'atmosfera!
E' tutta colpa delle fabbriche!
Cazzo, abbiamo fabbriche che producono di tutto!

In questi giorni la bambola Barbie compie 60 anni. Quindi sono 60 anni che il fumo nero e puzzolente che esce dalle ciminiere delle fabbriche di Barbie si accumula e un giorno ci ucciderà tutti.

60 anni passati a distruggere l'atmosfera terrestre per poter regalare a delle bambine una bambola di plastica che inculca nelle loro teste l'idea che una donna debba essere bionda magra e vestita alla moda per valere qualcosa.

Quindi ce lo stiamo mettendo nel culo da soli ma in compenso Sabrina da piccola aveva una Barbie e crescendo è diventata una donna emancipata e forte e stasera non mi romperà i coglioni per farsi regalare una borsetta del cazzo, giusto?



martedì 11 agosto 2015

True Detective, stagione 2, episodio 8 (2x08) Recensione

Ho davvero poca voglia di scrivere questa recensione. In parte è per via di questo caldo del cazzo, ma soprattutto è per colpa della puntata in sé. Quindi sarò sbrigativo e dirò chiaramente che l'ultimo episodio di True Detective 2: Gente Presa Male è stato il prevedibile tonfo finale di una seconda stagione confusa e pasticciata.


Va beh, non è andata come speravamo

Non c'erano molti detective in questa serie di True Detective. Quei pochi che c'erano erano più impegnati con i loro scazzi personali invece di darsi da fare per risolvere il caso.

Perché vedete, un modo per ripetere il colpaccio c'era: ci metti un caso da risolvere, qualche detective che ci prova, e si portavano a casa anche questa stagione. Senza perderci una sola notte di sonno. Era così difficile?



lunedì 3 agosto 2015

True Detective, stagione 2, episodio 7 (2x07) Recensione

Dovevamo arrivare alla settima puntata per scoprire chi è l'assassino di questa seconda stagione di True Detective! E pensare che ce l'abbiamo avuto davanti agli occhi per tutto il tempo. Eccolo qua:


Detective Woodrugh, licenza di uccidere


Questo tizio ha un body count da far invidia a John Wick. Ne aveva ammazzati qualche vagonata durante la sparatoria della quarta puntata, in questa ne fa fuori altri quattro nel giro di due minuti. Adesso vi racconto come:

Woodrugh è disarmato e circondato da cinque energumeni che gli puntano contro le pistole.

<<Ehi guarda, il mio cellulare non prende!>> disse Woodrugh.

<<Ok, aspetta che mi avvicino come un pirla>> rispose il capo dei cattivi abbassando la guardia.

*RUMORE DI COLLUTTAZIONE*

E fu così che Woodrugh riuscì a impossessarsi di una pistola che in seguito utilizzò per eliminarli tutti e cinque, uno alla volta, con spietata precisione e freddezza.

Ma sapete qual è il bello? Questa scena è l'unica stronzata della puntata.
Tutto il resto è, udite udite, avvincente.


lunedì 27 luglio 2015

True Detective, stagione 2, episodio 6 (2x06) Recensione

Qualche recensione fa scrivevo così a proposito del detective Bezzerides: "E' un personaggio con le ovaie davvero ben fatto. Realistico, complesso, libero da tutti quei fardelli che spesso e volentieri affossano i ruoli femminili."

Perché Rachel McAdams dava vita a una donna detective forte e determinata, una vera boccata d'aria fresca in mezzo all'opprimente ammasso di macchiette che affollano questa serie.

E poi in questo sesto episodio cosa scopriamo?
Che quando era bambina un hippie pedofilo ha abusato sessualmente di lei.

E sapete cosa significa questo vero? Significa che non puoi essere una donna forte e determinata in questo mondo se non hai subito almeno un trauma infantile.


Non usi i coltelli come un fottuto ninja se non ti hanno violentata


Non puoi essere una femmina che interpreta (magistralmente) un ruolo ricco di caratteristiche prettamente maschili e sperare di cavartela così facilmente.
Che cazzo, hai le tette! Quindi sei il sesso debole.
Vuoi essere il sesso forte pure tu? Ha ha! Okay, ma devi per forza avere qualche magagna sessuale nel tuo passato per giustificare il fatto che sei così fredda, incazzosa, decisa e assolutamente strafiga.

Ed è così che durante una sequenza a dir poco orribile (regia, luci, montaggio, musica: tutto da buttare nel cesso) scopriamo attraverso gli occhi di una drogata Rachel McAdams (e quelli sarebbero gli effetti dell'Ecstasy? ha ha ha, NdA) che uno spinellone se l'è caricata nel furgone e in mezzo ai boschi le ha rubato l'innocenza, insieme alla possibilità di rappresentare uno dei rari casi nella storia della televisione di donna indipendente che non necessita di uno specifico trauma infantile per essere diventata quello che è.

Femministe, beccatevi questa! Se non vi hanno stuprate da piccole non siete credibili.


Oh no, mi hanno dato la EMMEDIEMMEAH! Grazie a dio non sono al Cocoricò

Per fortuna c'è Colin Farrel che col suo detective Velcoro ci regala una sequenza da antologia che rimarrà negli annali: siccome c'ha i problemi esistenziali (ma chi non li ha in True Detective 2: Facce Tristi) se ne torna a casa tutto furibondo e agitato e per sfogarsi mette su un cd di orribile musica rock, si siede sul divano e beve - fuma - pippa raglie da solo per qualche oretta. Poi frantuma ogni mobile della casa e infine chiama al telefono l'ex moglie per fare la cosa giusta, che è esattamente quello che farebbe chiunque fosse ubriaco e strafatto di coca: la cosa giusta.

Sei molto credibile detective Velcoro grazie mille anche questa settimana ci hai regalato emozioni forti mentre bevevi fumavi pippavi seduto sul divano.


Dovevo tenermi i baffi

Del gay represso se ne sono dimenticati, gli fanno giusto ricordare agli spettatori che sta per diventare padre e poi lo lasciano nell'angolino a fare le faccette pensose che gli vengono tanto tanto bene. Calcolate che il tempo che gli sto dedicando io per parlare del suo personaggio è molto più di quello in cui lui appare sullo schermo.


- Kitsch, Taylor?
- PRESENTE!

E Vince Vaughn ha sempre sognato di ritrovarsi in uno stallo messicano con dei messicani. Poi non ricordo altro di quello che ha detto o fatto, ma mi pare che impiegasse il suo tempo a minacciare il prossimo, che è poi quello che sta facendo dalla prima puntata.

Ad un certo punto lui e i suoi uomini devono torturare un povero sfigato per ottenere delle informazioni e vorrei lanciare una petizione per dare un taglio a queste scene tutte uguali in cui

1. Lui non apre bocca
2. Lo torturano un po'
3. Lui ripete che non sa niente
4. Allora lo torturano un po' più duramente
5. Lui si arrende e vuota il sacco
6. Viene / non viene ucciso.

L'ho già vista due o trecento volte in due o trecento film diversi e adesso basta, grazie, ho fatto il pieno.

Che poi CHIUNQUE sa che NESSUNO resiste alla tortura, è una lezione che abbiamo imparato da quelli della CIA quando infilavano pompe d'acqua su per l'ano dei prigionieri mediorientali. Perché puoi essere duro quanto vuoi ma alla fine dei giochi venderesti tua madre pur di farti sfilare quel freddo tubo dal culo.

Spiacente ma le scene di tortura creavano tensione negli anni '90, adesso non funzionano più, ne vedi una e ti metti a pensare a cosa aggiungere alla lista della spesa.

Ah sì, ora ricordo: a un certo punto Vince Vaughn si ritrova a parlare con il figlioletto di uno dei suoi uomini che è appena rimasto orfano e gli fa un discorso toccante su quanto sia necessario trovare la forza nel dolore e usare quella forza/dolore per andare avanti.
Alla fine il ragazzetto abbraccia Vince Vaughn perché quattro frasi fatte di merda spiccicate da un semisconosciuto lo hanno aiutato a superare la morte del padre.


Dov'è finito il numero di Ben Stiller?

Poi vabbeh c'è la storia dei diamanti rubati e dell'informatrice uccisa e dei traffici di droga illegali e degli incontri segreti tra i ricchi potenti e un sacco (davvero un sacco!) di altre utilissime informazioni che fanno da contorno a questo mare di noia che è True Detective 2: Quanti Scazzi Hanno i Detective.

Ma non voglio essere disfattista, una cosa buona questa nuova stagione ce l'ha regalata: la pagina facebook dell'unico, vero protagonista di questa serie.


lunedì 20 luglio 2015

True Detective, stagione 2, episodio 5 (2x05) Recensione

Volevo iniziare questa recensione così: "Questo episodio si apre mostrandoci i risultati della sparatoria dell'ultima puntata: un sacco di cadaveri rimasti a marcire sulla strada. Che è grossomodo come devono sentirsi gli spettatori di questa nuova deludente stagione di True Detective".

Perché il problema è proprio questo: alla prima scena avevo già in mente qualcosa di negativo da dire sull'episodio. E di solito non è mai un buon segno. Per cui mi sono detto: diamogli il beneficio del dubbio. Vediamo come procede.

Sono triste


Sono davvero in difficoltà a scrivere questa recensione. Il problema? Questa puntata è davvero noiosa. Attenzione, non brutta! Solo noiosa.

Che è grossomodo il giudizio globale che darei all'intera stagione finora. Non brutta! Solo noiosa.

Perché il problema non sono gli attori né la regia. Il problema è chi ha scritto la sceneggiatura. Il problema è che ci sono troppi personaggi sviluppati male e in fretta a cui non si riesce ad affezionarsi, che si muovono sullo sfondo di una storia intricata che non riesce a catturare l'attenzione.

Voglio tracciare l'ennesimo parallelo tra questa seconda serie e la prima. E non sto, come si potrebbe credere, frignando perché la prima stagione era più bella. Non sto facendo paragoni arbitrari. Quelli che si lamentano di chi tira in ballo la prima serie quando si parla della seconda dovrebbero rendersi conto di una cosa fondamentale: questa nuova stagione si appoggia pesantemente sulla prima ricalcando volutamente situazioni, atmosfere, tono dei dialoghi, svolte narrative.

Quarta puntata che si conclude con un finale pirotecnico? Check.
L'indagine è ufficialmente conclusa ma in realtà i veri colpevoli sono ancora là fuori? Check.
Stacco temporale che ci mostra le vite dei protagonisti dopo la "soluzione" del caso? Check.
Dialoghi (o monologhi) su quanto la vita faccia schifo? Check.
E potrei continuare.

(Ad un certo punto dell'episodio il detective Velcoro è in auto da solo e sta parlando al registratore. Sapete che dice? Una cosa del genere: "La vita è una fonte inesauribile di dolore. Sono le persone, quelle che si esauriscono". Così, senza un fottuto motivo, ecco che Velcoro si trasforma nella versione da discount del detective Rust)

Pure io sono triste

Facciamo l'ennesimo ripasso?
Sarà breve, lo giuro.
Cosa andava bene nella prima stagione?

C'erano solo due personaggi principali, ed entrambi venivano approfonditi a lungo e con cura.
Inoltre uno dei due era una persona assolutamente normale (sto parlando di Woody Harrelson) e il contrasto che si veniva a creare con lo schizzato Rust di McConaughey era la vera chiave del successo dello show.

Un tizio fuori di testa che fa il detective? Ottima idea!

Che lavora in coppia con un poliziotto affidabile / padre di famiglia? Meglio ancora!

Successo assicurato.
Se poi a questi due personaggi in perenne contrasto tra loro ci aggiungi una storia intrigante (perlomeno nella prima stagione si creava un minimo interesse nel voler sgamare la setta supersegreta di assassini pedofili) e dei dialoghi fulminanti in bilico tra il surreale e il drammatico non potevi che ottenere un bel prodotto.

In questa stagione, invece...

Troppi personaggi, con poco spazio per venire sviluppati, e che riescono a trasmettere ben poco allo spettatore.
Sono tutti figli abortiti del detective Rust. Tutti alcolisti, arrabbiati, frustrati. La sagra della depressione. Ci fosse almeno un personaggio "normale" con cui poter immedesimarsi. E invece no, si passa da un caso umano all'altro, in una spirale di musi lunghi e sguardi incazzosi.

Che palle. Un sacco di scene sono francamente inutili e puzzano di già visto da lontano.

Un esempio lampante è la tristissima cena del detective Woodrugh: ecco a voi un gay non dichiarato che sta per sposare una ragazza incinta, e cosa fa la madre della ragazza? Si comporta da perfetta suocera spaccacazzi, accentuando così il disagio del poveraccio.

Ogni riga di dialogo è stata scritta apposta per calcare la mano su quanta cazzo di merda deve abbattersi su Woodrugh. E' stato degradato sul lavoro, la stampa lo perseguita, la sua sessualità lo turba, si sta infognando in un matrimonio che gli porterà più guai che altro, e sapete cosa viene in mente allo sceneggiatore? "Perché non gli affibbiamo anche una suocera antipatica che lo sfotte e lo fa sentire più miserabile di quanto non sia già?"

Questa è pigrizia bella e buona. Un difetto non trascurabile per una serie tv, soprattutto se dura solo 8 cazzo di episodi.

Anche lui è triste

Vince Vaughn è forse la delusione più cocente. E' destinato a ripetersi, puntata dopo puntata, incatenato nel ruolo del gangster cattivo sul lavoro e tenerone nel privato. Non c'è un barlume di originalità nel suo personaggio. Lui ci mette impegno ma il ruolo lo svilisce. Metà mondo era convinto che un attore come lui avrebbe fallito in un ruolo come questo, l'altra metà diceva che avrebbe potuto svoltargli la carriera. La verità è che passerà perlopiù inosservato. Possiamo già iniziare a contare i giorni che mancano al suo prossimo film comico con Ben Stiller.

Colin Farrell è il personaggio con le svolte narrative più interessanti. Non spoilero nulla, o rischio di rovinare l'unico misero motivo di interesse per guardare questo episodio.

Anzi, non l'unico.

L'altro è Rachel McAdams in terapia di gruppo che parla di quanto le piacciono i cazzi grossi.

Lei è la più triste di tutti

Ma, ripeto: questo episodio non è brutto. L'intera serie non è brutta. E' un prodotto di buon livello, dignitoso, con un proprio perché. Si lascia guardare.

il problema è che spesso si fa noioso. Non genererà neanche lontanamente lo stesso livello di adorazione che si era creato la volta prima. L'intera serie lascerà un segno debole che sparirà fin troppo presto e con troppa facilità. E' intrattenimento televisivo piacevole, quindi utile, ma davvero nulla di più. Se tra un mese mi chiedessero un consiglio su una serie tv da recuperare io risponderei Utopia, Breaking Bad, Black Mirror. E la prima stagione di True Detective, assolutamente.
Ma non questa.


venerdì 17 luglio 2015

Consigli di vita

E' venerdì, è arrivato il weekend, e per affrontarlo al meglio ecco un prezioso consiglio di vita gentilmente offerto da Nathan di Misfits.

lunedì 13 luglio 2015

True Detective, stagione 2, episodio 4 (2x04) Recensione

La scena di lui che mette tante zollette nel caffè e poi si incazza e dice che non ha mai avuto carie? Ne vogliamo parlare? Brevemente, dai. Ecco cosa ne penso: uuuh, che paura. Sì, sono ironico. Ma i cattivi di una volta, quelli che ti minacciavano senza tanti giri di parole, che fine hanno fatto?

Una scena così idiota l'ho vista raramente. Che cosa mi doveva trasmettere? Che a Vince Vaughn non gli devi rompere il cazzo quando beve un macchiato? Ma non potevano inventarsi qualcos'altro per far capire che è un duro? Sul serio la cosa più minacciosa che gli avete fatto dire è "il tuo caffè fa cagare?" (sto parafrasando).


Nespresso. What else?

Ma io lo so di chi è la colpa. La colpa è di Tarantino, che nel '94 ha fatto credere al mondo che i criminali parlano come personaggi di Shakespeare sotto acido. Anzi no, la colpa è di tutti quelli che da vent'anni a questa parte ci stanno ancora credendo.

E poi ho notato altre cose che non mi sono piaciute. Ad esempio: Colin Farrel coi baffi da scemo è un lupo solitario alcolizzato violento e pure poliziotto corrotto. Giusto? Così mi pareva di aver capito. E cosa mi combina in questa puntata? Fraternizza col gay represso (Taylor Kitsch) col quale a fatica aveva scambiato mezza parola finora.

Ma una roba del tipo che a un certo punto lo chiama eroe. Gli mostra rispetto, lo aiuta, gli dà consigli di vita. Una scena che se la definisci "forzata" gli fai un complimento. 'Sti due sconosciuti seduti nella stessa auto, uno dei quali in hangover pesante, e che fanno?
Si fanno le confidenze. Come gli amichetti. "Ma sei un eroe!" "Non è vero, faccio solo quello che mi ordinano!" "Fanculo, ti dico che sei un eroe" "Va bene adesso fammi le treccine".

Ok tu coprimi le spalle ma ti prego, TI PREGO non fare scherzi

E vogliamo parlare del padre mezzo hippie di Rachel McAdams? Quello che vede le aure delle persone? Ma che è? La caricatura venuta male di Osho fatta da uno che di Osho conosce la biografia di Wikipedia?


E va beh. Che abbiamo finora?

Un boss criminale che non spaventa. Che c'ha pure la moglie che gli spacca le palle con 'sta storia di figli da adottare e relazioni sentimentali da salvare e si vede lontano un miglio che a lui gliene frega solo di apparire il più duro possibile. Si sforza proprio tantissimo, peccato che ottiene l'effetto macchietta e casca il palco. Ma io dico, perché non gli fate menare le mani come l'ultima volta piuttosto?

Che altro? Ah sì, il gay represso. Che a quanto pare si sposa con la sua ex ragazza che adesso è incinta. BUM! Colpo di scena. Inizia il countdown: tra quante puntate lei scoprirà che lui è gay? O sarà piuttosto lui a rivelarglielo in una scena strappalacrime carica di tensione? Iniziano le scommesse, lo chiameremo il toto-gay di True Detective. Vi sembra stupido scommettere sugli sviluppi di una sottotrama omosessuale? Ma se è l'unico modo per renderla un minimo interessante!

E Colin Farrell. Lo stereotipo dell'uomo che stava per finire male ma che forse ha ancora un briciolo di dignità dentro e ci si aggrappa con le unghie per cercare di trovare quella redenzione che bla bla bla mi sto annoiando da solo. Eppure mi verrebbe quasi da dire che funziona. Zoppica, e pure molto, ma il suo detective Velcoro non è proprio da buttare. Sarà quella sua faccia da guaglione con cui berresti volentieri una birra, o quegli ipnotici baffi da idiota.

Per fortuna c'è l'amore mio. Rachel McAdams che interpreta Ani Bezzerides. Che secondo me potevano proprio chiamarla così questa stagione, "True Detective: Rachel McAdams che interpreta Ani Bezzerides".

Perché è tutto sulle sue spalle, dico davvero. E' un personaggio con le ovaie davvero ben fatto. Realistico, complesso, libero da tutti quei fardelli che spesso e volentieri affossano i ruoli femminili.

Ma ve la ricordate la moglie di Woody Harrelson nella prima stagione? Scopre che il marito la tradisce, ci resta insieme ma riservandosi il diritto di cagargli il cazzo, poi si scopa il suo amico/collega per ripicca. E gli altri personaggi femminili, ve li ricordate? O sono vittime di omicidi o sono troiette che si spogliano e scopano con Woody Harrelson.


"Eddai raga, impegnatevi un po' anche voi"

Insomma, diciamo che Rachel McAdams è un deciso passo avanti? Diciamo che è capace di recitare solo con gli occhi e che quando stringe le labbra comunica più emozioni di quanto non facciano le sopracciglia di Farrell? Diciamo che è la controparte televisiva della Furiosa di Mad Max: Fury Road? Poi aiuta il fatto che le abbiano scritto un gran bel ruolo, eh. Mica è brava solo lei! Peccato che si siano dimenticati di scrivere bei ruoli anche per gli altri.

Ma cosa succede in questa puntata? Ah, poco niente, come al solito. Gente che parla di cose a cui nessuno sano di mente riuscirebbe a dare un senso perché erano state accennate solo vagamente nelle puntate precedenti o perché non sono state proprio accennate. Ma torno a chiedervi: ha qualche importanza? Assolutamente no. Non c'è la minima possibilità che si riesca a indovinare il colpevole fino a che non ci verrà rivelato chiaro e tondo. Per cui tenetevi i vostri indizi, i nomi avvolti nel mistero e le foto ingiallite che testimoniano che negli anni '80 andavate al mare con gente che forse c'entra ma forse no ma chi lo sa.


In questa foto c'è la soluzione del caso ma sai cosa? CHISSENE.

Dateci piuttosto sparatorie belle sanguinose e rumorose come quella che riempie gli ultimi soddisfacenti minuti della puntata. Ma non voglio spoilerare niente.

Pensate ancora una volta alla prima stagione. Arrivati alla fine della quarta puntata c'era un piano sequenza da paura di McConaughey che faceva cose matte. Il mondo era impazzito per quella scena. E devono aver pensato bene di ripetersi, perché in questo finale di puntata hanno imbastito un massacro a suon di proiettili che farebbe invidia a John Wick.

SPOILER:
Comunque, niente di trascendentale.
FINE SPOILER.


lunedì 6 luglio 2015

True Detective stagione 2, episodio 3 (2x03) Recensione

Ecco cosa succede quando ti sparano: finisci nella brutta copia di un brutto film di Lynch con un tizio che impersona Conway Twitty.


- Che succede papà?
- Sto per rivelarti il finale della serie in una sequenza onirica, fa' attenzione! 

Inoltre parli con tuo padre dei problemi che hai con tuo padre. Perché come ho già detto il filo portante di questa nuova stagione di True Detective non è scoprire chi è l'assassino, quanto piuttosto rimuginare sui propri problemi famigliari.

Scopriamo che il detective Velcoro (Colin Farrell) non è morto: gli hanno sparato dei proiettili di gomma. Ops, forse dovevo scrivere SPOILER MA DAVVERO CREDEVI SAREBBE MORTO? FINE SPOILER. Va beh, troppo tardi.

Chi ha sparato a Colin? Dev'essere stato il tizio di V per Vendetta, che a un certo punto dell'episodio si lancia in una pazza pazza fuga inseguito da una Rachel McAdams cazzuta e stranamente determinata a non sparargli alle gambe nonostante si trovi a una decina di metri dietro di lui.

Ma in fondo la capisco. Catturare il possibile serial killer alla terza puntata sarebbe stato un male per gli indici d'ascolto.

Alla prossima, Mr. V per Vendetta.


Il killer si lancia in una folle fuga al buio, lasciandoci con un palmo di naso.
Cosa nasconde quella maschera?

Taylor Kitsch è sempre gay e sempre represso, e leggendo altre recensioni in giro per l'Internet mi accorgo con stupore che molti non se ne erano già accorti. Dai ragazzi, gli indizi erano evidenti fin dalla prima puntata: non c'aveva voglia di fare all'amore con Adria Arjona. Collegate i puntini!


Brokeback Detective

Un altro che ha problemi a letto è Frank Semyon (Vince Vaughn), ma per motivi ben diversi: Frank è molto simile a quel famoso immigrato cubano con un brutto carattere ma con tanta voglia di fare. La conoscete la storia?
Col tempo quel cubano, da pezzente qual era, ha ottenuto i miliardi i leccaculo e le camicie griffate. Peccato che una vita da scarafaggio viziato non si addica a Tony Montana, tanto è vero che alla fine sbrocca male e ammazza tutti.

Frank Semyon è così: un uomo sull'orlo di una crisi di nervi. Magari all'esterno indossa cravatte costose ma il suo cuore è avvolto in un giubbotto di pelle, probabilmente macchiato di birra. Frank Semyon è un uomo che quando si trova alle strette fa quello che farebbe ogni ricco imprenditore corrotto: partecipa a un incontro di Fight Club contro un grasso pappone e dopo averlo suonato come un tamburo prende una pinza e gli cava quella merda dorata che i rapper si mettono al posto dei denti.

Che magari potrebbe essere una scena di forte impatto ma io nel 2004 guardavo Old Boy, grazie lo stesso.


Regola numero uno del Fight Club: mai parlare del Fight Club

Ancora non si sa chi ha ucciso Caspere, e ammettiamolo: frega a qualcuno?

L'indagine dei nostri detective prosegue lenta e poco convinta, tra scene ambientate su un set farlocco di Mad Max e dipartimenti di polizia diversi che si fanno la guerra a vicenda.

Ma, davvero: a chi frega qualcosa?
Le uniche cose che vogliamo sapere ora sono: quali turpi scene di sesso malato sono immortalate sulla telecamera rubata subito dopo l'aggressione a Velcoro?
E quando si decideranno a svelare qualcosa di più sul passato di quella talentuosa dea di Rachel McAdams? Che quando la inquadrano si mangia la scena ogni singola volta e io ve lo dico, maschietti: vi state facendo fare un culo così da una femminuccia. Eccetto tu, Vaughn, che ti difendi bene.

Ma il poliziotto gay represso e quello con i problemi di alcool non convincono proprio.

Team Rachel

Comunque è una buona puntata, tutto sommato. Violenza e tensione vengono come al solito tenute imbrigliate appena sotto la superficie ed esplodono raramente e con giudiziosa parsimonia. 
Vale la pena guardare questo terzo episodio solo per la scazzottata a cui accennavo qui sopra: non sarà un massacro alla Spartacus VS Crisso, ma dopo due puntate di silenzi pensierosi e dialoghi passivo/aggressivi è un piacevole shock vedere che questi personaggi sanno far altro a parte frignare sulle proprie sfighe.




lunedì 29 giugno 2015

True Detective stagione 2, episodio 2 (2x02)

Nuovo episodio di True Detective e finalmente scopriamo quale sarà il tema portante di questa seconda stagione: i padri di famiglia stronzi.

Tutti abbiamo dei problemi con i nostri genitori. Ci danno degli orari da rispettare, paghette ridicole, ci deridono per il nostro modo di vestire. Ma i padri i famiglia di True Detective non si limitano a questo: può capitarti di essere ancora bambino e venire rinchiuso in una cantina per giorni e giorni con la sola compagnia del buio e dei topi.

Poi non c'è da stupirsi se da grande diventi un imprenditore criminale corrotto e corruttore. E' quello che sembra essere capitato a Vince Vaughn (Frank Semyon), che ricorda con angoscia quei giorni di terrore.

C'è poi Colin Farrell (Ray Velcoro) che ha uno di quei rapporti coi figli che fanno la fortuna dei servizi sociali. Non a caso la madre informa il Colin che ha richiesto un'ordinanza restrittiva per impedirgli di vedere la sua adorata progenie.
Cose che capitano quando pesti a sangue il padre del bullo di tuo figlio, pur con tutte le buone intenzioni che avevi.

Sempre più meravigliosa Rachel McAdams (Ani Bezzerides), che se ne va in giro con un arsenale di coltelli nascosti e rimugina di continuo sull'infanzia di merda che ha passato in una comune hippie assieme al padre. Bei tempi quelli: dei quattro amichetti che aveva all'epoca due sono in galera e gli altri morti suicidi.

E infine Taylor Kitsch (Paul Woodrugh) che ha una madre che sembra uscita dritta dritta da un locale di lap dance per vecchie attempate. Il giovanotto con ogni probabilità è gay e lo vuole tenere segreto. Questo spiegherebbe perché ha bisogno del Viagra per andare a letto con la sua bellissima ragazza, e anche il suo sguardo bramoso quando osserva un prostituto per la strada.


In questo secondo episodio la storia non procede di molto: scopriamo qualcosina in più su Ben Caspere, la vittima che ha dato inizio a tutto, ma siamo ancora lontani dallo scoprire chi sia il colpevole e perché abbia deciso di uccidere un losco affarista con una grave dipendenza da sesso.

I rapporti tra i detective sono ancora nebulosi.
Chi si aspettava (io) un sacco di dialoghi pazzeschi e pesi al punto giusto tra i tormentati protagonisti rimarrà deluso: tutti sembrano intenzionati a farsi i cazzi propri e a non stringere legami tra di loro, almeno per il momento.
L'unica -lieve- eccezione è quella tra Colin e Rachel, e come prevedibile si intuisce che lui sta un pelino sul cazzo a lei (ma sembra che le stiano sul cazzo tutti).

Nel finale (negli ultimi dieci fottuti secondi) un inaspettato colpo di scena contribuisce a risollevare l'attenzione. Sparano a qualcuno, dritto nello stomaco e apparentemente in modo fatale.
Staremo a vedere, ma per ora questa nuova stagione sta regalando davvero poco. Le aspettative rimangono alte, ma c'è bisogno di un'accelerata.




mercoledì 24 giugno 2015

Into the Wild con l'MDMA (rapporto sulla serata in discoteca num.627)

Non abbiamo acqua dove buttare l'MD quindi useremo la birra.


Svuoto il pacchetto nel liquido color piscio-del-lunedì-mattina e agito il boccale in senso orario perché si mescoli. Dopo bevo, e mi pizzica la lingua. Sì, ne ho messa tanta. Sembra anche buona, nel senso che sembra molto forte.

La bontà della droga si misura in base a quanto schifo farai nel giro di un paio d'ore.

Gli altri si passano la birra all'MD e trincano con gli occhi che brillano e pregustano bagordi.

Il tempo di finire la canna che sta girando da dieci minuti (la solita canna che non serviva e che nessuno ce la fa a finire ma che porco mondo qualche furbo ha pensato bene che dovesse essere girata lo stesso) e all'improvviso sento l'irresistibile impulso di mollare tutto e andarmene in giro da solo e senza meta.

Ci hanno fatto un film su questa roba, si chiama Into the Wild. A me succede in discoteca, vai a capire perché.

Borbotto qualcosa sul fatto che vado a prendere da bere prima che la mascella vada affanculo dando così motivo al barista di guardarmi con disprezzo e le risposte dei miei commilitoni vanno da un confuso "eh?" a un più abusato "salutami tua madre".

Voglio davvero bene a quei rotti in culo dei miei amici. Perlomeno al venerdì sera.

Mi allontano e mi dirigo al bancone. Urto gente e guardo fighe.

Arrivo al bancone. Ere geologiche dopo il barista arriva e mi serve una birra. La bevo e mi torna in bocca il gusto dell'MD.

Mi allontano col bicchiere e la gente si sposta magicamente davanti a me come il mare con Mosè. Sfruttando la paura insita nell'animo delle persone di venire bagnate con un alcolico in discoteca mi faccio rapidamente spazio e in poco tempo raggiungo la zona fumatori.

E' un quadrato di cemento battuto coperto da una tenda di plastica grigia imbevuta di fumo. Su tre lati delle siepi che puzzano di merda impediscono che qualche furbetto se la svigni dal locale senza pagare.

E' buio e sembrano tutte fighe. Mi metto a fumare e mi guardo intorno con una sensazione di allegria che mi cresce dentro. Bevo e fumo, fumo e bevo. Ho ancora una gola? O è rimasto solo un ammasso rosso e carnoso che pulsa e brucia? Che cazzo me ne frega.

Si avvicina uno e mi chiede l'accendino. Poi mi squadra, decide che sono a posto e mi chiede se voglio ketamina, fumo, MD. Gli rispondo che è arrivato troppo tardi, allora ridiamo felici a questa battuta da tossici. L'amore per la droga ci ha resi fratelli.

Le mie gambe stanno iniziando a vibrare a ritmo di musica, segno che non sono più lucido.

Sto per diventare l'altro me stesso, quello che l'ultima cosa a cui pensa è scrivere su un blog. Tra un po' prenderò questo fardello chiamato coscienza, lo chiuderò in una scatola nascosta in fondo alla mia mente e lascerò il campo libero all'istinto, a Dioniso, al Carnevale, alla serie televisiva Skins se la serie televisiva Skins fosse uno stato dell'essere.

Tra poco un composto chimico sintetizzato per la prima volta 103 anni fa in un laboratorio tedesco farà in modo che io riesca a vivermi qualche ora libero da pensieri e preoccupazioni. E tu che spendi centinaia di euro per il corso di yoga, ah ah ah.

Butto la cicca, saluto il tipo che voleva vendermi l'MD (ma ci stavo parlando? che mi ha detto? che gli ho detto? non importa, lo vedrò tra qualche mese in un bar e ci scambieremo pacche sulle spalle senza sapere i nostri nomi) e vado in cerca dei miei amici.

Ne trovo uno al bancone del bar. Ne trovo SEMPRE uno al bancone del bar.

Mi dice che si è appena fatto cinque shot di vodka alla pesca. Io rido, estasiato da tanta imprudenza. Non avrebbe alcun senso chiedergli il perché.

Mi dice che gli altri sono fuori a parlare con delle ragazze e che adesso lui torna là. Vado con lui. Torniamo là, ed è rimasto solo uno dei nostri amici a spadroneggiare impavido su ben tre fanciulle.
Ci vede arrivare e dalla sua espressione capisco che sta pensando "Arrivano i rinforzi" e allo stesso tempo "Merda, dovrò impegnarmi di più".

Ignoriamo le ragazze (1. Diamo loro il tempo di guardarci e valutarci 2. Ignorandole stuzzichiamo la loro curiosità 3. Chi cazzo se ne frega di qualsiasi cosa hanno da dire) e chiediamo al nostro amico dove sono gli altri. Lui non lo sa. Forse nemmeno loro sanno dove sono.

Ci presentiamo alle ragazze e quando dico il mio nome capisco che la mascella sta andando affanculo. Inoltre sto decisamente digrignando i denti. Una di loro mi guarda affascinata, le altre due un po' meno.

Chiacchieriamo un po', poi mi annoio e vado a prendere da bere. Mentre mi dirigo verso il bancone la musica che viene dalla pista da ballo mi chiama come le sirene con Ulisse.

Dei tizi che conosco mi passano accanto, uno di loro sbraita qualcosa che non capisco e mi ficca in bocca una canna, faccio due tiri e poi qualcuno di loro mi schiaffa in mano un bicchiere, bevo due sorsi e mi ritrovo a ridere in mezzo a un gruppo di persone che ballano l'affascinante danza dell'ubriaco. Mi viene in mente una frase, "Siamo una tribù che balla". La ripeteva sempre un deejay di cui non ricordo il nome. La urlo, è una bella frase. Uno la riconosce, la urla anche lui. Poi la urlano in dieci. Adesso la urlano tutti.


Poi so che la notte è stata lunga e piacevole, e al mattino ero contento e avevo mal di gola.



lunedì 22 giugno 2015

La recensione di True Detective, stagione 2 episodio 1 (2x01)

A me la prima stagione di True Detective non era parsa questa gran roba. Non male eh, ma neanche il miracolo a cui tutti gridavano.

Nella seconda cambiano cast e location: non più McConaughey e Harrelson impegnati a biascicare con accento meridionale nel paludoso sud degli Stati Uniti. Non più la Daddario che si toglie la maglietta e causa una distorsione spaziotemporale.
Momenti di gloria
I nuovi protagonisti sono volti noti del cinema. Vediamoli insieme:
Ci mette impegno, 'sto beone
C'è Colin Farrell che interpreta un poliziotto violento con problemi di alcool e terrificanti scatti d'ira e ha un difficile rapporto col figlio probabilmente nato da una violenza sessuale subita dalla ex moglie. Insomma, un ruolo che puzza di già visto-già sentito lontano un miglio, ma io ho fede in Colin. Perché quando le cose si facevano serie lui c'era e se la cavava con dignità. Non importa che sia un cane d'attore, non importa che quando muove le sopracciglia sprigiona involontari scoppi di risate in chi lo guarda, non importa che sia il più scarso del gruppo. Gli si vuole bene a prescindere, a questo cazzone irlandese con gli occhi da pazzo.
Il Nostro nel ruolo che ogni attore avrebbe desiderato
C'è poi Vince Vaughn. Che interpreta il ruolo dell'ex-criminale di strada oramai diventato un ricco e losco imprenditore.
Ma sì, proprio lui! Vince Vaughn. Quello dei film comici con Ben Stiller. Quello che giocava a palla avvelenata in uno dei film più belli della storia del cinema.

So cosa state pensando: ma che cazzo c'azzecca?
Siete delle brutte persone. Ma l'avete mai visto in Into the wild? In Swingers? Persino in Psycho se l'è cavata. Fidatevi di me, che Vince lo conosco. E' un bravo ragazzo, ha del talento. Solo che guadagna palate di soldi per i film di ridere, che gli volete fare? Saran cazzi suoi se preferisce farsi due risate e comprarsi un'altra Ferrari piuttosto che interpretare brutta gente con brutti problemi in brutti film drammatici.
Quindi state tranquilli: se la cava egregiamente. Staremo a vedere nelle prossime puntate, ma questo ruolo potrebbe persino cambiargli la carriera.


Taylor chi?
Taylor Kitsch. Interpreta un poliziotto con il cazzo che non tira. Giuro! Per ora il mistero della serie più grande da risolvere è: perché non gli tira, a 'sto poraccio? Lo vediamo costretto a prendere una pasticca di Viagra per far felice la morosa, interpretata da una sconosciuta Adria Arjona e questo nome segnatevelo che la rivedremo.
Saranno famosi
Ma torniamo a noi: chi è Taylor Kitsch? Ah, non lo so. Mi pare di averlo già visto in qualche film, ma che sia dannato se mi ricordo un titolo che sia uno. Però il ragazzo non sembra male e ha la faccia giusta.
Rachel sul set di Mean Girls, subito prima che Lindsay Lohan finisse in overdose
Rachel McAdams. Che è bella e brava, e io la amo da tipo sempre, quindi mettete giù le mani. La conobbi al suo debutto sul grande schermo, quando era l'oggetto amoroso di Tanino nel meraviglioso My name is Tanino di Paolo Virzì.

Un film talmente bello che per farvi capire cosa vi state perdendo vi riporto l'ultima frase usata su Wikipedia per descrivere la trama di 'sto capolavoro: "Tanino ha percorso un viaggio lontanto, ma anche vicino, dentro di sé alla ricerca della propria identità e del proprio futuro". E' o non è bellissimo? Scherzo, il film è una mezza cagata tutta italiana ma ogni volta che lo becco in tele mi guardo qualche pezzetto solo per gustarmi una giovanissima Rachel che favella nella lingua di Dante e lasciarmi andare a romantici sogni che non posso scrivere.

Che bella 'sta donna. E che brava! Dovreste vedere quanto è brava. Una vera attrice. C'è un momento in questa prima puntata in cui recita solo di muscoli facciali e per mezzo minuto non dice una parola ma ti basta un'occhiata e le vedi passare sul viso tutta una gamma di emozioni che non ce n'è per nessuno. Io la promuovo a pieni voti e il suo personaggio è già il mio preferito. E siccome so che siete dei maiali vi informo pure che in una scena la vediamo in mutandine per qualche secondo. Che donna.

Passiamo alla regia. Il capo della baracca è Justin Lin, uno che ha preso la saga di Fast & Furious e l'ha disintossicata da tutte quelle cagate sul protossido d'azoto e dopo una bella cura l'ha rimessa a lucido et voilà, ha tirato fuori una sfilza di film d'azione che, piaccia o no, stanno regnando sovrani nel mondo dei film d'azione da quasi dieci anni.

Non il primo pirla che passava di là, insomma. Nonostante questo non è che si noti molto la sua mano. Mi verrebbe da scrivere qualcosa del tipo "non c'è un singolo fotogramma dal quale traspaia la vena autoriale del regista" ma una frase del genere la direbbe solo uno di quei balordi che studiano cinema invece di guardarlo. In sostanza, diciamo che questa prima puntata avrebbe potuto dirigerla l'ultimo degli aspiranti Spielberg di questo mondo e non avrei notato alcuna differenza. Non che la cosa mi sorprenda: il Justin sarà pure bravo, ma questa è una serie tv, mica un film. Non ce ne frega un cazzo dei virtuosismi di macchina, l'importante è che alla fine della puntata io bestemmi perché voglio sapere cosa succederà nella prossima.

E veniamo alla storia. E' scritta da Nic Pizzolatto, lo stesso tizio della prima stagione. E infatti la sostanza non cambia: in questo primo episodio ci vengono presentati i personaggi e i loro problemi. Basta così, non succede altro.

La storia vera e propria parte solo a cinque minuti dalla fine, quando i nostri eroi si trovano nello stesso posto nello stesso momento per un interesse comune.
C'abbiamo un botto di problemi zio
Ma sapete che c'è? Va bene così. Perché sto guardando True Detective, e quindi mi aspetto che la storia si prenda i suoi tempi. Mi aspetto che si concentri tutto sui personaggi, e non vedo l'ora di scoprire cosa nasconde ognuno di loro.

Fanculo la storia, fanculo il caso da risolvere. Vi ricordate la prima stagione? Alla fine il colpevole era il giardiniere mezzo scemo, e tutto si risolveva nell'ultima puntata. E nelle prime quattro puntate non succedeva assolutamente un cazzo. E stiamo parlando di una serie di soli 8 episodi. Quello che voglio dire è che se avete intenzione di guardare True Detective aspettandovi colpi di scena a raffica e macchiavelliche svolte narrative, avete sbagliato qualcosa.

Questa serie si conferma per quello che è: uno sguardo profondo e accurato su degli esseri umani tormentati e dannatamente cool. Non ci frega di scoprire chi è il colpevole, per quello c'è Jessica Fletcher. Noi vogliamo sapere cosa combinerà la poliziotta disillusa con problemi famigliari se viene messa sotto pressione. Stiamo guardando E.R. ma al posto dei medici affascinanti ci sono sbirri e delinquenti con il vizio di bere e la scopata facile. E guardare questi casi umani è una delizia per occhi e mente di ogni appassionato di telefilm degno di questo nome.

Ah, la sigla è orrenda rispetto a quella dell'anno scorso. 

Rachel McAdams, ti amo. Ci vediamo la settimana prossima, con il secondo episodio.